Il Tirreno

Toscana

Infrangi i divieti? Multa ma non commetti (più) reato. Altre 12 risposte ai lettori

A cura di Ilaria Bonuccelli e Samuele Bartolini
Infrangi i divieti? Multa ma non commetti (più) reato. Altre 12 risposte ai lettori

Cambiano di nuovo le regole da rispettare ai tempi dell’infezione: modificato il modello dell’autocertificazione per circolare. Eccezioni alla spesa fuori comune

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Cambiano ancora le regole da rispettare ai tempi del coronavirus. Restano chiari i principi: non ci si può spostare se non per lavoro (riviste le categorie), necessità o motivi di salute. Ma ogni giorno ci sono ritocchi, limature ai divieti, revisioni alle sanzioni: chi non rispetta le regole paga una multa, ma non commette più un reato. Così ad esempio, nei call center si può lavorare ma solo per rispondere alle chiamate in entrata per «fornire informazioni sui prodotti, trattare coi clienti per assistenza o reclami». Niente chiamate commerciali. E si deve fare la spesa nel proprio comune di residenza, ma se il supermercato più vicino è nel comune a fianco, allora di può anche uscire dal proprio territorio, in deroga al super divieto. Sempre portandosi dietro l’autocertificazione, con il modello che è di nuovo cambiato. I dubbi, insomma, restano tanti. Per questo è possibile continuare a mandare quesiti a Il Tirreno via whatsapp al 342 1932006. —

CI SONO SOSTEGNI PER GLI STAGIONALI CHE DOVEVANO ESSERE ASSUNTI DA APRILE A OTTOBRE E SI RITROVANO DISOCCUPATI?

Stagionali disoccupati senza bonus
Lo stagionale è preoccupato perché è saltato il suo contratto che doveva essere attivato dal 1° aprile. Ma Marco Conficconi , segretario regionale di UilTucs (sindacato dei lavoratori del turismo) dice che non ci sono interventi per questi lavoratori. « No. Al momento non ci sono provvedimenti per gli stagionali disoccupati. I trattamenti previsti dal decreto in forma straordinaria spettano solo a coloro che avevano già in essere un contratto di lavoro»

CHI RILASCIA IL MODULO PROVVISORIO DI CIRCOLAZIONE PER LAVORO ORA CHE ASL E AUTOSCUOLE SONO CHIUSE?

Per spostarci usare il modulo del Viminale
Non esiste un modulo provvisorio di circolazione per lavoro – spiega Cna Firenze - ma solo il modulo di autocertificazione delle ragioni per le quali si sta circolando. Tre le ragioni per circolare secondo la normativa d’emergenza: lavoro, salute o estrema necessità. «Basta scaricare il modello del Viminale da internet e compilarlo specificando che ci si muove per comprovati motivi di lavoro. Se lo abbiamo con noi e le forze dell'ordine ci fermano, non avremo problemi».

HO UN NEGOZIO DI BICI A LIVORNO: POSSO STARE APERTO PER RIPARAZIONI E VENDITA RICAMBI? E RITIRO/CONSEGNA BICI RIPARATE?

Negozio di bici non può fare le riparazioni
Il titolare del negozio di Livorno vuole capire se con il nuovo decreto (appena rivisto dal ministero dello Sviluppo Economico) possa effettuare riparazioni e consegnare le bici riparate e domicilio. Ma Cna Firenze chiarisce: «No, per il momento la sua attività non è consentita. Il suo negozio, infatti, non è tra quelli che possono rimanere aperti né per la riparazione (codice ateco 95.29.02), né per la vendita (codice ateco 47.64.10)».

SONO UN ARTIGIANO E FACCIO LA TOELETTATURA A DOMICILIO DEGLI ANIMALI: POSSO CONTINUARE?

Attività svolta solo dai servizi veterinari
In effetti l’ artigiano svolge un’attività molto particolare. ha una “toelettatura mobile” perché va a domicilio dei clienti per prendersi cura dei loro animali « con tutte le precauzioni, compreso l’uso della mascherina». Anche in presenza di questa precauzione - dice Cna Firenze - questo artigiano « non può svolgere il suo lavoro né in sede fissa né mobile. Nel suo campo possono svolgere l'attività solo i servizi veterinari. Per il momento, dunque, deve sospendere l'attività».

HO UN LABORATORIO DI CORNICI: POSSO ANDARE DA SOLO, CHIUSO AL PUBBLICO, A FINIRE IL LAVORO ARRETRATO?

Il laboratorio di cornici deve restare fermo
Il lavoratore autonomo, titolare di un laboratorio artigianale di cornici, vuole spostarsrsi di 6 chilometri dalla sua residenza per mettersi in pari con il lavoro arretrato. Ma anche se la “saracinesca” dell’attività resta abbassata - dice Cna Firenze - il «lavoratore non può andare al suo laboratorio artigiano. Infatti la sua attività rientra fra quelle sospese dal decreto governativo poiché produce beni ritenuti attualmente non necessari».

