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La scuola come Auschwitz, l'accostamento indigna: bufera sul post dell'esponente della Lega

La scuola come Auschwitz, l'accostamento indigna: bufera sul post dell'esponente della Lega

Ticci, consigliere di Borgo San Lorenzo (Firenze), ha condiviso un’immagine pubblicata da Marcello Pamio, naturopata e scrittore apprezzato dai complottisti. Fiano (Pd): "Come fa un partito a farsi rappresentare da costui?". Bergamini (Forza Italia): "Parallelismo indecente, parole così non possono trovare spazio nella nostra coalizione"

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FIRENZE. «Visto che qualcuno si scandalizza......e ne fa strumentalizzazione politica perché carente di contenuti e proposte per la gente», Claudio Ticci ha pensato bene di postare su Facebook un’immagine modificata con l’ingresso di Auschwitz-Birkenau trasformata dal tristemente famoso “Arbeit macht frei" (Il lavoro rende liberi) ne "La scuola educa alla libertà". Di più. Nella sua versione, poi rimossa, aggiunge pure un'altra frase in tedesco, "Schule macht Frei", accompagnata dalla traduzione in italiano: "La scuola Libera". Una provocazione che il consigliere comunale della Lega di Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, pubblica rilanciando il post di Marcello Pamio, insegnante di nutrizione e uno dei naturopati e profeti antisistema delle teorie antiscientifiche, autore di libri sul "Nuovo Ordine Mondiale", fra i più apprezzati dai complottisti. Obiettivo: fare la voce grossa contro il governo e le misure ipotizzate per il rientro a scuola a settembre, dalle mascherine ai box di plexiglass.

Un post lungo pubblicato ieri, 7 giugno, poi modificato, che suscita subito polemiche e alla fine lo costringe a chiarire e chiedere scusa. «La scuola secondo questo Governo... Pd+ 5stelle+ Leu+ Italia Viva #andatevene a casa, #vergognatevi. Il plexiglass ce lo avete al posto dei neuroni o nelle vostre poltrone», il messaggio con cui il consigliere leghista ha accompagnato la foto. E ancora: «Nessuno che si scandalizza per le migliaia di bambini costretti a settembre a stare rinchiusi come in stalletti, in teche di plexiglass, a distanza asociale… senza poter socializzare, avere rapporti "umani"... senza poter toccare i compagni e gli insegnanti. Questa voi la definite libertà? La definite democrazia? La definite Scuola? La foto è forte, perché un risveglio generale di consapevolezza servirebbe» e il finale: "Il senso è questo: ricordare per non dimenticare, ricordare per non ripetere».

Il messaggio accende subito una bufera. «La foto si commenta da sola. Si può essere critici verso un partito, verso un’idea, verso una legge, ma usare queste immagini, in particolare se chi la usa è un consigliere comunale, che siede nell’istituzione democratica più vicina ai cittadini, è inaccettabile. Io spero che tutti i consiglieri comunali e tutte le forze politiche locali vogliano condannare questo episodio grave. Gravissimo», ha scritto il sindaco di Borgo San Lorenzo, Paolo Omoboni. Non solo. L’uscita dell’esponente leghista suscita l’indignazione di Emanuele Fiano, deputato Pd autore di una proposta di legge contro la propaganda fascista: «Questo consigliere paragona la scuola secondo questo governo al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, dove furono gasate e poi bruciate circa 1,2 milioni di persone per la sola colpa di essere nati. Ebrei, Sinti, Rom, omosessuali, Testimoni di Geova, disabili, oppositori dei regimi, prigionieri di guerra. Come può una mente sana paragonare questo alla scuola? Come può un partito permettersi di farsi rappresentare da costui? È in corso una banalizzazione della storia, anche la più tragica, che ci farà male, e tanto. Non abbiamo educato abbastanza, non abbiamo spiegato abbastanza, non abbiamo studiato abbastanza. Abbiamo una generazione davanti non sempre o non tutta consapevole che il male esiste e può sempre tornare».

Ma anche Deborah Bergamini, deputata di Forza Italia, non solo prende le distanze ma condanna le parole del consigliere salviniano, giudicando «indecente» il parallelismo fra scuola e Auschwitz. «La scuola è l'antitesi di Auschwitz – dice la parlamentare viareggina – è il vaccino contro la cultura dell'odio e il sistema immunitario contro la diffidenza verso la diversità. Paragonare la scuola ad Auschwitz non solo è indegno, ma dimostra tutta l'ignoranza di chi dovrebbe studiare un po’ di più prima di fare parallelismi indecenti. Mi auguro che i vertici della Lega intervengano contro parole che non possono e non devono trovare spazio nella nostra coalizione».

Alla fine Ticci si arrende: «Mi sento di chiedere scusa, per una foto, inopportuna, a corredo di un post che ho condiviso e lo faccio per coloro che si sono sentiti offesi per quella foto; per quello che rappresenta». Anzi, racconta di aver visitato i campi di sterminio due volte e di averne tratto l’idea che con i regimi totalitari si siano raggiunti «i momenti più bassi della storia dell’umanità. Volevo porre attenzione su un grave problema di "normalizzazione" di una nuova politica scolastica che va delineandosi e per farlo ho condiviso una foto di un giornalista molto critico sul decreto. Quando si sbaglia con umiltà si chiede scusa. Punto!».

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