Gioco
Le mille incognite della lunga crisi e la difficoltà di capire la lezione
In questo momento di grandi incertezze due cose sono sicure. La prima che, viste le contraddittorie affermazioni degli scienziati, nessuno può sapere quando veramente il Covid-19 scomparirà. La seconda che, se è certo che le economie dei diversi Paesi saranno notevolmente danneggiate, è di fatto impossibile prevederne l’entità. Tutto questo rende molto complicato pensare a cosa andrà fatto non per tornare alla normalità, ma per trarre insegnamenti dalla crisi e tentare di costruire una nuova e diversa. La crisi in corso ci ha mostrato almeno due cose: ha pesato in misura molto diversa tra i vari gruppi delle popolazioni. Molti ricchi e benestanti se la sono cavata con qualche paura e non poche perdite, ma non hanno dovuto subire fame e altre privazioni. Inoltre negli Stati in cui non si sono rispettate le regole tradizionali del capitalismo le cose sono andate meno peggio di quelli che lo hanno fatto.
Si pensi a quel folle di Donald Trump che ha applicato politiche che hanno consistentemente fatto crescere il numero dei decessi, ma con il famoso denaro dall’elicottero ha impedito che milioni di cittadini, purtroppo non tutti proprio per le sue scelte, soffrissero la fame. Per giunta non ostante la più che consistente emissione di moneta da parte della Federal Reserve, l’inflazione non ne ha risentito. Come se tali novità non fossero sufficienti, notevoli mutamenti si sono verificati nel commercio internazionale. Per la prima volta in 40 anni la Cina, che era sempre cresciuta, ha visto il reddito nazionale ridursi di quasi il 7%: significa che le catene del valore dovranno modificarsi e, con ogni probabilità, gli scambi si ridurranno.
Per avviare un’auspicabile ripresa occorre seguire i suggerimenti del presidente francese Emanuel Macron. In una intervista al Financial Times egli ha sottolineato che, oltre a rafforzare l’Unione Europea con forme di solidarietà tra gli Stati più ricchi e quelli, se non poveri deboli, due sono i campi da dove si deve ripartire. Uno è l’urgente necessità di salvare il pianeta e con esso le vite umane dal degrado verso cui stava marciando come ci siamo accorti per merito delle fermate imposte dal Covid-19. L’altro, che detto da un ex banchiere d’affari diventa molto significativo, è umanizzare il capitalismo superando la “ultrafinanziarizzazione” che lo caratterizza.
Macron, purtroppo, non ha dettagliato come mettere in pratica questi orientamenti salvo dire che occorre investire in veicoli elettrici e nuovi medicinali. C’è, per altro, una linea molto chiara che è quella dell’assoluto bisogno di lasciare da parte le politiche tradizionali. Per fare un solo microscopico esempio, il reddito di cittadinanza può ridurre la povertà se accompagnato da misure che obblighino realmente tutti i percettori con meno di 70/80 anni a impegnarsi realmente, se non trovano lavoro, in servizi sociali di varia natura. In sostanza non ci sono strade semplici da percorrere, ma con fantasia e buona volontà si potrà riprendere. —
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