Gioco
Agenzia regionale di sanità: il virus in Toscana sembra perdere forza
Continua a calare in maniera consistente il numero dei nuovi contagi. Gli uomini rappresentano il 60% delle vittime. Quasi sempre è determinante la concomitanza di altre malattie
FIRENZE. L'epidemia da Coronavirus sembra stia perdendo la sua forza in Toscana. Lo afferma l'Agenzia regionale di sanità in base a dati dell'Unità di crisi e dei dipartimenti di prevenzione delle Asl nella Piattaforma Casi Iss. Nell'ultimo mese e mezzo, "la percentuale di nuovi casi sta fortemente diminuendo ed è passata dal 27% del 20 di marzo al 4% ieri, giovedì 23 aprile", spiega una nota in cui si aggiunge che negli ultimi tre giorni "i nuovi casi positivi rilevati dai 13 laboratori toscani di analisi sono sempre sotto i 100", "il numero di nuovi casi non era così contenuto dal 13 marzo".
Il totale di casi positivi diagnosticati, in Toscana è arrivato ieri a 8.780, classificando la regione come la quinta più colpita in Italia. Dal 31 marzo la Toscana ha diminuito la percentuale di nuovi casi positivi del 60%, contro il 36% della Lombardia, il 50% dell'Emilia-Romagna, mentre il Piemonte ha visto addirittura un aumento del 5%.
"E’ probabile che l'R0 in questo periodo si sia abbassato ad un valore inferiore a 1 (un infetto non infetta mediamente più di un'altra persona) – si legge ancora nel report dell’Ars - ma la fine del lockdown potrebbe portare a un aumento dei nuovi casi".
"Inversione di tendenza". "Siamo di fronte all'inversione di tendenza che tanto stavamo aspettando anche in Toscana – spiega Fabio Voller, coordinatore dell'Osservatorio di epidemiologia dell'Ars - Il sistema ospedaliero riesce a rispondere con minor difficoltà all'emersione dei nuovi casi gravi, e quelli territoriali stanno sempre più intercettando la sintomatologia lieve, anche grazie all'effetto delle misure di distanziamento sociale. A questo punto l'attenzione si sposta gradualmente verso il sistema di monitoraggio e di presa in carico dei nuovi casi nel momento in cui ci sarà la riapertura".
Differenze nella regione. La circolazione del virus si presenta fortemente differenziata, commenta sempre l'Ars, e "l'area corrispondente all'Asl nord ovest è senza dubbio quella più colpita, con 276 casi per 100.000 abitanti (le province di Massa e Lucca in particolar modo, rispettivamente con 492 e 316 casi circa per 100.000 abitanti); segue la zona dell'Asl centro con 238 casi per 100.000 abitanti (Firenze è la provincia più colpita con 278 casi circa per 100.000 abitanti); infine la zona dell'Asl sud est con 143,5 casi per 100.000 abitanti".
Negli ultimi giorni, prosegue l'Agenzia, il contributo della provincia di Firenze sul numero totale e di casi registrati in Toscana è diventato rilevante anche in ragione della maggiore presenza, su questo territorio, di posti letto nelle residenze per sanitari e di operatori sanitari, comunità particolarmente colpite dall'epidemia e che i servizi territoriali stanno sottoponendo a screening accurato.
I casi toscani di contagio. Riguardo alle caratteristiche dei casi toscani emerge che gli uomini sono il 47% dei casi totali, valore allineato a quello nazionale (50%). L'età mediana è di 60 anni (61 negli uomini e 60 nelle donne), anche questa coerente con il valore nazionale di 62 anni. In generale, la fascia di età in cui si osserva la maggior parte dei casi è quella dei 50-59enni (19,8%), seguita da quella dei 60-69enni (15,5% dei casi), e quindi da quella dei 70-79enni e degli 80-89enni (entrambe il 14,7% dei casi di SARS-CoV-2). Nella fascia di età 0-19 è stato rilevato appena il 3,2% dei casi totali, in quella 0-10 abbiamo l'1,2% dei casi totali.
Concomitanza di altre patologie. Il rapporto mette inoltre in evidenza come in Toscana "per i soggetti positivi al virus Sars-CoV-2, per i quali è presente l'informazione su eventuali patologie concomitanti, un terzo ha almeno una condizione clinica pre-esistente; circa uno su cinque è affetto da due patologie croniche e il 14,1% da 3 o più patologie croniche". Per i deceduti di cui è stata recuperata l'informazione (415), tre su quattro avevano più patologie concomitanti (uno su quattro ne aveva due, quasi la metà tre o più). Le patologie prevalenti sono diabete mellito, malattie cardiovascolari e respiratorie croniche. Inoltre, nelle ultime otto settimane, sempre in Toscana - riferisce l'Ars -, i casi lievi e paucisintomatici per Coronavirus "sono passati dal 25% al 76%, dimostrando come oramai i servizi territoriali riescono ad intercettare sempre prima la casistica lieve e a trattarla a domicilio, con una minor pressione sugli ospedali". I tempi di guarigione sono di 28 giorni in media totale dalla comparsa dei sintomi "variando pochissimo tra i vari stati clinici dal lieve al severo".
Decessi e mortalità. Riepilogando le cifre dell’epidemia, i morti per Coronavirus fra gli abitanti della Toscana sono ad oggi 716 (più 7 pazienti provenienti da fuori Toscana ma deceduti nella regione), per un "tasso di mortalità grezzo Covid-19 pari a 19,4 per 100mila abitanti, contro il 42,3 per 100mila della media italiana". Al momento, osserva l’Ars, si tratta di un valore molto inferiore a quello in Lombardia (128,6 per 100mila), Emilia - Romagna (73,3 per 100mila) e in molte altre regioni". In Toscana gli uomini rappresentano il 60% dei morti e c'è un'età media più bassa delle donne decedute (79 anni contro 85). La provincia di Massa e Carrara la più colpita seguita da Lucca, Pistoia e Firenze, mentre Siena, Arezzo e Grosseto hanno tassi di mortalità più contenuti.
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