Gioco
Un bonus quasi alla portata di tutti Tantissimi sotto i 40mila euro di Isee
La maggior parte degli italiani ha accesso all’agevolazione per le vacanze, ma lo deve dimostrare: ecco quali sono le procedure da seguire
livorno
La «tax credit vacanze», cioè il bonus per andare in villeggiatura “a spese dello Stato”, è stato pensato per quelle famiglie che, mettendo nel calcolatore dell'Inps numero dei figli, tipo di abitazione (in affitto o di proprietà), patrimonio mobiliare (i soldi in banca) e immobiliare (case e terreni), e redditi (la somma degli stipendi), risultano avere un Isee più basso di 40 mila euro lordi annui. Un risultato molto più comune di quanto si possa pensare. Almeno per ora. «In pratica potrebbe aver diritto la stragrande maggioranza delle famiglie italiane», spiega Daniele Mercati, responsabile del Caaf Cgil Toscana.
Detto in parole semplici: chi è povero sa di esserlo e chi è ricco non si pone il problema; per tutti gli altri la risposta è «quasi certamente si ha diritto al bonus per andare in vacanza ma bisogna dimostrarlo». Ecco come. Due le possibili soluzioni: rivolgersi a un Caaf (dai sindacati) o a un Caf (da un privato), oppure cercare su Google “Isee post-riforma 2015” e avviare un simulatore di calcolo dell'Indicatore della situazione economica equivalente. Le cifre da tenere a portata sono il valore complessivo delle altre forme di patrimonio mobiliare (cioè obbligazioni, azioni, Bot, Btp e così via), il valore annuale dell'affitto di casa o il valore complessivo ai fini Imu della casa e di altri eventuali immobili di proprietà con il mutuo che rimane ancora da pagare, la somma dei soldi disponibili sui conti correnti o la somma delle giacenze medie sui conti (indicando solo il risultato maggiore), e infine la somma dei redditi di tutti i membri della famiglia che contribuiscono a formarlo. Ci sarebbero anche vari escamotage per abbassare artificiosamente l'Isee senza fare mancata o falsa dichiarazione dei redditi, per aggirare il sistema e rientrare nei benefici; tuttavia Mercati ammonisce: «Modi legali per ridurre l'Isee non ce ne sono. E in questo caso non servirebbero proprio visto che il decreto pone un limite di reddito senza una logica, che esclude pochissime persone».
Basta prendere ad esempio la famiglia della pubblicità: marito e moglie con reddito di 30-40 mila euro ciascuno, due bambini e il mutuo da pagare. Il reddito rientra nella media, il numero di figli minorenni alza il coefficente familiare e il mutuo (o la franchigia, ma in misura minore) abbassa il patrimonio immobiliare. E il gioco è fatto. Ecco perché le carte in tavola potrebbero cambiare molto presto: «Se “tutti” avranno diritto a questa agevolazione e gli operatori del turismo si sono già lamentati è possibile che in fase di emendamento il bonus possa diventare come quello per l'acquisto delle bici o dei monopattini elettrici», concude Mercati. —
M.s.
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