Sicurezza
Coronavirus, medici di base e pediatri curano a casa i contagiati: dalla Regione la lista sui farmaci da prescrivere
Rossi istituisce le Unità speciali di assistenza per fare i tamponi a domicilio: gli esperti rilasciano un vademecum sulle cure da seguiere
FIRENZE. I medici di famiglia e i pediatri andranno a casa. A fare i tamponi a domicilio. E a curare i pazienti con infezioni leggere a casa propria. Test, dunque, ma soprattutto cure domiciliari, dunque, per il coronavirus con retrovirali. La Regione le sdogana con l’ultima ordinanza del governatore Enrico Rossi che da oggi sarà in vigore.
I casi gravi, con i farmaci più “sperimentali”e avanzati si continueranno (per forza) a seguire in ospedale, in isolamento. Ma le forme leggere della malattia potranno essere assistite a domicilio, con i pazienti che dovranno certo restare in quarantena. Ma che potranno essere seguiti senza problemi dal medico di famiglia. Che con l’ultima ordinanza di Rossi, dunque, torna «al centro della gestione dei pazienti Covid». A loro, infatti - ribadisce una nota della Regione, spetta «il primo trattamento con sintomatologia sospetta. A loro spetta di chiamare le Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) composte da infermiere e medico di continuità assistenziale, per effettuare visite a domicilio e tampone». Resterà compito dei medici di famiglia anche la «gestione del paziente in fase terminale, nel rispetto del suo diritto alla dignità e all'autodeterminazione».
A questo scopo, nella «tutela dell’autonomia del medico nel proporre le scelte più idonee alla situazione del paziente - evidenzia Rossi - il gruppo degli esperti istituito dalla Regione ha stilato anche un vademecun terapeutico, che non è una lineaa guida, ma indicazioni pratiche in forma di raccomandazione, che riassumono quanto oggi è ritenuto plausibile e giustificato nel trattamento di Covid-19». La commissione, coordinata da Loredano Giorni, farmacista Regione, è composta da Romano Danesi, farmacologo; Stefano Gonnelli, medicina interna; Marco Matucci Cerinic, reumatologo; Adriano Peris, anestesista rianimatore; Cesare Fabrizio Benanti, anestesista; Marina Ziche, comitato etico sud est; Francesco Menichetti, infettivologo; Pier Luigi Blanc, infettivologo; Renato Prediletto, pneumologo Cnr; Dario Grisillo, medicina generale; Alessandro Bartaloni, infettivologo.
Il suo compito è stato di individuare, insieme al Comitato etico e ad Aifa (l’Agenzia italiana del Farmaco) soluzioni per «estendere la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri alle sperimentazioni di farmaci per la terapia del coronavirus ».
Il vademecum stilato (e in continuo aggiornamento in base alle nuove scoperte) indica ai medici di base e ai pediatri l’utilizzo di questi farmaci per la cura dell’infezione da coronavirus:
1) idrossiclorochina compresse da 200 mg. per via orale: 2 compresse da 200 mg. due volte al dì il primo giorno; poi 1 sola compressa due volte al dì fino a 5-7 giorni. In eventuale associazione con Azitromicina compresse 500 mg.: una al dì per tre giorni.
2) Enoxaparina 4.000 UI.SC/die (se non controindicata). Non presenta controindicazioni l'uso di Aspirinetta 100 mg. al dì.
3) Terapia antibiotica, se ritenuta necessaria dal medico di medicina generale.
Come antipiretico si suggerisce l'utilizzo di paracetamolo al posto dei Fans.
«L'uso dei singoli farmaci - ricordano gli esperti - deve tener conto delle controindicazioni, come da schede tecniche».
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.38650068:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2020/03/28/news/il-test-sierologico-funziona-e-un-esame-efficace-ma-l-unica-risposta-certa-arriva-dal-tampone-1.38650068]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
