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Processo all'Oms, sugli asintomatici frana la credibilità. Gli esperti: "Un errore dopo l'altro, è un baraccone da smontare"
Esperti e studi confermano che i positivi senza sintomi hanno un ruolo nella diffusione del virus, anche se resta aperto il dibattito sulla carica virale. Intanto però le ultime dichiarazioni del capo del team anti-Covid danno la stura a una valanga di critiche all'organizzazione da parte degli scienziati. Crisanti: "Risponde a pochi Stati e ai privati, rifacciamola da cima a fondo"
FIRENZE. Se c’è un’evidenza scientifica in questa pandemia, la più macroscopica forse è che l’organismo internazionale che avrebbe dovuto aiutare gli Stati per arginarla sta perdendo giorno dopo giorno, dichiarazione dopo dichiarazione, ogni briciolo di credibilità. La punta dell’iceberg di questo percorso l’Oms l’ha raggiunta due giorni fa. «È molto raro che una persona asintomatica possa trasmettere il coronavirus», ha detto l’8 giugno in conferenza stampa Maria Van Kerkhove, capo del team tecnico anti-Covid-19, per poi rettificarla martedì sostenendo di essersi riferita «a un set di dati limitato». Ma quale? Boh. E poi ha pure aggiunto di essere stata fraintesa. Solo che da due giorni quelle dichiarazioni alimentano dubbi, proteste, polemiche. Perfino i meno inclini alle teorie del complotto adesso si chiedono perché diavolo avremmo dovuto rinchiuderci tre mesi nella prigione del lockdown se sarebbe bastato isolare i sintomatici e lasciare il mondo libero di vivere e lavorare. Anche perché le conseguenze economiche e sociali delle chiusure, ormai è evidente, saranno pesantissime. Forse più catastrofiche del virus stesso, dicono molti istituti economici.
Processo all’Oms. Ma che ruolo hanno davvero gli asintomatici nella diffusione del Sars-CoV-2? Ecco, a giudicare dalle reazioni della comunità scientifica, la Von Kerkhove non verrà ricordata per le sue scoperte. Sono tutti d’accordo: detta così, quella sugli asintomatici è un colossale fesseria. «L'Oms dice che gli asintomatici non sono un problema per assolversi da tutti errori fatti prima. L’Oms è un baraccone che va smontato e rifatto da capo», l’ha toccata piano in un’intervista a Radio24 Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare e virologia dell’università di Padova aprendo una sorta di «processo all’Oms», consumato proprio sull’ultimo degli errori commesso dall’organizzazione ormai sospettata di essere in balia di interessi particolari, condizionata dai privati e dalla Cina. Perfino Walter Ricciardi, epidemiologo che dell’organizzazione mondiale della sanità è membro del comitato esecutivo, ha sbugiardato la collega: «Dall’Oms si è avuta una risposta inaccurata e sbagliata. La trasmissione da asintomatici, o meglio pauci-sintomatici e pre-sintomatici è invece tipica di questo virus» e «proprio ciò lo differenzia da Sars e Mers. In un mese si è diffuso in tutto il mondo quando altre pandemie impiegano 6 mesi o un anno. Dobbiamo sostenere l'Oms e criticarla quando fa, come ora, degli errori, dando una risposta inaccurata e senza evidenza scientifica, ma non certo pensando di abolirla».
Cosa dice la scienza. Ma quali sono le evidenze raccolte finora? Ha provato a metterle insieme la Fondazione Gimbe in un report che ripercorre gli studi condotti sul campo paper dopo paper pubblicati sulle riviste scientifiche più accreditate. Lo scorso 3 giugno Daniele Horan ed Eric Topol hanno pubblicato sugli Annals of Internal Medicine una revisione che sintetizza le migliori evidenze disponibili sull'infezione asintomatica da Sars-CoV-2. Dall’analisi dei dati di 16 coorti, tra cui quella italiana di Vo’, emergono queste conclusioni: 1 - Circa il 40-45% delle persone infette da Sars-CoV-2 risulta senza sintomi, suggerendo un elevato potenziale del virus di diffondersi nella popolazione in maniera silenziosa ed estesa. Considerato che nelle varie coorti non è sempre possibile distinguere gli asintomatici dai pre-sintomatici, i ricercatori riportano in maniera conservativa che gli infetti che non sviluppano alcun sintomo sono almeno il 30%; 2 - I soggetti asintomatici possono trasmettere il virus per un periodo prolungato, verosimilmente anche maggiore di 14 giorni; 3 - Diversi studi, tra cui uno condotto in Lombardia, dimostrano che soggetti asintomatici e sintomatici hanno una carica virale simile che non coincide con la trasmissibilità del virus, ancora non adeguatamente studiata; 4 - L'assenza di sintomi non equivale ad assenza di lesioni: infatti, nelle 2 coorti che hanno sottoposto alla Tac i soggetti inclusi (Diamond Princess, Corea del Sud), sono state rilevate negli asintomatici anomalie polmonari subcliniche di incerto significato che richiedono ulteriori studi; 5 - A causa dell’elevato rischio di diffusione silente da parte di soggetti asintomatici, è indispensabile estendere le strategie di testing alle persone senza sintomi.
