Il Tirreno

Toscana

Padre sgozza la figlia di 3 anni e mezzo poi tenta di suicidarsi buttandosi nel pozzo

Arezzo, il bimbo di 12 anni si salva perché riesce a fuggire a casa di un vicino. La madre era fuori a fare la spesa

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arezzo

Nel giardino del condominio di via Togliatti a Levane, il silenzio del dopopranzo è così intenso che si sente il vento spazzare l’erba alta intorno al pozzo. I vigili del fuoco stanno avvolgendo una corda. L’hanno usata da poco per tirare fuori un uomo di 39 anni. Nudo. Ha tentato il suicidio. Non è il primo gesto che ha compiuto, ieri mattina. Il primo è stato prendere un coltello a forma di roncolino e tagliare la gola alla figlia di 3 anni e 5 mesi. Il secondo è stato di tentare di ammazzare il secondo figlio di 12 anni. Poi, con l’arma insanguinata è uscito in giardino per togliersi la vita.

In una frazione anonima di Bucine, un paese dell’Aretino, in una mattina, intorno a mezzogiorno la scena nel condominio dove abitano famiglie di immigrati cambia in un batter d’occhio. Grida e poi il silenzio di gelo. Grida di macello, silenzio di morte. La mamma fuori per la spesa. Il padre in casa con i figli. È in cassa integrazione: la ditta (di un connazionale del Bangladesh) ha sospeso l’attività di pulimentatura di metalli per l’emergenza coronavirus. Sembra che la paura della crisi economica avesse gettato in uno stato profondo d’ansia l’uomo (di cui Il Tirreno sceglie di non pubblicare il nome, per tutelare il figlio sopravvissuto). Al punto che la moglie alcuni giorni fa - a detta di vicini - avrebbe perfino chiamato il medico per fargli prescrivere farmaci che lo facessero «stare tranquillo».

Voci, al momento. I fatti sono che l’uomo ha ucciso la bambina; che il figlio maggiore è riuscito a salvarsi perché, malgrado le ferite, si è rifugiato a casa di un vicino e il padre non è riuscito a forzare la porta. La madre qaundo è tornata ha trovato la famiglia sterminata. Il marito nel pozzo, con i vigili del fuoco, i carabinieri che tentavano di salvarlo. Allertati da un vicino che aveva sentito le grida.

Il corpo della bimba, nata in Italia nel 2016, a Palermo, dove la famiglia viveva prima di trasferirsi in Toscana, è stato trovato nell'appartamento. Il magistrato ha disposto l'autopsia. Invece il fratello, colpito alla testa, è ora in ospedale, con un trauma cranico .

Anche il padre è stato portato al pronto soccorso dell’ ospedale della Gruccia di Montevarchi , quando è stato salvato dal pozzo, profondo circa tre metri: non essendo in gravi condizioni, appena sarà dimesso, verrà trasferito in carcere con l’accusa di la di omicidio volontario aggravato da crudeltà e grado di parentela.

Poi le indagini cercheranno di far luce sul movente: se davvero legato a uno stato di prostrazione causato dalla condizione economica incerta oppure se da altre ragioni. Al momento si sa che l’uomo non ha precedenti penali e che non è mai stato denunciato neppure per maltrattamenti in famiglia. Tuttavia all’omicidio della bimba ha assistito il fratello di 12 anni il cui racconto sarà essenziale per la ricostruzione della dinamica. Per capire cosa abbia spinto l’uomo a tentare di assassinare i suoi figli.

Le indagini, coordinate dalla magistrata Laura Taddei della Procura di Arezzo, sono affudare ai carabinieri. —

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di Redazione web