Sicurezza
Nuovo decreto: chi si sposta senza motivo rischia per sé e per l’attività. Le risposte ai lettori
Coronavirus: chiusure fino a 30 giorni (dopo lo stop all’emergenza) se si esercita senza motivo. Sanzioni fino a 3.000 euro se ci si sposta dalla residenza. Le nostre risposte
Scattano le nuove regole da oggi. Molto più stringenti, con il decreto che ieri è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Sono previste multe da 400 a 3000 euro per chi viene trovato a circolare senza giustificazione, senza rispettare i tre motivi stabiliti per legge: lavoro, stretta necessità o salute. Addirittura è prevista anche la chiusura da 5 a 30 giorni, una volta superata l'emergenza, dei negozi che restano aperti nonostante i divieti.
Insomma, allontanarsi dal proprio domicilio senza motivo può costare caro, non solo a livello penale ma anche economico visto che per i recidivi (chi viene fermato e contestato più volte) la sanzione aumenta. Perciò Il Tirreno continua a mettere a disposizione dei propri lettori il numero 342 193 2006 al quale inviare quesiti via whatsapp in caso di dubbi su come comportarsi. Nel giro di 24 ore, al massimo 48, cercheremo di dare una risposta a tutti: o diretta o sul giornale.
1. HO UNA DITTA DI IMPIANTI ELETTRICI: POSSO FINIRE LAVORI INIZIATI IN CASE NON ABITATE? LAVORO DA SOLO
Elettricista in servizio solo per urgenze
L’artigiano pone questo interrogativo perché sostiene che il ministero dello Sviluppo economico dice di sì, interpretando in modo elastico la norma in vigore. Invece Cna Firenze dice: «L'attività di installazione di impianti (codice Ateco 43.2) non è tra quelle sospese, ma gli interventi devono essere finalizzati a garantire la sicurezza degli impianti e quindi degli utenti. Dunque vi deve essere un'urgenza nel lavoro da svolgere che non si vede in quanto scritto dal lettore».
2. COME AGENTE DI COMMERCIO DI VINI E DI AZIENDA DOLCIARIA POSSO CONTINUARE A VISITARE I MIEI CLIENTI?
Non visita più i clienti l’agente di commercio
La domanda viene posta in considerazione delle misure più restrittive entrate in vigore con il decreto del 22 marzo che è efficace da oggi. Ma la risposta è negativa. «No, non può continuare a visitare i suoi clienti. L'agente di commercio – spiega Cna Firenze - non è tra le attività autorizzate dal decreto del 22 marzo, quindi non è consentito. Nell'ambito del suo lavoro è previsto solo il commercio all'ingrosso di alimentari e bevande».
3. UN CARROZZIERE PUÒ ANCORA ANDARE A PRENDERE A CASA LE AUTO A CASA DEI CLIENTI IN UN COMUNE FUORI RESIDENZA?
Il carrozziere interviene sugli incidenti
Da oggi entra in vigore il decreto del 22 marzo con le norme più restrittive sul coronavirus. E il carrozziere è preoccupato dal divieto di spostamento al di fuori dal comune nel quale si trova l’attività. Ma il problema non è questo: «Non può andare a prendere le vetture a casa. Ora l'attività di carrozzeria – spiega Cna Firenze – è ammessa per interventi necessari e urgenti su veicoli di soccorso come pompieri, ambulanze e per auto che hanno avuto incidenti».
4. SIAMO DUE SOCI INSTALLATORI DI IMPIANTI DI ARIA CONDIZIONATA: SENZA MASCHERINE IRREPERIBILI POSSIAMO ANDARE DAI CLIENTI?
No ai nuovi impianti di aria condizionata
La risposta di Cna ai due soci installatori di impianti di condizionamento è netta: «Assolutamente non possono entrare nelle case dei clienti. L'attività di installazione di impianti (codice ateco 43.2) non è tra quelle sospese dal decreto del 22 marzo, ma gli interventi devono essere finalizzati a garantire la sicurezza degli impianti e quindi degli utenti. L'attività di installazione di nuovi impianti, anche in cantiere, e quella per efficienza energetica, sono sospese».
5. GLI OSTEOPATI E I FISIOTERAPISTI POSSONO CONTINUARE A ESERCITARE ANCHE CON IL NUOVO DECRETO?
I fisioterapisti possono esercitare
L'attività di osteopata/fisioterapista - spiega Cna Firenze - rientra nel codice Ateco 86 che qualifica le attività di “assistenza sanitaria”: quindi è ammessa. E non è fra quelle che è stata bloccata per decreto. «Deve essere praticata nel rispetto delle norme per la tutela della salute propria e altrui. Però in questo periodo, a meno che non sussistano casi di urgenza, ne sconsigliamo la pratica. Ove possibile è meglio attivare l'assistenza a distanza».
