Coronavirus, la costruzione di una nuova memoria: chi sono i nostri morti
I caduti della più grande emergenza del secolo, le loro storie da onorare
Se ne vanno così: nel buio, in silenzio, senza una mano da stringere, senza la carezza o lo sguardo di chi amano. Muoiono soli. Distanziati dalle lacrime di chi li piange.
Sono i caduti di questa nostra guerra improvvisa, giunta senza ultimatum, senza dichiarazioni del nemico. Spesso deboli per l’età o per le malattie precedenti, ma a volte anche forti fino a pochi giorni prima. I loro cari non possono avvicinarli neppure “dopo”: questa maledetta storia ci impedisce l’estremo saluto, l’abbraccio degli amici e dei parenti, il conforto, il sorriso di un ricordo bello da condividere, nella tristezza del distacco. Abbiamo perduto anche il calore simbolico del rito dell’addio.
Poi ci sono i numeri; la dolorosa aritmetica di questo nostro incubo globale e locale. Numeri che incalzano, ogni giorno, enormi: ognuno con il suo grande dramma, perimetrato dentro le percentuali, gli andamenti, i tassi di letalità, le curve di tendenza temporale. I numeri dietro ai quali ci nascondiamo nel tentativo di raccontare con oggettività un’emergenza alla quale nessuno era preparato.
Ma non sono solo numeri. Sono persone.
Ricordare i singoli caduti del coronavirus, nei territori cari a questo giornale. E darci la possibilità di spendere un pensiero, un ricordo. Purtroppo lo faremo progressivamente, aggiornando i lutti e rinnovando il dolore, con il passare dei giorni. Purtroppo lo faremo parzialmente, perché molti sono ancora senza nome e non è possibile intercettare le loro storie. Ma ci impegneremo. Anche se in breve, vogliamo provare a raccontarli e a tenerli insieme, tra loro e con gli altri. Con noi. Con le loro famiglie, con i loro amici, con chi ha anche solo incrociato il proprio destino con queste donne e questi uomini. Chi erano, chi sono stati, quanto mancheranno. I nomi, le foto, per un ricordo dovuto, per un omaggio minimo ma serio. Il tentativo di recuperare insieme l’elaborazione di un lutto che non è solo familiare o ristretto: è collettivo.
Il Tirreno vuole onorare queste vittime. E non dimenticarle.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
