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Conte firma il nuovo decreto, ecco le cento attività che possono restare aperte

Conte firma il nuovo decreto, ecco le cento attività che possono restare aperte

Il testo del decreto varato dal governo domenica 22 marzo. La serrata è in vigore fino al 3 aprile

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Il provvedimento con le nuove misure restrittive annunciate dal premier Giuseppe Conte è stato firmato nel pomeriggio di domenica 22 marzo e resterà in vigore fino 3 aprile.

Qui sotto il testo del decreto con l'elenco completo delle attività che possono rimanere aperte (e il loro codice Ateco usato dall'Istat nella classificazione)

Nell'ambito delle aziende restano attive tutte le filiere ritenute essenziali, e quindi legate al settore alimentare, a quello farmaceutico e biomedicale e a quello dei trasporti. Netta, invece, la riduzione delle attività legate alla Pubblica amministrazione: restano di fatto aperti gli esercizi legati a sanità, difesa e istruzione. Continuano a operare, inoltre, edicole e tabaccai, oltre ai servizi d'informazione.

La ratio è quella indicata dallo stesso Conte: "Rallentiamo il motore dell'Italia ma non lo fermiamo". Restano attive l'industria delle bevande, le industrie alimentari, la filiera agro-alimentare e zootecnica, l'industria tessile solo legata strettamente agli indumenti di lavoro (escluso, quindi l'abbigliamento). Le produzioni gomma, materie plastiche e prodotti chimici non saranno interrotte, così come la fabbricazione della carta e raffinerie petrolifere.

"Salve" anche le attività legate all'idraulica, all'installazione di impianti elettrici, di riscaldamento o di condizionatori e la fabbricazione di forniture mediche e dentistiche. E, come attività legate ai servizi essenziali, restano attive anche le riparazioni della strumentistica utilizzata nella filiera alimentare, farmaceutica o dei trasporti. Questi ultimi, infatti, saranno assicurati anche da lunedì.

Il Dpcm che il governo non include il trasporto ferroviario di passeggeri (interurbano), il trasporto ferroviario di merci, il trasporto terrestre di passeggeri in aree urbane e suburbane, i taxi e gli Ncc, gli autotrasportatori, il trasporto marittimo e quello aereo.

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