Toscana
La curva toscana scende lentamente? "Più tamponi ai malati lievi: i nuovi casi non vanno in ospedale"
Nell'ultimo report l'Agenzia regionale di sanità spiega la lenta discesa dei nuovi positivi nella nostra regione con una migliorata capacità di individuare i malati di Covid-19 con sintomi lievi che possono essere curati a casa. Ciò spiega anche la costante discesa degli attualmente positivi ricoverati in ospedale
Più tamponi per individuare anche i casi più lievi. È l'elemento chiave, secondo l'Agenzia regionale di sanità nell'ultimo report settimanale sull'andamento dell'epidemia, per descrivere la lenta discesa dei casi in Toscana a cui stiamo assistendo in questi giorni. A parità di tamponi la discesa sarebbe stata più veloce, ma la curva ovviamente meno realistica.
L'incremento notevole dei tamponi ha portato infatti, secondo l'analisi di Ars, a individuare più persone positive con sintomi lievi, sorreggendo il numero di nuovi casi toscani e rallentando la discesa della curva. E mentre il dato giornaliero sui nuovi positivi si è assestato da diversi giorni sotto i cento, è probabile che l'indice R0 sia sceso sotto l'1: cioè una persona positiva contagia in media meno di un'altra persona.
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Ma l'Ars elenca due motivi per mettere in guardia su una possibile risalita della curva: la fine del lockdown, con l'allentamento delle restrizioni per molti lavoratori dal 4 maggio. E poi la politica dei sierologici: lo screening massiccio deciso dalle autorità regionali per i lavoratori dei servizi essenziali e per i pazienti indicati dai medici di base e dai pediatri renderà ancora più realistica la fotografia dei nuovi casi giornalieri, anche perché - in teoria - a ogni sierologico risultato positivo seguirà un tampone per verificare la veridicità della diagnosi.
Stiamo dunque mettendo meglio a fuoco la situazione reale del contagio in Toscana; non è che la curva non scenda ma probabilmente partiva da molto più in alto di come inizialmente - per il numero ridotto di tamponi che venivano effettuati - avevamo registrato.
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Ma ecco i punti messi in luce dal rapporto di Ars.
I CASI. "L’andamento dell’epidemia non è uniforme nel territorio: Massa e Carrara e Lucca hanno mostrato finora un trend di crescita più rapido rispetto alle altre, seguite da Firenze, mentre le province meno colpite sono quelle di Livorno e Siena. L’andamento per provincia riflette anche quello per ASL, che vede nella Nord-Ovest l’area più colpita, seguita dalla Centro e poi dalla Sud-Est (286, 262 e 175 casi per 100mila circa, contro 251 di media)".
LE MORTI. "L’attuale tasso di mortalità grezzo per Covid-19 in Toscana è pari a 22,6 per 100mila abitanti: valore decisamente inferiore a quello osservato in Lombardia (136,9 per 100mila), Emilia-Romagna (79,6 per 100mila) e in molte altre regioni italiane (complici le differenze temporali e di circolazione del virus nell’evoluzione dell’epidemia). La letalità (numero dei deceduti rispetto a quello dei casi) nella nostra regione è pari al 9% e si mantiene al di sotto della media nazionale (13,6%). La ASL Nord-Ovest presenta la letalità più alta, seguita dalla Centro e dalla Sud-Es: in quest’ultima la velocità di crescita sembra decisamente più lenta rispetto alle altre due".
I TAMPONI. "Nel corso dell’epidemia sono cambiati i criteri di esecuzione dei tamponi ai soggetti sintomatici e non, e ai loro contatti, con un progressivo aumento del numero medio di tamponi effettuati ogni giorno: da 400 a più di 4.000 attuali. Con più test aumenta la probabilità di intercettare casi positivi nella popolazione: in particolare sta aumentando la capacità di individuare i casi positivi con uno stato clinico più lieve, trattabili a domicilio. A supporto di questa ipotesi si rileva che a un aumento del numero di nuovi casi positivi individuati ogni giorno non corrisponde un aumento dei ricoveri ospedalieri, che invece si stanno fortemente riducendo nelle ultime settimane. Di conseguenza diminuisce progressivamente la percentuale di pazienti attualmente positivi (esclusi quindi guariti e deceduti) ricoverati in ospedale".
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SCENARI EPIDEMIOLOGICI. "È probabile che l’R0 in questo periodo si sia abbassato a un valore inferiore a 1 (un infetto contagia mediamente meno di un’altra persona), ma la fine del lockdown potrebbe portare a un nuovo aumento di casi. Siamo nella parte della curva in cui la crescita è rallentata, ma non si è ancora esaurita. I dati giornalieri in alcuni casi oscillano molto: questo è dovuto probabilmente a ritardi e integrazioni nell’esecuzione delle analisi e nella comunicazione dei dati. Si conferma quindi l’ipotesi che l’epidemia stia percorrendo la propria fase discendente (i nuovi casi quotidiani degli ultimi giorni sembrano essersi stabilizzati su valori ampiamente inferiori a 100), ma l’aumento del numero di tamponi effettuato ogni giorno sta ritardando o rallentando questa decrescita rispetto all’iniziale andamento atteso, portando una maggior emersione dei casi con sintomi lievi. Ci aspettiamo nei prossimi giorni che la curva dei nuovi casi, spesso asintomatici, possa essere sorretta dalle persone intercettate attraverso la massiccia campagna di test sierologici che Regione Toscana ha implementato".
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I RICOVERI. "Per la regione nel suo insieme, in questa fase dell’epidemia la percentuale di ricoverati è del 10,7%, di questi il 20,1% necessita di cure intensive. Incidenza, velocità di crescita della curva epidemica, percentuali di ricoverati e proporzione dei ricoveri in terapia intensiva variano notevolmente nelle tre aree vaste. La situazione, aggiornata al 30 aprile, mostra come in ciascuna azienda la disponibilità di posti letto di intensiva e di area medica è molto superiore ai posti letto occupati da degenti con Covid-19. Focalizzandoci sulla terapia intensiva, i letti occupati rispetto alla capienza massima varia da 12,5% (ospedali della ASL Sud-Est) a 81,2% (AOU Careggi). Al 30 aprile l'impegno su surge capacity (percentuale di letti intensivi occupati sulla somma dei letti intensivi disponibili e di quelli attivabili entro 48 ore) complessivo regionale è 33,6%".
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