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«I giornalisti del Tirreno vanno presi a bastonate». Ancora minacce: basta

«I giornalisti del Tirreno vanno presi a bastonate». Ancora minacce: basta

Su Fb le frasi di un trentenne laureato toscano. Ordine e Assostampa: intervenga il Prefetto. Segnalazione all’osservatorio del Ministero dell’Interno

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LIVORNO. Spesso, davanti a offese su Facebook, lasciamo correre. Ma stavolta no. Perché dire che i giornalisti del “Tirreno” andrebbero bastonati è un concetto inaccettabile in una democrazia liberale.

È accaduto ieri: una lettrice (che non ha alcuna responsabilità in tutto questo, ovviamente) condivide su Facebook la notizia pubblicata dal “Tirreno” di un cane fuggito dal giardino di casa e ritrovato nei pressi dell’ospedale di Pisa dove il suo padrone è morto di Covid-19. Una storia commovente. Sotto il post, alle 15,09, appare un commento di un utente trentenne, che dal profilo risulta laureato a Pisa e abitante sulla costa toscana: «Io sono sempre più convinto che i giornalisti del Tirreno andrebbero presi a bastonate dalla mattina quando si svegliano alla sera quando vanno a dormire. Ogni articolo (vero o falso) che sia un minimo interessante lo censurano sul sito perché devi pagare e se lo sblocchi (perché il modo c’è) ti rendi conto che per la maggior parte è fuffa. Comunque viva viva i nostri amici canidi che sono persone migliori di noi, sempre migliori dei giornalisti del Tirreno».

Il post viene segnalato alla redazione e all’Ordine dei giornalisti della Toscana. «Dopo le aggressioni ai danni di due colleghi, una avvenuta a Livorno e l’altra a Firenze – scrive Carlo Bartoli, presidente di Odg Toscana – un nuovo campanello d’allarme ci induce a chiedere un intervento risoluto da parte delle autorità a difesa dei giornalisti toscani. Leggiamo su Fb un’esternazione di un signore che afferma “che i giornalisti del Tirreno andrebbero presi a bastonate dalla mattina quando si svegliano alla sera quando vanno a dormire”. Lo stesso conclude affermando che i cani sono “comunque sempre migliori dei giornalisti del Tirreno”. Occorre contrastare subito e in maniera risoluta questo bruttissimo clima: lo stress da pandemia non può trovare sfogo nella caccia o nell’insulto al giornalista. Per questo, l’Odg chiede al prefetto di Livorno che vengano adottate “tutte le iniziative necessarie per contrastare questi atteggiamenti di minaccia e violenza nei confronti di chi fa informazione”. L’Odg ha provveduto a segnalare questo nuovo episodio di intolleranza all’Osservatorio nazionale del Viminale».

Alla condanna si uniscono le organizzazioni sindacali dei giornalisti: «La Federazione Nazionale della Stampa e l’Associazione Stampa Toscana esprimono non solo solidarietà e vicinanza ai colleghi del Tirreno, ma si dichiarano disponibili, insieme al Comitato di redazione, a intraprendere ogni azione necessaria a perseguire l’autore o gli autori di quello che si configura come un grave reato. Si chiede l’intervento del prefetto di Livorno e della Polizia postale. Simili esternazioni sono inaccettabili nei confronti di professionisti, ma anche intollerabili in un momento come questo, nel quale l’informazione è ritenuta fondamentale, con la sanità e la protezione civile».

Sincera solidarietà, apprezzata da tutti noi, è espressa da Paolo Ermini, direttore del Corriere Fiorentino, in una lettera al nostro direttore e da Agnese Pini, direttrice della Nazione.

Il Tirreno sta valutando concrete iniziative di natura legale a tutela dei suoi giornalisti e dell’onorabilità della testata.

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