6. COME CALZOLAIO POSSO RESTARE APERTO PER RIPARAZIONI CON IL NUOVO DECRETO?
Il calzolaio deve rimanere chiuso
Questo artigiano pone la domanda, visto che da oggi entra in vigore il decreto che blocca molte attività. E il calzolaio ritiene la propria un’attività «di essenziale necessità per riparale le scarpe di dottori, infermieri e poliziotti». Ma secondo Cna Firenze «no, il calzolaio non è un'attività consentita. Tra le riparazioni sono consentite dal decreto solo quelle di computer e periferiche, telefoni, apparecchiature per le comunicazioni ed elettrodomestici».
7. SONO UN GEOMETRA CON DIPENDENTI IN FERIE: CON LE NUOVE NORME LO STESSO ANDARE IN STUDIO?
Nessuno stop per l’attività del geometra
L'attività di geometra - risponde la Cna di Firenze - rientra tra quelle ammesse dal decreto del 22 marzo che entra in vigore oggi. Infatti i “professionisti” possono continuare la propria attività. «Fra questi rientrano gli studi di architettura e ingegneria, collaudi e analisi tecniche. Quindi anche quelli dei geometri. Per questo lo spostamento verso lo studio può essere giustificato da una comprovata esigenza lavorativa».
8. HO UNA PASTICCERIA A VIAREGGIO POSSO FARE CONSEGNE A DOMICILIO CON QUESTI NUOVI LIMITI?
La pasticceria può consegnare a domicilio
Le attività di produzione di pasticceria fresca - spiega Confcommercio Toscana - non sono sospese dal decreto dell'11 marzo e possono effettuare la consegna a domicilio purché rispettino le prescrizioni in materia di sicurezza igienico-sanitaria di cui al comma 4 (distanza, mascherine e guanti). Queste prescrizioni sono a carico del titolare se effettua la consegna da sé, sono a carico del soggetto terzo se il titolare fa la consegna tramite quest'ultimo.
9. HO UN NEGOZIO PER BAMBINI: È CHIUSO PER DECRETO. POSSO ANDARE A LAVORARCI SE SI TROVA IN UN ALTRO COMUNE?
Negozio chiuso dentro attività “necessarie”
La commerciante chiede se può spostarsi dal comune di residenza a quello in cui ha l’attività per stare «dentro il negozio (chiuso al pubblico) per operazioni di contabilità e organizzazione merci». Sì, può recarsi al negozio – dice Confcommercio Toscana - ma «solo per operazioni indispensabili all’attività e specificandolo nell’autodichiarazione per gli spostamenti. Per il tempo che resta dentro il locale deve essere chiara la chiusura al pubblico».
10. SONO UN AMBULANTE NON ALIMENTARE, CON PENSIONE DI ANZIANITÀ. HO UNA SAS CON MIA MOGLIE: HO DIRITTO AI 600 EURO?
Ambulante pensionato? No all’indennità
Il commerciante se può percepire l’indennità speciale di 600 euro per marzo. O se la può avere una sas agricola. «Non ha diritto. Per richiedere il bonus (valido per commercianti, artigiani, liberi professionisti non iscritti all’ordine, lavoratori agricoli e dello spettacolo, co.co.co in gestione separata, stagionali del turismo e stabilimenti termali) non si deve percepire alcuna pensione né essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie» dice Confcommercio.
11. AUTOSCUOLE CHIUSE, MA MI SCADE A SETTEMBRE LA CQC, CARTA DI QUALIFICAZIONE DEL CONDUCENTE. CHE FACCIO?
Patenti “professionali” prorogate
Nel decreto governativo Cura Italia (pubblicato proprio ieri in Gazzetta Ufficiale) – spiega l'ingegner Enrico Pagliari, coordinatore area tecnica Aci - le CQC con scadenza dal 23 febbraio al 29 giugno 2020, hanno la validità prorogata fino al 30 giugno 2020. Nel caso esposto di CQC in scadenza a settembre 2020 occorre attendere fine giugno e vedere l’evolversi della situazione, stando attenti a eventuali nuove disposizioni ministeriali.
12. COLDIRETTI: NUOVE INDICAZIONI PER L’ATTIVITÀ DEGLI APICOLTORI ANCHE NON PROFESSIONALI
Chi ha le arnie le può andare a curare
Molti in Toscana hanno arnie per produrre miele, anche non a livello professionale. Giorni fa il presidente regionale di Coldiretti, Fabrizio Filippi, aveva spiegato che solo apicoltori professionisti potevano spostarsi per curare le arnie. Ora corregge: «Tutti possono accudire le arnie. Non importa se hanno motivi professionali o no. Basta che siano abilitati a tenerle. A chi ha le api fuori comune consiglio di fare l'autocertificazione e attenersi a tutte le misure di sicurezza».
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