Sicurezza
Coronavirus: emergenza tamponi in Toscana, mancano i reagenti. E le terapie intensive della costa sono piene
Non si trovano i kit per rendere più veloci i test. «Ma ora arrivano le unità per farli a casa». E negli ospedali dell'Asl nord ovest su 81 letti ne restano 7 liberi. La tabella con tutti i dati
FIRENZE. Zero a Pontedera, uno a Livorno, uno al Versilia, zero a Lucca, 5 a Massa. Tutto pieno. Solo 7 posti liberi su 81, 22 se si aggiungono quelli disponibili a Cisanello, dove gli ospedali della costa hanno già cominciato ad inviare i pazienti più gravi. È uno dei fronti dell’emergenza Covid-19: le terapie intensive della Toscana nord ovest, l’area con l’incidenza più alta di contagiati, col focolaio che assomiglia alla Lombardia perché procede al passo dell’area più in crisi d’Italia.
Che la curva dei nuovi contagi in regione continui la sua frenata, facendo pensare addirittura a una fase calante, è la speranza di questo spicchio di terra. Ieri si sono contati 273 nuovi positivi, dall’inizio dell’emergenza sono 2.972 infezioni. Un balzo del 10% , in linea con le percentuali di crescita registrate negli ultimi giorni nonostante l’aumento dei tamponi fatti, un rallentamento rispetto ai rialzi giornalieri dal 20 al 34%. Calano anche i morti: ieri 13. In totale sono 142, 54 i guariti. Eppure proprio Massa Carrara segna un nuovo terribile record. È la provincia con la mortalità più alta: 11%. Qui il virus spezza vite con lo stesso ritmo che tiene al nord. E non è l’unico allarme.
«Mancano i reagenti necessari a rendere i test più rapidi, stiamo soffrendo sui tamponi seppure aumentano di giorno in giorno. Ma sul territorio serve che si attivino le unità speciali con medici e infermieri e vadano a farlo da chi li attende», ha fatto sapere alle direzioni delle aziende sanitarie e ospedaliere Enrico Rossi. Da quasi una settimana il governatore riceve e legge segnalazioni dei medici di famiglia. Troppe persone, dicono i dottori, con febbre e tosse aspettano di essere sottoposte ai test. A volte per una settimana o più.
Da giorni la rete dei laboratori si è allargata, passando da 3 a 9. I test processati in laboratorio stanno aumentando, ieri in tutta la Toscana ne sono stati processati 2.167, Livorno ne ha macinati 331, Lucca 133, Cisanello 460, ma ormai tutti gli studiosi spiegano che i positivi censiti sono una piccola percentuale di quelli reali. In Toscana, secondo uno studio Centro per i modelli matematici delle malattie infettive della London School of Hygiene & Tropical Medicine, quelli identificati potrebbero essere solo il 30%. «Negli ultimi giorni li abbiamo aumentati, siamo passati dai 313 del 22 marzo ai 924 di oggi (ieri,ndr) - dice Letizia Casani, dg dell’Asl Nord ovest - L’apertura dei laboratori di Livorno, che lavora sulle 24 ore, di Lucca che passerà da 12 a 24, ci ha permesso di farne di più. E fra pococi aiuterà la microbiologia di Massa. I reagenti? Devono essere riviste le quantità per far fronte alla crescita. Mancano soprattutto gli inattivatori del virus. Senza è possibile svolgere l’esame, ma i tempi si allungano».
A distribuire kit e reagenti da giorni è la Protezione civile nazionale. «So che Estar - dice Casani - ha sotto controllo la situazione e sta cercando di reperirne quanti più possibile sul mercato». Resta il guaio dei ritardi. Per i test porta a porta non bastano i medici degli uffici igiene delle Asl, servono anche infermieri. Rossi ha chiesto alle Asl di arruolare quelli dei reparti no Covid in cui l’attività è ridotta o ferma.
Si chiamano Usca, unità sperimentali di continuità assistenziale. In Toscana dovranno essere circa 120, una ogni 30mila abitanti. «Partiranno all’inizio della settimana prossima e saranno composte da un medico e un infermiere, abbiamo già reclutato il personale facendo un censimento nei servizi territoriali e ospedalieri. Rafforzeranno l’attività di sorveglianza, anche clinica dei pazienti a domicilio», conferma Casani. Che ha deciso di seguire l’esempio della Asl sud est e di Grosseto, dove i tamponi si fanno con un pit-stop: i malati vanno a farlo in macchina, aprono il finestrino e un operatore esegue il prelievo faringeo. Certo, infermieri e medici sono protetti da mascherine, camici, cuffie. Non come quelli dell’ospedale grossetano che ieri hanno denunciato di aver eseguito i test in condizioni limite per settimane: alla fine 6 medici hanno comprato 300 mascherine su Amazon.
«Anche noi ci stiamo attrezzando per effettuare i tamponi in auto», annuncia Casani. Ma la trincea adesso sembrano proprio le intensive. In regione sono 251 i malati ricoverati nei reparti di area critica su 343 posti disponibili. È la situazione nella Nord Ovest e di Pistoia a preoccupare. Ieri Rossi ha accolto 14 medici e infermieri arrivati dalla Cina. Il team ha donato 10 ventilatori utili ad aprire alcuni dei nuovi 280 posti scovati nei vecchi ospedali. E 70 dovrebbero - ma dalla Regione sottolineano il condizionale - arrivare entro il weekend. Per ora sono stati aperti solo 16 posti a Campo di Marte a Lucca. «Ma presto con Massa e Carrara, alla Asl sarà assicurato un largo margine di sicurezza». O i malati fra un po’ andranno spediti in altri ospedali della Toscana, sperando che restino solo Pistoia e Massa i fronti caldi per i ricoveri.
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