Toscana
L'appello di Nardella: "Chi ama Firenze ci aiuti a sostenerla come per l'alluvione del 1966"
Il sindaco ha ribadito quanto sia importante trovare nuovi mecenati della città: "Proporrò per ciascuno di loro un riconoscimento"
Un appello del sindaco di Firenze, Dario Nardella: chi ama la città ci aiuti a sostenerla come fu con l'alluvione del 1966. E mentre il 2 giugno, giorno della festa della Repubblica, sarà di nuovo possibile ammirare il David di Michelangelo grazie alla riapertura della Galleria dell'Accademia che lo custodisce, Firenze scalda i motori della ripresa turistica e culturale dopo il lungo lockdown che ha blindato i musei e più in generale i luoghi dell'arte.
Oggi, giovedì 28 maggio, il sindaco è intervenuto in collegamento telefonico con la trasmissione "Centocittà" su Rai Radio 1 rimarcando quanto sia importante trovare nuovi mecenati. "Firenze è una delle città italiane più amate e conosciute nel mondo - ha detto - cercheremo di richiamare tutte le persone che amano la nostra città, che possono sostenerla come fu per l'alluvione del 1966 quando fu lanciato un appello a tutto il mondo per avere aiuti economici e materiali". Il primo cittadino ha quindi ribadito l'appello, rivolto a tutto il mondo, ad aiutare la città. "Quando si parla dell'Italia nel mondo - ha aggiunto - si parla delle città d'arte come Firenze, Venezia, Napoli, Milano, Roma. Siamo l'immagine del Paese".
Il sindaco ha poi spiegato, durante la cerimonia per la riapertura della sinagoga a Firenze. che la città darà "in cambio ai donatori, ai nuovi mecenati della Firenze post Covid la possibilità di scrivere un patto che consentirà di sentirsi davvero parte della nostra comunità". "Da sindaco - ha continuato - proporrò a ciascuna di queste persone dei riconoscimenti della nostra città, come ad esempio il Fiorino d'oro, proprio per simboleggiare in modo evidente il legame che si verrà a creare tra questi donatori e la nostra città. Nomineremo queste persone ambasciatori di Firenze nel mondo".
"Dobbiamo individuare - ha spiegato - dei progetti e delle azioni specifiche che saranno finanziate con questi fondi: mi riferisco soprattutto alla manutenzione della città, al patrimonio culturale, ai progetti formativi, educativi, di ricerca e anche sociali. In secondo luogo individueremo uno strumento per ricevere queste risorse che possono essere anche collaborazioni materiali. Immaginiamo quindi una piattaforma molto semplice, trasparente per ricevere donazioni come del resto abbiamo gi fatto nel periodo dell'emergenza". Nardella ha specificato che "non è una iniziativa legata al business ma di carattere culturale, per chi ama la città e in modo disinteressato la vuole sostenere in questo momento difficilissimo di rinascita".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
