Il Tirreno

Toscana

LA PROPOSTA

Bambini meno esposti al contagio, l'Ars: "Se vanno a scuola è meglio anche per i nonni"

Bambini meno esposti al contagio, l'Ars: "Se vanno a scuola è meglio anche per i nonni"

Uno studio spiega perché i più piccoli sono meno aggrediti dal virus. Il coordinatore Voller: "Le scuole riaprano a settembre con due turni, test e distanziamento. E vacanze più lunghe d'inverno"

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. I bambini si ammalano più raramente di Covid-19 e anche se dovessero essere contagiati, più difficilmente possono essere causa di focolai. La conferma arriva da due nuovi studi riportati dall'Agenzia regionale di sanità della Toscana sul proprio sito. Conferma che spinge anche il coordinatore dell'Ars, Fabio Voller, a sollecitare un impegno deciso per la ripresa della frequenza scolastica dei bambini.

Ricerche sulla trasmissione delle malattie respiratorie precedenti all'epidemia di coronavirus "suggeriscono che i bambini in età scolare interagiscono principalmente con individui della stessa età, piuttosto che con persone più anziane - si legge nell'approfondimento sul sito dell'Ars - Quindi più tempo i bambini trascorrono in asili e scuole e più possono diminuire la loro esposizione alle persone anziane, come ad esempio i nonni, a rischio di malattia grave".

“È ormai noto – spiega a questo proposito Fabio Voller - che bambini e adolescenti si ammalano più raramente di Covid-19 rispetto agli adulti e che i decessi sono estremamente rari. Tuttavia, il ruolo dei bambini nella trasmissione del virus non è chiaro. In molti paesi i bambini sono stati sottoposti alla stessa reclusione sociale degli adulti e sono state chiuse le scuole e gli asili per ridurre al minimo il rischio di contagio. Vi è un crescente interesse per il ruolo che i bambini svolgono nella trasmissione del virus che causa Covid-19 e la necessità di sapere quando rimandare i bambini a scuola, con il timore che l'apertura delle scuole porti a un aumento della trasmissione del virus”.

Adesso giungono appunto i risultati di due studi su questo discusso argomento.  "È appena uscita su 'Jama' - si afferma sempre nel documento dell'Ars - una comunicazione che contiene una prima evidenza sul fatto che i bambini esprimono meno degli adulti il recettore Ace2 nell'epitelio nasale, cioè il recettore che il Sars-Cov2 usa come porta di ingresso per l'infezione respiratoria". "Questo - si precisa - potrebbe spiegare il fatto che non solo i bambini si ammalano di meno, ma anche che sono meno contagiosi". 

I dati sulla carica virale in corso di infezione da Covid-19 a disposizione ad oggi sono scarsi, precisano gli esperti dell'Ars, "ma indicano che i bambini potrebbero avere livelli più bassi rispetto agli adulti e questo dovrebbe ridurre, anche se non annullare il rischio di trasmissione. Gli studi sulla trasmissione nelle famiglie mostrano che raramente i bambini sono il caso indice e i casi studio suggeriscono che i bambini con Covid-19 raramente causano focolai".

Voller sottoliena poi i principali problemi emersi per i bambini sottoposti al lockdown: allargamento delle diseguaglianze per chi ha bisogni speciali, maxi esposizione agli strumenti informatici e agli smartphone, peggioramento degli stili di vita per la mancanza di attività fisica e per un eccesso di alimentazione.

“Vanno quindi trovate soluzioni per la ripartenza delle scuole a settembre - dice il coordinatore dell'Ars – Molto sommessamente pensiamo che sia il momento di verificare la praticabilità di alcune ipotesi che prevedano un massiccio investimento di pensiero organizzativo ed economico sulla scuola, come ad esempio prevedere che tutte le attività scolastiche (e sportive) ripartano in presenza fisica a settembre con massiccio utilizzo di test (tamponi e test seriologici) sugli insegnanti ed operatori scolastici, ipotizzando due turni di frequenza fisica (mattutina e pomeridiana) dei bambini, per permettere distanziamento e non affollamento sui mezzi di trasporto. Considerato che con il periodo invernale il virus potrebbe riprendere forza, si potrebbero anche ipotizzare vacanze natalizie più lunghe a dicembre e gennaio, riprendendo la frequenza alternata a fine gennaio fino ad aprile”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web