Lutto
Usare il progresso tecnologico per la sostenibilità
La relazione che ogni anno il Governatore della Banca d’Italia tiene a fine maggio è sempre un momento importante per la ricchezza di dati e le riflessioni in essa contenuti. Quella che Ignazio Visco ha svolto ieri lo è, se possibile, ancora di più perché lui stesso ha sottolineato che “sapere di non sapere” è la base delle decisioni che si dovranno prendere. Come lui ha precisato: «È molto difficile prefigurare quali saranno i nuovi equilibri e la nuova normalità che si andranno determinando, posto che sia possibile parlare di equilibri e di normalità». Pur con questa necessaria umiltà, Visco ha idee chiare su quelli che sono i nostri problemi. Uno di massimo rilievo è quello di un debito pubblico che già era molto elevato e che è stato appesantito dalle misure necessarie per contenere i gravi pericoli del Covid-19.
Altrettanto preoccupanti, secondo Visco, sono le accresciute diseguaglianze non solo di natura economica. Abbiamo, tuttavia, una serie non piccola di punti di forza che consentono di avere non illusorie speranze. Uno, di cui ci siamo resi conto solo quando lo abbiamo visto, è che le infrastrutture di telecomunicazione hanno consentito a un numero non trascurabile di persone, centinaia di migliaia, di lavorare da lontano quando tutto era chiuso. La nostra industria manifatturiera è flessibile e, dopo la crisi del debito sovrano, ha recuperato competitività portando la bilancia dei pagamenti in avanzo. Il debito netto con l’estero è quasi nullo. Il Governatore sottolinea anche che la ricchezza reale e finanziaria delle famiglie è piuttosto consistente soprattutto in confronto agli altri Paesi europei ed il loro indebitamento tra i più bassi del mondo. Anche le nostre imprese hanno meno debiti di quelle europee. Tutto bene dunque? Assolutamente no. Il basso saggio di crescita degli ultimi decenni è sotto gli occhi di tutti. Come lo sono la povertà di molti e le carenze educative di tanti giovani. Per superare questi problemi Visco spiega che «Serve un nuovo rapporto tra Governo, imprese dell’economia reale e della finanza, istituzioni, società civile; possiamo non chiamarlo, come pure è stato suggerito, bisogno di un nuovo patto sociale, ma anche in questa prospettiva servono un confronto ordinato e un dialogo costruttivo».
In particolare usare bene il progresso tecnologico per favorire uno sviluppo equilibrato e sostenibile. Investimenti infrastrutturali e verdi possono essere un’opportunità. Anche nei confronti dell’Europa è opportuno un nuovo approccio tenendo ben presente che non esistono regali e che l’Italia, come terzo Paese, dovrà ripagare una parte del debito collettivo. In sostanza il prezioso contributo del Governatore più che una impossibile, prima del dialogo, precisazione di misure da prendere è uno stimolo all’azione supportata dalla speranza. Senza di questa, infatti, in una fase in cui molti piangono i loro defunti, e ancora di più soffrono la mancanza di lavoro e supporto sociale, non si può andare avanti.
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