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Banche, Tinagli: "Gli istituti di credito sono la chiave per sostenere l'economia"

Banche, Tinagli: "Gli istituti di credito sono la chiave per sostenere l'economia"

Irene Tinagli, presidente della Commissione Econ del Parlamento Europeo, che ha partecipato oggi all'incontro con il Comitato Esecutivo dell'Abi, ricordando che la crisi economica attuale ha una "natura molto diversa" da quella di 10 anni fa, scaturita da debolezze profonde del sistema creditizio

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Oggi il sistema bancario,  è "molto più solido di dieci anni fa, rappresenta uno degli attori chiave per sostenere l'economia reale in questo momento di grave difficoltà. Questo però richiede una collaborazione tra tutti i soggetti interessati: associazioni, legislatori e imprese, che sia improntata ad un senso di responsabilità condivisa e al perseguimento di un interesse collettivo". E' quanto ha detto la toscana Irene Tinagli, presidente della Commissione Econ del Parlamento Europeo, che ha partecipato oggi all'incontro con il Comitato Esecutivo dell'Abi, ricordando che la crisi economica attuale ha una "natura molto diversa" da quella di 10 anni fa, scaturita da debolezze profonde del sistema creditizio.   L'incontro odierno con i banchieri italiani, ha sottolineato Tinagli,  "è stato un confronto aperto e costruttivo sulle misure economiche messe in campo a livello Europeo per contrastare i devastanti effetti del Covid-19 sull'economia dell'Unione Europea".

Oltre al dibattito sugli strumenti più ampi quali il MES e il Recovery Fund, una discussione più approfondita ha riguardato anche una serie di misure più specifiche, focalizzate al settore bancario, che sono state proposte dalla Commissione e sono attualmente al vaglio del Parlamento Europeo, "affinché questo settore possa non solo reggere l'onda d'urto di questa crisi ma anche contribuire alla sua soluzione e alla ripresa economica" ha precisato la responsabile Ue.   Oltre alle misure emergenziali, ha aggiunto, "si è parlato anche della necessità di non perdere di vista processi di riforma di più ampio respiro e più strutturali, a partire dal completamento dell'Unione Bancaria e dell'Unione dei Mercati di Capitali, che non possono essere rimandate, ma che al contrario hanno bisogno di un'accelerazione se vogliamo davvero che la zona dell'Euro sia equipaggiata per una solida ripresa economica".

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