Sicurezza
Gara dei bus, la Regione Toscana ora chiede i danni a Mobit
Denuncia contro il consorzio toscano per abuso di posizione dominante. La replica: «Ci vuole spaventare. Noi non molliamo»
FIRENZE. La gara dei bus regionali - 4 miliardi di appalto - è un campo di battaglia dove si va avanti solo a colpi di carte bollate. La Regione cita in giudizio Mobit, il consorzio fra aziende toscane (che ancora gestisce il servizio di trasporto pubblico) sconfitto nella gara vinta da Autolinee Toscane. A Mobit la Regione chiede un risarcimento danni «per abuso di posizione dominante». Insomma avrebbe ostacolato l’assegnazione della gara al nuovo gestore.
Come? Primo: scaduto il contratto ponte con l'attuale gestore One scarl (alias Mobit) nel dicembre 2019, Mobit avrebbe fatto perdere alla Regione 2 milioni al mese per il mancato affidamento della gara ad Autolinee toscane. Da gennaio a luglio 2020 dunque andrebbero “in fumo” 14 milioni. «Ma il danno per il ritardo nell'avvio del nuovo servizio è già calcolabile in 34 milioni», dice la Regione. Secondo: «L'atteggiamento ostruzionistico di Mobit a trasferire beni e il ricorso strumentale alla giustizia amministrativa ha prodotto un costo superiore ad almeno 10 milioni l'anno per il 2018 e il 2019, per il periodo del contratto ponte rispetto ai costi aggiornati del servizio affidato al nuovo gestore”, accusa il presidente della Regione Enrico Rossi. Terzo. La Regione sottoscrive in pieno il giudizio dell'Autorità garante della concorrenza. L'Antitrust ritiene il comportamento di Mobit frutto di «una strategia omissiva, dilatoria e ostruzionistica volta ad ostacolare il subentro di Autolinee nella gestione del servizio, al fine di far slittare il subentro del nuovo gestore nell’offerta del servizio di Tpl oltre il 1° gennaio 2020».
Ma il presidente di One scarl (Mobit) Andrea Zavanella replica punto per punto: «Non capisco di quali perdite parli la Regione. Scaduto il contratto ponte, noi abbiamo continuato a fornire il servizio perché è la stessa Regione ad averci costretto a farlo. Noi abbiamo solo eseguito un suo atto d'obbligo. Non capisco neppure di cosa parli la Regione quando ci accusa di uso strumentale della giustizia. Il Tar e il Consiglio di Stato hanno dato ragione a noi sugli effetti della prima gara. Sulla seconda gara la Regione ha vinto al Tar ma sul Consiglio di Stato aspettiamo l’udienza di merito dell’8 ottobre». Sul terzo punto, Zavanella chiosa: «Il giudizio di Antitrust non è definitivo. Il procedimento è in corso. Il 25 giugno spiegheremo le nostre ragioni all'Autorità. Nessuno può ancora dire se noi abbiamo avuto un comportamento scorretto. In più il 17 giugno abbiamo dato disponibilità a svolgere il servizio ai costi previsti dal contratto e se risultano dei costi in più siamo disposti a ridurli. La verità è che con queste azioni giudiziarie la Regione ci vuole mettere paura, ma noi continueremo a difenderci nelle sedi opportune».
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