Gli attacchi. «Ancora una volta – dice il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta – è l’ipse dixit a condizionare l’informazione pubblica sul coronavirus. Questa volta non da parte di opinion leader nazionali, ma di una rappresentante della massima autorità sanitaria internazionale. E in questa fase molto delicata della pandemia, sarebbe opportuno conoscere i risultati della ricerca già disponibili, prima di lanciarsi in dichiarazioni tanto ardite quanto pericolose, rischiando di condizionare le politiche sanitarie dell’intero pianeta». «Le evidenze ad oggi disponibili – conclude Cartabellotta – dimostrano che la prevalenza dei soggetti asintomatici è un fattore rilevante nella diffusione del contagio da Sars-Cov-2». Quindi, guai a mollare la presa sulle indagini epidemiologiche, il tracciamento di tutti i positivi e l’isolamento degli asintomatici. Guai a mollare su distanziamento, mascherine, igiene.
Le auto-smentite. In fondo già a marzo una ricerca metteva in guardia sottolineando come il 73% dei contagi avvenisse nel periodo di incubazione, in una fase senza sintomi. E sul tema era intervenuta, manco a dirlo, proprio la Von Kerkhove, di fatto correggendo ciò che l’Oms aveva reso pubblico a febbraio in un rapporto in cui si sosteneva che la trasmissione da parte degli asintomatici fosse relativamente rara. Poi ha inviato un team in Cina a studiare il fenomeno sul campo scoprendo che il 75% di chi era classificato come asintomatico all’inizio, in una seconda fase aveva sviluppato i sintomi della malattia. Ma ci sono anche studi del Centro per il controllo della malattie Usa che confermano il ruolo degli asintomatici e pure la “bolla” scientifica della nave Diamond è stata cruciale per spiegare il fenomeno: di 3.711 persone a bordo, 712 vennero riscontrate positive, la metà asintomatiche.
Gli esperi. Certo, fra gli esperti ci sono tante sfumature di virus. Così se per Crosanti il ruolo degli «sintomatici è cruciale nella biologia degli agenti patogeni per trasmettersi», un invito alla «cautela» lo lancia Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive a Genova, sottolineando come esistano tre tipi di asintomatici con diverse cariche virali e dunque diversi gradi di infettività: «Gli asintomatici che resteranno tali e che sono portatori sani del virus; questi avrebbero una bassa carica virale e dunque ritengo non possano contagiare. Ci sono poi gli asintomatici che nel giro di qualche giorno svilupperanno i sintomi, i cosiddetti presintomatici, con una più alta carica virale e una maggiore probabilità di essere contagiosi». Infine «vi sono i paucisintomatici, che presentano sintomi lievissimi con una carica virale ancora diversa».
Frana il mito. Ma una cosa mettere tutti d’accordo. A uscirne con le ossa rotte, ancora una volta, è l’Oms. Un mito che frana, anche se forse mai davvero diventato tale. Errori, omissioni, connivenze con la Cina, ormai riconosciuta come colpevole di aver taciuto la verità sull’epidemia, l’Oms vive la sua crisi più profonda: «L'Oms si è distinta, come in precedenti esperienze, per essere non precisa, non indicativa e, soprattutto, senza una solida base clinica», dice Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani di Roma. «L'Oms è finanziata da industrie private – prosegue Crisanti - e da pochi Stati. Dovrebbe invece fare gli interessi di tutta la comunità mondiale. Abbiamo bisogno di una organizzazione diversa e indipendente. Ma attenzione: Trump ha fatto un errore a ritirare i finanziamenti perché l'ha resa così più vulnerabile a influenze esterne, invece l'Oms deve essere finanziata da Stati membri senza interferenze esterne». E non è un caso che il prof si ricolleghi al ruolo della Cina, determinante anche nell’elezione del capo dell’organizzazione: «È chiaro che i cinesi ci hanno somministrato solo la parte finale della curva, manca la parte esponenziale. La Cina ha mentito sull'inizio della pandemia, sul numero dei casi, sulla mortalità e sugli asintomatici. Una totale mancanza di trasparenza».
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