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Amazon, scioperano corrieri e lavoratori: «Chiediamo più tutele contro il virus»

Amazon, scioperano corrieri e lavoratori: «Chiediamo più tutele contro il virus»

La protesta nel centro di smistamento di Calenzano. L’azienda risponde: «Facciamo di tutto per garantire la sicurezza»

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CALENZANO. Oltre 140 consegne in nove ore di lavoro. Spesso in condizioni di sicurezza precarie. Da giorni chiedono un incontro all’azienda, che per il momento non vuole saperne di sedersi al tavolo del confronto. Molti hanno una famiglia. Tutti hanno paura. Lavoratori diretti e corrieri di Amazon vogliono maggiori tutele alla luce dell’emergenza mondiale Covid-19. E oggi scioperano per far sentire la loro voce.

La protesta è stata annunciata da Filt Cgil Toscana. «Ogni giorno circa 10mila pacchi, per la stragrande maggioranza contenenti beni non essenziali - dicono i sindacalisti Gabrio Guidotti e Claudio Gani - lasciano il magazzino Amazon di Calenzano, in provincia di Firenze, per raggiungere le case dei cittadini di tutta la città metropolitana. Si parla di un sito, operante nel settore della vendita online e della distribuzione di merci ad aziende e privati, in cui quotidianamente girano circa 300 lavoratori, tra i diretti e i corrieri delle ditte in appalto. Queste persone sono preoccupate e vorrebbero ridurre il più possibile i rischi da interferenza. Il sindacato - dice ancora Filt Cgil - ha allertato il prefetto di Firenze, che si è reso disponibile a organizzare un incontro con Amazon e con le ditte in appalto per affrontare la questione, ma Amazon ha deciso di non confrontarsi col sindacato».

Rispetto allo scorso anno, nel solito periodo, secondo Filt Cgil, i corrieri hanno aumentato le loro "corse" di circa il 30%. L’incremento degli acquisti online è addirittura dell’80%. «Quasi tutti siamo muniti di guanti, o di mascherine, e quando vengono effettuate le consegne - racconta Agostino Del Mastro, corriere di una delle ditte di cui Amazon si serve per recapitare i pacchi - manteniamo sempre la massima distanza di sicurezza dai destinatari. Il problema, però, è all’interno del magazzino di Calenzano, dove viene caricata la merce. Siamo in tanti, tra corrieri e lavoratori, e i rischi sono parecchi». E in un clima di preoccupazione generale per il rapido diffondersi del virus, capitano anche episodi spiacevoli. «Alcuni corrieri vengono allontanati malamente dalle persone, al momento della consegna. C’è grande paura, non è facile lavorare in questo periodo», spiega Claudio Gani, della Filt Cgil Firenze. «Siamo convinti - proseguono Guidotti e Gani - che sia necessario aprire da subito nel sito di Calenzano una commissione paritetica con tutte le aziende presenti e il sindacato, per discutere tutti insieme affinché nel magazzino si organizzi l’attività nella maggior sicurezza possibile. In tal senso, è opportuno che venga ridotto immediatamente il numero delle consegne per ogni corriere al giorno, per permettere ai lavoratori di incontrare meno persone. Quando si parla di salute e sicurezza, a maggior ragione durante l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo in Italia e nel mondo, non si può "lasciar correre"».

Lo sciopero di oggi riguarda lavoratori diretti e delle aziende in appalto del mondo Amazon. «Chiediamo solamente maggiore tutela per la nostra salute e per quella dei nostri cari. La sera - conclude Agostino Del Mastro -, quando torniamo a casa dalle nostre famiglie dopo una giornata di lavoro, vogliamo abbracciare i nostri figli e le nostre mogli senza alcun tipo di paura».

Amazon ha replicato con un comunicato nel quale conferma di essere impegnata a fare tutto il possibile per garantire la sicurezza per i propri dipendenti e per i clienti, compresa «l’igienizzazione dei furgoni che trasportano le merci». E ribadisce di aver «smesso temporaneamente di accettare ordini su Amazon.it relativamente a molti prodotti non ritenuti prioritari per i nostri clienti».

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