Toscana
Solo una prova orale e in presenza: ecco come sarà l'esame di maturità - Video
Videoconferenza stampa della ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, per presentare le Ordinanze sugli esami di Stato del primo e del secondo ciclo e sulla valutazione finale: "Lavoriamo per le riaperture a settembre"
Gli studenti saranno tutti ammessi all'esame di maturità. Non ci saranno prove scritte ma solo una prova orale, in presenza, di massimo un'ora. Il tutto con la mascherina, studenti e docenti, "anche se fatta in casa": lo studente potrà abbassarla, nel corso dell'esame, se c'è la distanza di due metri. Lo ha detto la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, in videoconferenza stampa per presentare le Ordinanze sugli esami di Stato del primo e del secondo ciclo e sulla valutazione finale, insieme ad Agostino Miozzo e Alberto Villani del Comitato tecnico-scientifico.
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L'ESAME DI MATURITÀ
"Gli studenti saranno tutti ammessi all'esame di maturità e nel caso di insufficienze, potranno recuperarle, ma ci sono due eccezioni che nulla hanno a che fare con il coronavirus - ha detto Azzolina - solo in 2 casi circoscritti non saranno ammessi: se il consiglio di classe non ha elementi per valutare lo studente perchè nel primo periodo didattico non ha frequentato, quindi prima del coronavirurs, e serve l'unanimità del consiglio di classe e poi se lo studente ha ricevuto provvedimenti disciplinari gravi. Esclusi questi due casi - ha ribadito - lo studente verrà ammesso".
Gli esami di maturità inizieranno il 17 giugno: come detto non ci saranno prove scritte ma solo una prova orale, in presenza, dalla durata massima di un'ora. I commissari saranno tutti interni e per gli studenti 60 crediti verranno dal percorso e 40 dall'esame, con eventuale lode. La ministra Azzolina ha spiegato che il
"colloquio orale avrà diverse fasi: ci sarà la discussione di un elaborato sulle discipline di indirizzo che i nostri studenti concorderanno con i loro docenti, poi - ha proseguito - ci sarà la discussione di un testo di italiano studiato in classe e poi dei materiali preparati dalla commissione saranno assegnati agli studenti sul resto delle discipline".
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Quindi, ha espresso un auspicio "che non è un obbligo ma una richiesta - ha precisato - e infatti non è scritta nell'ordinanza: mi piacerebbe molto - ha sostenuto - che gli studenti, nell'ambito degli studi di cittadinanza e Costituzione, abbiano la possibilità di raccontare come hanno vissuto l'esperienza del periodo di coronavirus perchè questa esperienza credo li abbia resi veramente cittadini. È una richiesta, non un obbligo", ha ribadito. la ministra ha poi specificato che al 17 giugno manca ancora e un mese e se in questo periodo la curva dei contagi dovesse tornare a crescere cambierà anche la modalità dell'esame, che si farà a distanza e per via telematica.
Inoltre è stata stipulata una convenzione con la Croce Rossa italiana che, ha detto Azzolina "ci darà una mano sia per gli esami di Stato sia per il ritorno a scuola a settembre".
L'USO DELLA MSCHERINA
"L'uso della mascherina è una condizione importante per lo studente e per il professore, anche una mascherina fatta in casa che consenta di proteggere te stesso e gli altri - detto Agostino Miozzo coordinatore del Comitato tecnico-scientifico - ed è importante indossarla dall'uscita di casa fino alla scuola. Ma nel corso dell'esame, che sarà in presenza, lo studente può abbassare la mascherina se rimane a 2 metri di distanza".
L'ESAME DI TERZA MEDIA
Diversa invece la decisione per quanto riguarda l'esame di terza media che non sarà in presenza ma online. "Per la scuola media avevamo detto che gli studenti avrebbero dovuto presentare un elaborato. Abbiamo ascoltato le richieste delle scuole che ci hanno chiesto di dilatare nel tempo le procedure degli esami - ha detto Azzolina - gli studenti scriveranno un elaborato, lo discuteranno online, ma avranno più tempo. Per farlo avranno tempo fino al 30 giugno".
E A SETTEMBRE?
Ancora nessuna risposta chiara invece sulle modalità di ripartenza della scuola a settembre. "Giungeremo alla scrittura di un documento tecnico scientifico che prevederà diverse ipotesi. Non abbiamo la sfera di cristallo per lo scenario epidemiologico. Una volta che avremo in mano il documento lavoreremo con enti locali, scuole, comitato tecnico e tutti gli stakeholder presenti sui vari territori. Il nostro obiettivo è riportare gli studenti a scuola".
Ma ha aggiunto: "Sarà una scuola diversa, forse anche migliore. Vogliamo immaginare una scuola aperta, nuova, non per forza chiusa in un edificio". Per quanto riguarda i programmi scolastici, ha sottolineato: "Rimetteremo mano alle linee guida solo se fosse necessario, ma gli studenti non sono imbuti da riempire con nozioni: esistono indicazioni nazionali sulle competenze e sulla crescita della persona perchè la scuola serve a questo" ha concluso.
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