LA REVISIONE DELLA CALDAIA SI PUÒ FARE O È STATA PROROGATA LA SCADENZA COME PER LA REVISIONE DELLE AUTO?

Si può eseguire manutenzione della caldaia
In realtà - spiega Cna Firenze - si può effettuare la revisione della caldaia: questa attività non è stata bloccata dal governo. «Però si stanno verificando casi di disdetta - ammette Cna - per paura di contagio. In questi casi l’installatore comunichi al proprietario dell’impianto che se non fa effettuare interventi di manutenzione nei tempi previsti, si assume l’onere di rispondere in sede civile ed eventualmente penale. Se il cliente rifiuta, tenga prova del rifiuto».

HO UN RISTORANTE IN UN COMUNE DIVERSO DA QUELLO DI RESIDENZA POSSO ANDARE A FARE LAVORI DI MANUTENZIONE?

Manutenzione al ristorante solo se urgente
Le attività di manutenzione - spiega Confcommercio Toscana - vanno limitate a quelle effettivamente indifferibili ed urgenti. Tutte le altre devono essere rinviate a dopo il 3 aprile perché i provvedimenti che si sono succeduti dopo il 16 marzo sono tutti diretti a contenere gli spostamenti. Fatte queste premesse, è possibile mantenere personale in azienda per attività indifferibili e urgenti purché sia garantito il rispetto delle misure igienico sanitarie.

IL 30 MARZO POTRÒ TRASLOCARE DAL CENTRO ALLA PERIFERIA DI LIVORNO, CON UNA DITTA DI TRASLOCHI: È POSSIBILE?

Trasloco? Meglio rimandare
Il problema non è semplice, soprattutto dopo che l’ultimo decreto del governo parla solo di spostamenti per “lavoro, salute o necessità”. Qui – dice infatti l'avvocato Emanuele Petrilli - siamo «nel campo delle interpretazioni. Il decreto non cita esplicitamente il trasloco tra le attività autorizzate, il trasporto invece sì. Ma il trasloco è di per sé un'attività di trasporto, quindi potrebbe essere consentito. Nell'incertezza chieda alla società di traslochi. Se possibile, però, rimandare».

SONO UN COMMERCIANTE: DEVO PAGARE ALL’INPS RATE PER CONTRIBUTI NON VERSATI. DEVO PAGARE?

Le rate Inps possono slittare al 30 giugno
Il versamento del commerciante scadeva ieri, ma la risposta è sempre valida. Sia che si tratti di una cartella di pagamento sia che si tratti di un avviso di addebito – spiega Confcommercio Toscana - le rate in scadenza nel periodo compreso fra l'8 marzo e il 31 maggio 2020 potranno essere pagate entro il 30 giugno in un'unica soluzione. Quindi la rata del versamento Inps in scadenza il 26 marzo può essere sospesa e pagata senza problemi entro il 30 giugno.

HO LA PATENTE SCADUTA IL 12 GENNAIO 2020: POSSO VIAGGIARE LO STESSO, GRAZIE ALLA PROROGA DEI DECRETI CORONAVIRUS?

Scaduta il 12 gennaio, patente non prorogata
Qui bisogna prestare molta attenzione alle date. Se la patente di guida è scaduta il 12 gennaio 2020, non rientra fra quelle per le quali è stata prorogata in modo automatico la validità fio all’estate. Infatti, la validità delle patenti è prorogata al 31 agosto 2020 per tutte le patenti scadute dal 1° febbraio 2020 in poi. Questa è la risposta forntita dall'ingegner Enrico Pagliari, coordinatore dell’ area tecnica Aci.

LAVORO IN UN CALL CENTER DI UNA ORGANIZZAZIONE NO PROFIT: NON POSSO LAVORARE DA CASA?

Il telelavoro è una scelta dell’azienda
Il nuovo decreto - dice il segretario di UilTucs Toscana Marco Conficconi - ha inserito questo lavoro tra quelli che non devono essere sospesi. Quindi il lavoro continua. Ma solo per le telefonate in entrata, secondo l’ultima modifica del ministero dello Sviluppo Economico. Ma non vuole dire che i lavoratori devono per forza lavorare dalla sede della società. La decisione spetta alla società che se vuole i lavoratori in sede deve garantire tutti i dispositivi e le distanze di sicurezza.

POSSO ANDARE A FARE LA SPESA IN UN SUPERMERCATO DI UN ALTRO COMUNE SE È PIÙ VICINO A QUELLO DEL MIO COMUNE?

Spesa fuori comune se più vicini i negozi
La risposta arriva direttamente dal ministero dell’Interno, in una circolare diffusa ai prefetti. La spesa deve essere fatta nel comune di residenza in base al decreto del 22 marzo. «Tuttavia c’è un’eccezione al divieto di spostamento dal comune in cui ci si trova: quando il cittadino vada a fare la spesa in un punto vendita ubicato in un altro comune ma più vicino o più accessibile alla propria abitazione». Ma la distanza deve essere evidentemente più breve.

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