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Il comitato scientifico smentisce il ministro Spadafora: "Niente sport di contatto"

Il comitato scientifico smentisce il ministro Spadafora: "Niente sport di contatto"

Il ministro aveva annunciato il via libera sottoposto all'ok di Speranza dopo l'accordo con la conferenza delle Regioni. Ma secondo gli esperti le società dilettantistiche non sono in grado di garantire il rispetto dei protocolli

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ROMA. Il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, con un post su facebook annuncia di avere dato "parere favorevole" per la ripresa degli sport di contatto e che "manca solo l'assenso del ministro Speranza: appena lo darà si potrà ricominciare", forse già domani giovedì 25 giugno, lasciava intendere il ministro.  Ma passano poche ore e il Comitato scientifico lo smentisce, bocciando l'ipotesi di riapertura. Secondo gli esperti le società dilettantische non sono in grado di garantire il rispetto degli stessi ferrei protocolli applicati dalle società di serie A: per questo solo il calcio professionistico va avanti. Resteranno dunque ancora fermi calcetto e in parte piscine, palestre e circoli sportivi in cui si fa attività di contatto.

"In considerazione dell'attuale situazione epidemiologica nazionale - scrivono gli esperti del Comitato tecnico scientifico - con il persistente rischio di ripresa della trasmissione virale in cluster determinati da aggregazioni certe come negli sport da contatto", devono essere rispettate "le prescrizioni relative al distanziamento fisico e alla protezione individuale".

Annullata quindi l'apertura anunciata dal ministro. "Mi avete scritto e fatto sentire con forza, dopo che il Consiglio dei ministri ha deciso lo slittamento dal 18 al 25 giugno per la ripresa degli sport di contatto - aveva scritto Spadafora - la voglia e la necessità di ricominciare a giocare nei centri sportivi di tutto il Paese, consentendo a migliaia di gestori e lavoratori di riprendere le loro attività. Per questo, prima dei termini previsti, ho incontrato in video conferenza il presidente Bonaccini e i rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che hanno stilato le indicazioni per la ripresa immediata, che saranno approvate domani (giovedì 25 giugno)". Invece si resta al palo.

 

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