Il lutto
Il nuovo leader di Cna Toscana: «Borghi, cibo, artigianato... Da qui dobbiamo ripartire»
L'associazione ha deciso di puntare su Luca Tonini, già a capo di Cna Turismo e Commercio, che qui traccia la situazione di un comparto ferito
Se gli chiedi del turismo al tempo del Covid-19, diventa un fiume in piena. Perché lui, prima di sedersi sulla poltrona di presidente di Cna Toscana, era stato il numero uno di Cna Turismo e Commercio. Quindi il settore lo conosce bene. Messo in ginocchio da una pandemia che, per dirla con il neo presidente Luca Tonini, ha le caratteristiche di uno “tsunami” capace di travolgere il ricettivo, la ristorazione, il balneare, il commercio e i trasporti. Con tutte le speranze aggrappate alla data del 3 giugno, quando riprenderanno gli spostamenti. Tonini è stato eletto all’unanimità dall’assemblea di Cna Toscana riunitasi via web .
Il suo insediamento è avvenuto a cavallo della fase 2, cruciale per la ripartenza delle attività.
«L’elezione è sempre un passaggio importante per chi vive il mondo associativo. In questa fase lo è ancora di più. È un momento di grande difficoltà che deve essere anche di grande vicinanza. Sto ricevendo tante telefonate di colleghi artigiani, che hanno bisogno di sostegno ma anche di ascolto. Assumere la presidenza di Cna Toscana in questo periodo mi fa sentire ancora di più la responsabilità ».
L’estate è alle porte: la Toscana come meta perfetta per cogliere le opportunità della fase 2 del turismo. Cosa propone Cna per aumentare la competitività del sistema turistico?
«Stiamo lavorando gomito a gomito con Toscana Promozione per il posizionamento sul portale Visit Tuscany di pacchetti di turismo esperienziale, congeniali in questo momento storico alla nostra terra: un modello turistico in grado di valorizzare le eccellenze dell’artigianato, artistico ed enogastronomico, e i rispettivi territori. Percorsi specifici per promuovere la scoperta di borghi e cammini lenti tra mare, montagna, campagna. L’estate 2020 può essere l’occasione per toccare con mano l’artigianato, entrare nelle botteghe, scoprire gioielli artistici inediti incastonati nelle campagne. Per questo motivo, abbiamo chiesto a tutti i territori di preparare dei pacchetti di turismo per provare a investire sul territorio con esperienze nuove».
Avete una stima di quanto hanno già perso le imprese toscane del turismo in termini di fatturato?
«Non azzardo se dico che si viaggia su oltre l’80%. Il comparto turistico è molto variegato. Spazia dal settore delle agenzie viaggi, servizio di noleggio con conducente, guide turistiche, attività dell’agroalimentare, artigianato artistico, strutture ricettive, stabilimenti balneari. Un mondo che aveva già iniziato a vivere gli effetti legati all’epidemia già a gennaio. Forse potrà recuperare un po’ di ossigeno nei prossimi 18 mesi ma la stagione è andata persa. Poi c’è un altro settore in ginocchio di cui si parla troppo poco».
A quale si riferisce?
«Il turismo scolastico ha rovinato le agenzie viaggi, sulle quali gravano i rimborsi dovuti agli istituti scolastici per gli annullamenti e le disdette delle gite. Per loro la situazione è drammatica, gli aiuti contenuti nell’ultimo decreto Rilancio non sono sufficienti».
A tal proposito, come valuta i provvedimenti governativi per il rilancio del settore?
«Ci si aspettava un piano per il turismo che non è arrivato. Una difficoltà continua a rimanere l’accesso ai prestiti delle banche. Dopo 70 giorni di chiusura, serve un’iniezione di liquidità per le nostre imprese. Non basta spostare il pagamento delle tasse. Il credito imposta del 60% per le spese d’affitto non serve a niente se le aziende non hanno prodotto reddito. Se non si rimodulano gli affitti ai fatturati, si rischia di far scomparire bar e ristoranti. Il 2020 va azzerato: niente tornerà come prima. Abbiamo l’occasione di riscrivere le regole. Abbiamo bisogno di un patto sociale, politica in testa, come negli anni ’60 e ’70».
E il bonus vacanze?
«Meglio di niente ma non può essere l’unica soluzione per rilanciare il turismo. Intanto si chiede alle famiglie un Isee per accedere al bonus, in barba alla semplificazione. Non sappiamo ancora nulla di come funzionerà, con quale modalità il bonus verrà erogato e quali procedure dovranno seguire gli albergatori. Ma mi chiedo quante famiglie andranno in vacanza? Diverse aziende hanno già fatto consumare le ferie ai dipendenti».
“Piccolo è bello” è un motto sempre valido nella fase della ripartenza?
«Continuerò a essere portatore di questa bandiera anche se in alcune realtà bisogna crescere per essere competitivi in un mercato globale. Se nella fase 2 vogliamo sviluppare un modello di turismo esperienziale e di prossimità, la bottega artigianale può acquistare un ruolo centrale. L’andar per borghi e agriturismi in terra di Toscana è l’occasione per riscoprire le imprese dell’agroalimentare, la produzione di birre , l’enogastronomia, filiere a chilometro zero». —
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