Il Tirreno

Toscana

Test sierologici su richiesta del medico di famiglia. "Così in Toscana parte lo screening di massa"

Test sierologici su richiesta del medico di famiglia. "Così in Toscana parte lo screening di massa"

Il presidente Rossi firma l'ordinanza. "Lo potranno ordinare come un qualsiasi altro prelievo del sangue". La risposta in 10 minuti. "Fin qui fatti 140mila test, lo 0,5% è positivo al Covid. Potremmo avere 15mila positivi asintomatici"

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FIRENZE. I medici di famiglia potranno chiedere i test sierologici per i propri pazienti, così come si fa per un qualsiasi altro esame del sangue. Il presidente Enrico Rossi ha firmato la terza ordinanza sui test che amplia ad altre categorie esposte la possibilità di farli gratuitamente e rafforza ulteriormente il ruolo dei medici di famiglia avviando così una nuova fase nella lotta al coronavirus.

“Avevamo promesso di fare screening di massa - dice Rossi - Questa terza ordinanza estende il test sierologico ad altre categorie a rischio, e prevede che possano prescriverlo anche i medici e pediatri di famiglia". L'obiettivo è di riuscire a evitare ritorni di contagi, ed eventualmente contenere e spegnere i focolai. "L'unica strada è questa - prosegue Rossi - Che poi è la stessa linea che ha preso anche il governo nazionale. Un lavoro cruciale, importantissimo, che ha una valenza sanitaria, ma anche economica e sociale”.

Il governatore ha presentato oggi, mercoledì 6 magigo, la terza ordinanza sui test sierologici, nel corso di una conferenza stampa nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, assieme all’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, al direttore dell’assessorato Carlo Rinaldo Tomassini, al segreterio regionale della Fimmg Alessio Nastruzzi, e al direttore del laboratorio di virologia di Careggi Gian Maria Rossolini.

In apertura di conferenza stampa, come prima cosa Rossi ha voluto ringraziare tutti gli operatori della sanità toscana. “Anche grazie a loro la nostra regione ha retto all’urto. Non siamo perfetti, ma abbiamo affrontato bene questa emergenza. Per due mesi l’attività è rimasta ferma, gli ospedali lavoravano solo per il Covid, facevano solo le urgenze. Dal 4 è ripartita, ma è un processo che avrà i suoi tempi. Sperando che non ci siano ritorni di focolai”.

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E’ passato poi a illustrare l’ordinanza, che sostanzialmente estende la possibilità di fare il test sierologico gratuito ad altre categorie, oltre a quelle già previste nelle due ordinanze precedenti,  e prevede la possibilità che possano richiederlo anche i medici e i pediatri di famiglia. “A spese del Servizio sanitario nazionale, perché si tratta di categorie più esposte – ha precisato Rossi - Man mano che andremo avanti, potranno aggiungersene altre. Il test sierologico serve a far emergere un certo numero di casi che altrimenti non emergerebbero”. L’ordinanza prevede anche che il medico o il pediatra di famiglia possa richiedere il test sierologico per i pazienti che manifestino o abbiano manifestato sintomi di Covid-19. Che in caso di test positivo o dubbio, sia effettuato nel più breve tempo possibile il tampone, massimo entro le 24 ore. Che possano fare il test, a spese proprie, anche i lavoratori che, pur non rientrando tra le categorie che ne hanno diritto gratuitamente, abbiano contatto con il pubblico per la propria attività.

Il ruolo del medico e del pediatra di famiglia

Medico e pediatra di famiglia potranno richiedere il test sierologico per i pazienti per i quali lo riterranno necessario, attraverso la loro anamnesi: per esempio, i pazienti paucisintomatici, quelli che abbiano avuto una sintomatologia simil-influenzale nelle settimane precedenti, o quelli che vivono in ambienti comuni con soggetti risultati positivi al tampone.

“Sul territorio noi non abbiamo mai smesso di esserci – ha detto il dottor Nastruzzi – E’ importante allargare la popolazione su cui fare lo screening, fare i test sulle persone che sono state male nei giorni precedenti, e attivarsi sui casi che possono emergere. Fondamentale la rapidità, per limitare l’espandersi del virus. La persona deve rimanere in isolamento fino alla conferma”.

