La protesta
Fase 2 negli ospedali toscani, taglio ai posti letto nei reparti "no Covid" per evitare i contagi
Cambierà anche l'accesso ai pronto soccorso: agli ingressi ci sarà un prefiltraggio. Sarà rafforzata la rete territoriale dei medici di famiglia e delle guardie mediche
FIRENZE. Dove c’erano tre o quattro posti letto ce ne saranno solo due, le stanze doppie diventeranno singole. I pronto soccorso, poi, non potranno più essere “stazioni” in cui rimanere ad attendere il proprio turno per ore, magari essendo soltanto un codice bianco.
Per questo vedremo comparire dappertutto, agli ingressi, tendoni e container di filtraggio dei pazienti, ma soprattutto dovrà essere rafforzata la rete territoriale dei medici di famiglia e delle guardie mediche nei centri di primo soccorso.
Perché nella fase 2 della sanità gli ospedali saranno costretti in qualche caso ad una robusta riduzione dei posti letto, in qualche caso di almeno un terzo, soprattutto nei reparti No Covid, dove si ricominceranno a ricoverare pazienti da sottoporre a interventi e prestazioni programmate ibernate dall’emergenza. Sì, perché se c’è un luogo in cui osservare più che altrove la regola del distanziamento per evitare nuove infezioni, questo è proprio l’ospedale, la frontiera che deve rimanere il più possibile sicura e meno colpita dall’epidemia. Un piano di rimodulazione (ed inevitabilmente di tagli) a cui sta lavorando il capo dipartimento della sanità toscana Carlo Tomassini insieme all’assessore Stefania Saccardi. La Regione proprio fra oggi e domani dovrebbe sfornare un documento con le linee guida da consegnare alle Asl e alle aziende ospedaliere e universitarie.
Ma il senso è chiaro: «Abbiamo capito che i tamponi a volte danno falsi negativi e il rischio sarebbe di mettere in stanza insieme un paziente positivo con uno sano e innescare una catena di infezioni», spiega un direttore generale di una Asl. Inoltre, il calo di accessi al pronto soccorso dimostra che gran parte degli accessi era inappropriato, e con l’allentamento graduale del lockdown non ci si aspetta un’improvvisa ondata di ricoveri.
Un altro tassello fondamentale sarà rafforzare le Usca, le unità spedite in giro a visitare malati Covid a casa, e le squadre degli uffici igiene delle Asl, a cui è affidato il compito di rintracciare i contatti. Perché se nella fase 1 gli ospedali hanno retto, è stato il territorio ad accusare le maggiori difficoltà. Così in Regione si sta pensando anche a una nuova infornata di assunzioni, soprattutto di infermieri, almeno 3-400.
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