Italia
Infermiere e delegato Cisl licenziato per un’intervista, bufera su Rossi: «Metodo stalinista»
Un operatore di Torregalli "scaricato" dall'Asl Toscana centro per dichiarazioni anonime al Tg2. Il sindacato: "Fatto fuori in tronco solo su sospetti, aveva detto di non essere lui, il governatore lo reintegri subito". Lega, Fratelli d'Italia a Forza Italia attaccano l'Asl e il presidente
FIRENZE. «Sovietico e intollerabile il licenziamento di un delegato sindacale della Cisl da parte della Asl Toscana centro, colpevole di aver criticato il sistema sanitario in un’intervista al Tg2. Nel regno del presidente toscano Rossi, recentemente al centro di indagini, la verità dà fastidio», tuona il senatore forzista Maurizio Gasparri, che annuncia un’interrogazione parlamentare al ministro del Lavoro e della Salute. E così il licenziamento di un infermiere dell’ospedale San Giovanni di Dio a Torregalli (Firenze) fa esplodere una bufera di polemiche contro la Asl e il governatore Enrico Rossi. Forza Italia, Lega e Fdi denunciano il metodo «stalisnista» difendono il delegato sindacale licenziato in tronco.
«Per l'Asl è sufficiente un'intervista anonima al Tg2 per decidere di licenziare in tronco un sindacalista scomodo. Un'azione vergognosa, antisindacale ed arbitraria, fondata sul sospetto, nonostante l'operatore abbia più volte ribadito di non essere lui il soggetto intervistato», dice Maurizio Petriccioli, segretario della Funzione pubblica della Cisl. «Dopo averlo usato, l’azienda lo scarica per aver denunciato più volte i rischi a cui andavano incontro i colleghi nell’emergenza Covid19. È una palese condotta antisindacale, chiedo a Rossi di interessarsi subito della vicenda e ai dirigenti di procedere alla reintegra immediata. Siamo pronti a tutto per tutelare la democrazia e i diritti costituzionalmente».
Contro Rossi si scatena il fuoco di fila. Matteo Salvini esprime la sua solidarietà all’infermiere. «Se fosse successo in una regione governata dalla Lega sarebbe scoppiato il putiferio su scala nazionale. In Toscana è arrivato il momento di cambiare aria», dice il leader leghista che oggi arriverà a Viareggio per la prima tappa di un tour in regione. «Una decisione folle, figlia di una ideologia di sinistra attuata con metodi preoccupanti», tuonano Stefano Mugnai e Maurizio Marchetti di Forza Italia. «La sinistra alla guida della Toscana non smentisce mai la sua arroganza», chiude il deputato Giovanni Donzelli di Fdi, che parla di «metodo stalinista». —
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