Il Tirreno

Toscana

l’inchiesta della procura di firenze 

Il nazista contro la quarantena «Politici e scienziati, state attenti»

Matteo Leoni
Il nazista contro la quarantena «Politici e scienziati, state attenti»

Messaggi deliranti e simboli di estrema destra: indagato imprenditore di 32 anni di Campi Bisenzio

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FIRENZE

Pubblicava messaggi di apologia nazista e fascista attraverso il social russo Vkontakte, e ultimamente si dava da fare anche su Facebook, inneggiando alla violenza e alla rivolta contro il lockdown disposto per fronteggiare l'emergenza coronavirus. E' andato avanti fino a che, mercoledì scorso, la polizia non ha bussato alla sua porta per perquisirlo. L'uomo, socio di una piccola ditta di autotrasporti, 32 anni, residente a Campi Bisenzio, è accusato dei reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Un intervento, quello della digos e della polizia postale, coordinate dal pm Eligio Paolini, che arriva proprio a pochi giorni dal 25 aprile, festa della Liberazione.

Per propagandare le sue idee politiche il trentaduenne usava Vkontaket: il social, fondato in Russia, è praticamente identico a Facebook, ma senza controllo sui contenuti da parte degli amministratori. Per questo, è il prediletto di molti gruppi dell'ultradestra e di nostalgici del nazifascismo. Qui il piccolo imprenditore propagandava l'adesione a movimenti dell'estremismo di destra, dell'area nazionalsocialista e a movimenti suprematisti come il “White pride world wide siegh heil”. Una foto pubblicata sul social lo ritrae mentre fa il saluto romano. In un'altra immagine, corredata dalla scritta “Buona notte camerati”, imbraccia un fucile calibro 12 mm davanti alla bandiera del partito nazionalsocialista tedesco. Poi altre frasi, come “I'm nazist” (io sono un nazista) e “Noi nazisti torneremo presto”.

Nell'ultimo periodo le simpatie per l'estrema destra si sono fuse con l'odio verso il lockdown disposto per fronteggiare l'emergenza coronavirus, e verso politici, scienziati e anche giornalisti. In una delle foto è immortalata una mascherina chirurgica, diventata ormai simbolo dell'epidemia, su cui è stata vergata a pennarello la scritta “Esci armato, uccidi lo Stato”. Il 5 aprile sempre su Vkontacte scrive un'altra frase di minacce: “Cari Roberto Burioni, Borrelli, Conte, ordine dei giornalisti, Oms, un consiglio senza offesa... Dormite con la luce accesa”. Il 15 aprile sempre il trentaduenne posta la frase “Domani è un altro giorno, un giorno in meno alla rivolta”. Di recente poi l'uomo ha postato frasi di incitamento alla violenza anche sul suo profilo Facebook: «La rivolta sta covando - scriveva il 12 aprile - la polizia di Stato ha 99 mila uomini e molti saranno con noi. Se non si danno una sveglia a riaprire gli apriremo noi il cranio». Post dello stesso tenore anche il giorno precedente: «La rivolta inizia sempre in maniera silenziosa... Liberateci tutti o la cura sarà peggiore della malattia». A corredo della frase, una foto con la scritta: «Lo Stato uccide più del virus».

Per gli investigatori, coordinati dal pm Eligio Paolini della procura di Firenze, si tratta di un cane sciolto. Formalmente non risulta essere militante di nessuna formazione politica, sebbene nella sua casa sia stato sequestrato un quadretto col simbolo di Forza Nuova, partito però al quale da quanto accertato non ha mai aderito e del quale non è mai stato militante. Nella sua abitazione la polizia ha sequestrato diverso materiale, comprese una bandiera del partito nazionalsocialista, un busto di Mussolini, un fucile da softair senza tappo rosso, una pistola giocattolo, una torcia a forma di manganello, foto di Hitler e di Mussolini, testi delle letteratura di estrema destra, compreso il “Programma politico per uno Stato nuovo - Rivoluzione” di Fn, calendari di Mussolini e un modulo di adesione al movimento nazionalsocialista dei lavoratori. Sequestrati anche tutti i pc e i cellulari trovati nella sua disponibilità. La perquisizione si è estesa anche all'abitazione della sua famiglia di origine, sempre in provincia di Firenze, che ha portato al sequestro di alcuni fucili da caccia: detenuti legalmente dai familiari, sono stati sequestrati in via precauzionale, per scongiurare il rischio che il trentaduenne potesse mettervi sopra le mani. —

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