Le categorie di persone che possono fare i test

Queste le categorie di lavoratori e operatori alle quali la nuova ordinanza estende la possibilità di fare il testsierologico gratuitamente, nei 41 laboratori convenzionati con la Regione:

    • contatti stretti di casi positivi;

    • studenti universitari delle facoltà sanitarie che abbiano accesso all’interno di strutture sanitarie e socio-sanitarie;

    • medici ed infermieri operanti come libero professionisti;

    • odontoiatri libero professionisti

    • tabaccherie

    • i magistrati ed il personale amministrativo delle giurisdizioni ordinaria, amministrativa e contabile che hanno rapporti con il pubblico;

    • operatori ed ospiti delle strutture di accoglienza per migranti

    • maestri, insegnanti e personale delle scuole di ogni ordine e grado e personale afferente agli asili nido e campi estivi al momento della ripresa delle attività.

In caso di test sierologico positivo, subito il tampone

Qualora l’esito del test sia positivo o dubbio, deve essere effettuato nel più breve tempo possibile il test diagnostico molecolare (tampone rinofaringeo), per poter adottare con celerità le misure di prevenzione e di trattamento necessarie per la salute dell’individuo e della collettività. Per questo, in caso di test positivo, il cittadino è invitato a chiamare il numero verde unico regionale 800 556060, che lo indirizzerà nella sede più vicina dove effettuare il tampone, con la garanzia dell’esito entro 24 ore.

“E’ fondamentale guadagnare tempo, anche perché in caso di test positivo, la persona deve stare in isolamento e non può andare al lavoro – chiarisce l’assessore Saccardi – Il numero verde regionale indirizzerà la persona nel luogo più vicino per fare il tampone, per esempio in uno dei drive thru attivi sul territorio regionale”.

“I test sierologici danno una risposta in dieci minuti – ha detto Gian Maria Rossolini – Sono stati validati nelle tre aziende ospedaliero universitarie, con la collaborazione di Ispro. Sono test molto sensibili, individuano i positivi e i negativi con un’alta percentuale”.

Test sierologico a pagamento per altri lavoratori a contatto con il pubblico

I lavoratori e operatori, liberi professionisti e non, che non abbiano mai interrotto l’attività, o che l’abbiano ripresa dal 4 maggio e che abbiano contatto con il pubblico, possono effettuare il test sierologico a proprie spese, nei laboratori che si sono già dichiarati disponibili, o che vorranno aderire in futuro, con i quali la Regione definirà tariffe calmierate, per consentire un’equità di accesso alle prestazioni.

Dopo 140mila test sierologici fatti fin qui risulta positivo lo 0,5% del campione

Grazie ai test sierologici rapidi la Toscana sta facendo emergere i casi di Covid-19 asintomatici: 50 positivi ogni 100 mila controlli, lo 0,5%. I test, a carico della Regione e riservati alla categorie più esposte non servono dunque solo a meglio definire il quadro epidemiologico dell’emergenza sanitaria in atto, ma a tracciare anche un sommerso che altrimenti non emergerebbe e dunque a ridurre i rischi di contagio. Per questo la Regione ha deciso di ampliare ulteriormente la platea dei destinatari.

“Sono già stati fatto 100 mila test nella sanità pubblica - racconta - ed altri 40 mila attraverso i laboratori privati. Entro fine giugno arriveremo a oltre 400 mila. Gli esiti ci dicono che ogni 10.000 effettuati, 300 risultano positivi, il 3%, ma di questi solo 50, lo 0,5%, risultano affetti da Covid dopo essere stati sottoposti a tampone”.  Con uno screening di massa, se le percentuali fossero confermate, vorrebbe dire che si potrebbero trovare in tutta la popolazione toscana qualcosa come almeno 15mila positivi al momento asintomatici. I test restano volontari, anche quelli a carico della Regione.


La App regionale

Anche per quest’ultima categoria, per l’attivazione delle misure preventive e di contenimento della pandemia e a fini epidemiologici, è consentta la tracciabilità dei test effettuati e del loro esito, nel rispetto della privacy, attraverso l’attivazione della apposita App sviluppata a livello regionale. “La App – ha chiarito Rossi – rileva dove, come e quando la persona si è contagiata. E’ una App ideata all’interno del Dipartimento diritto alla salute, ci è stata chiesta da altre Regioni e noi l’abbiamo regalata”.

“Un’operazione di prevenzione così estesa su tutto il territorio non si è mai vista. Non siamo certo perfetti, ma in questa impostazione c’è del metodo”, ha concluso Rossi.

Le mascherine

“In Toscana finora ne abbiamo distribuite gratuitamente 35 milioni - ha precisato Rossi - cercando di utilizzare tutti i canali disponibili. Le farmacie sono un canale importante: se vorranno continuare a collaborare, ci fa piacere, altrimenti individueremo altri modi”.

 

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