Il Tirreno

Toscana

verso le elezioni regionali 

Meno firme per correre i renziani contro il Pd: «Vogliono affossarci»

Mario Neri
Meno firme per correre i renziani contro il Pd: «Vogliono affossarci»

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE

Il nome del candidato governatore sulla scheda sarà grande. Il simbolo dei partiti piccolo. Si cambia. Anzi, contrordine: addio scheda formato Toscanellum, così come la “disegnò” Dario Parrini, allora segretario regionale di provatissima fede renziana e oggi senatore dem. Ché non sono mica più i tempi del renzismo strombazzante in cui sentirsi rottamatori era un mood collettivo o uno status di grazia. Meglio annegare la ditta, ormai molto meno di moda. Ma non è questo elemento della proposta di modifica alla legge elettorale l’ennesimo terreno di scontro fra Pd e Italia Viva. I dem oggi in consiglio porteranno alcuni emendamenti al Toscanellum: uno, appunto, modifica la scheda adeguandola al format di quella adottata nelle altre regioni; l’altro invece segue la scia di una misura appena approvata alla Camera con il dl elezioni, e cioè la possibilità per le liste di presentarsi alle regionali raccogliendo un terzo delle firme necessarie. Piccole postille alla legge 51 del settembre 2014 che hanno fatto infuriare Italia Viva. In commissione affari istituzionali, i renziani hanno bocciato la proposta del Pd. «Quando si cambia la legge elettorale, bisogna coinvolgere tutti - spiega un consigliere di Iv - I dem non ci hanno coinvolti, senza contare che qui si fa un favore a chi non è rappresentato in consiglio». La correzione infatti cambia poco per i partiti e le liste che hanno o hanno avuto un gruppo in consiglio almeno fino a 6 mesi prima della data prevista del voto. Si trattava comunque di poche decine di firme. Mentre potrebbe garantire la sfida elettorale per potenziali competitor della creatura di Renzi. Chi non ha un gruppo nel parlamentino toscano deve raccogliere circa 12mila firme; rettificando la legge, 4mila. «Ovvio, un cartello formato da +Europa e Azione di Calenda potrebbe eroderci consenso», ragiona un big degli italovivaisti. Se invece il Toscanellum rimanesse com’è, la Bonino potrebbero chiedere ospitalità nelle liste a Renzi. Ma i dem sono determinati: la modifica facilita la nascita di una lista civica “Giani presidente”, anche quella una mina sulle ambizioni del senatore di Scandicci. I dem incasseranno l’astensione di Forza Italia e Lega, in fondo entrambi potrebbero essere interessati a costruire una civica in sostegno di Susanna Ceccardi. Ma la coalizione di centrosinistra rischia un’altra frattura. Con 2020 a Sinistra: «Non siamo stati consultati. A scatola chiusa non votiamo nulla», dice Serena Spinelli. «La chiamerò – assicura Leonardo Marras, capogruppo dem – Macché golpe, adeguiamo solo l’ordinamento regionale a quello nazionale. Se ritengono ingiusta una modifica che, in piena emergenza coronavirus, allarga l’accesso democratico alle elezioni lo dicano». —

Mario Neri

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web