Stragi naziste: ergastolani impuniti, solo 2 ancora vivi
I mandati di arresto europeo emessi dai tribunali italiani sono tutti caduti nel vuoto: l'estradizione non è stata mai concessa, né è stata ritenuta ammissibile l'esecuzione della pena nei paesi d'origine. Hanno quasi 100 anni e l'Italia invano chiede che scontino la pena
Nonostante i processi tardivi, istruiti solo dopo la scoperta del cosiddetto Armadio della vergogna, sono stati 60 gli ergastoli inflitti ad altrettanti criminali di guerra nazisti, condannati in via definitiva per alcune delle peggiori stragi commesse in Italia nella Seconda Guerra mondiale. Quel drappello, per ragioni anagrafiche, si è negli anni via via assottigliato: ed oggi sarebbero solo due - stando almeno agli atti ufficiali - gli ergastolani ancora vivi.
Ma né loro due, oggi quasi centenari, né i loro camerati, hanno mai fatto un giorno di galera. I mandati di arresto europeo emessi dai tribunali italiani sono tutti caduti nel vuoto: l'estradizione non è stata mai concessa, né stata ritenuta ammissibile l'esecuzione della pena nei paesi d'origine, in genere la Germania, ma anche l'Austria.
I due ergastolani a piede libero sono Wilhelm Karl Stark, 99 anni, accusato di vari eccidi commessi nell'Appennino tosco-emiliano e in provincia di Massa; e il quasi omonimo Alfred Stork, di 97 anni, ritenuto responsabile di una delle stragi avvenute sull'isola di Cefalonia, nel settembre '43, dove furono fucilati centinaia di militari della Divisione Acqui.
Secondo la relazione del procuratore generale militare di Roma, Marco De Paolis, predisposta per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2020 (che quest'anno non si è celebrata causa coronavirus), vi sono infatti ancora due procedure di esecuzione della pena pendenti: una presso la stessa procura generale, riguardante Stark, e l'altra presso la procura militare di Roma, relativa a Alfred Stork. Si tratta di richieste di esecuzione della pena destinate, come detto, a non avere successo: mai alcuna è andata a buon fine.
Nel 2018, secondo le informazioni in possesso della magistratura militare, erano ancora sette - tutti ultranovantenni o centenari - i criminali di guerra ancora in vita. Oggi, come detto, sarebbero solo due. Di Stork, caporale "scelto a caso" per far parte del plotone di esecuzione, condannato per l'uccisione di "almeno 117 ufficiali italiani" della Divisione Acqui a Cefalonia, non si hanno notizie da un pezzo: del processo svoltosi in Italia si è sempre disinteressato, nessuno in tribunale lo ha mai visto.
Stesso discorso per Wilhelm Karl Stark, ex sergente della divisione corazzata Hermann Goering della Wehrmacht, condannato per una serie di eccidi, tra cui la strage di Cervarolo, in provincia di Reggio Emilia, in cui furono trucidati 23 civili ed il parroco del paese. Stark però è riemerso dalle tenebre due anni fa, quando una troupe del Tg1 lo ha scovato in un sobborgo di Monaco di Baviera. Quella volta l'ex sergente confermò di essere stato con la Goering in quei luoghi, continuando però a negare le sue responsabilità. Nessun segno di pentimento. "Non mi interessa, la vicenda è conclusa": questa la risposta al cronista che gli chiedeva cosa si sentisse di dire ai familiari delle sue tante vittime.
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