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Rossi firma l'obbligo di mascherina per uscire di casa e ne ordina altre 20 milioni
L'annuncio del governatore: sarà obbligatoria laddove è necessario mantenere la distanza di 1,8 metri e saranno consegnate a domicilio. E in più precisa: "Avere la mascherina non autorizza a uscire"
FIRENZE. La distribuzione è iniziata lunedì 6 aprile ad opera della Protezione civile. Otto milioni e mezzo di mascherine FFP1 monouso, equivalenti alla mascherine chirurgiche, sono in arrivo nelle case di tutti i toscani. Le distribuiranno i Comuni, le fornisce (a proprie spese) la Regione. Sono tre mascherine a testa, tolti i bambini più piccoli, ma altre successivamente ne saranno consegnate, dopodiché, ultimata la distribuzione, al più tardi entro sette giorni, sarà obbligatorio indossarle: sui mezzi pubblici, sui taxi e mezzi a noleggio con conducente, nei negozi e a fare la spesa, negli uffici e luoghi chiusi ma anche negli spazi all’aperto frequentati da più persone e dove è obbligatorio il mantenimento della distanza sociale di sicurezza.
“Abbiamo pensato che indossare le mascherine chirurgiche sia un primo elemento di prevenzione primaria, che può aggiungersi alle tante disposizioni assunte sui comportamenti da tenere” spiega il presidente della Toscana Enrico Rossi, subito dopo aver firmato l’ordinanza.
La Regione è partita dal dibattito in corso nella comunità scientifica, che si interroga su una revisione nell’uso dei dispositivi di protezione. La scelta della consegna a domicilio è stata fatta per evitare dispersioni e assembramenti.
“Ma sia ben chiaro – ammonisce Rossi - avere la mascherina non autorizza ad uscire. Il primo compito di ciascun toscano è quello rimanere a casa, salvo motivi di necessità che sono il lavoro, fare la spesa o recarsi dal medico o in farmacia. E siccome a fare la spesa o dal medico uno non va tutti i giorni, il numero limitato di mascherine di questo primo stock è già sufficiente a garantire autosufficienza per un certo periodo”. “Ma ne stiamo già acquistando altre, le stiamo producendo grazie pure ad una filiera toscana, e il rifornimento – assicura Rossi – sarà costante”.
“Con il coronavirus – ammette Rossi - dovremo convivere per un certo periodo e l’uso della mascherina, consigliato dagli scienziati, tenderà quindi ad imporsi”. Le indicazioni seguite dalla Regione per indicare quando e dove indossarle sono quelle dell’Organizzazione mondiale per la sanità, dice il presidente: “tutti quegli ambienti pubblici o privati in cui per l’Oms è necessaria la distanza sociale di almeno 1,8 metri”.
L’obbligatorietà di indossare le mascherine sarà però graduale: scatterà, nei singoli territori comunali, dal momento in cui il sindaco comunicherà alla Regione che l’ultima mascherina è stata consegnata. Per farlo ai primi cittadini saranno concessi al massimo sette giorni. Le mascherine non saranno obbligatorie per i bambini con meno di sei anni e per chi non le tollera (ma in questo caso sarà necessario un certificato del medico curante).
ORDINATE ALTRE 20 MILIONI DI MASCHERINE
Dopo un primo stock di 10 milioni di pezzi, la Regione Toscana ha ordinato altre 20 milioni di mascherine monouso per distribuirle a tutta la cittadinanza. Saranno reperite in parte con la produzione di aziende sul territorio regionale che già fabbricano mascherine in tessuto non tessuto (Tnt) per le Asl, in parte con ordini gestiti da Estar, la centrale acquisti del servizio sanitario regionale. La Toscana ha aggirato le iniziali difficoltà di approvvigionamento, accusate tuttora da altre regioni italiane, muovendosi in proprio con la collaborazione di Fondazione Cr Firenze e del presidente di Toscana Aeroporti, Marco Carrai.
Provengono da ordini di Estar, l'Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale che effettua gli acquisti per la sanità toscana, i 10 milioni di mascherine arrivate nei giorni scorsi dalla Cina, di cui 8,5 milioni sono ora in distribuzione alla cittadinanza tramite i Comuni per consentire l'applicazione dell'ordinanza regionale sull'obbligo di mascherina fuori casa, e 2,2 milioni di mascherine Ffp2 per la sanità.
Queste mascherine sono state acquistate anche grazie a un contributo della Fondazione Cr Firenze che ha stanziato 3,2 milioni di euro per contribuire alla lotta contro il Coronavirus e ha anche anticipato alla Regione 22 mln per il pagamento di materiale sanitario destinato alle strutture del territorio. All'operazione di reperimento di mascherine in Cina ha contribuito anche Marco Carrai che fatto leva su proprie relazioni imprenditoriali. Inoltre Toscana Aeroporti, società che gestisce lo scalo di Firenze, collabora con i funzionari dell'Agenzia Dogane e Monopoli e la Guardia di Finanza per realizzare il rapido sdoganamento del materiale sbarcato in aeroporto. Analoghe procedure di sdoganamento avvengono in questi giorni nei Magazzini Generali Doganali dell'Interporto di Prato.
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