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Cross, la squadra speciale che da Pistoia sposta i pazienti tra le rianimazioni d'Italia

Michele Suglia
Cross, la squadra speciale che da Pistoia sposta i pazienti tra le rianimazioni d'Italia

  È il lavoro incessante della Cross di Pistoia, la "costola" della Protezione civile specializzata nei trasferimenti d'urgenza di pazienti gravi. Oggi due positivi al coronavirus da Bergamo spostati provincia di Bari e a Grosseto

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PISTOIA. Devono fare in fretta e devono sperare in un sì. A quel punto, velocemente va organizzato lo spostamento. In ambulanza, in elicottero a volte con i voli dell'Aeronautica. È così dall'alba dell'8 marzo e ormai i fogli Excel su cui segnano domanda e offerta, non si contano. In 13 giorni sono 61 le persone che, ricoverate in terapia intensiva in Lombardia, sono state trasferite altrove. Quasi cinque al giorno. Un terzo sono affetti da Covid 19. Missione: liberare posti per chi lotta contro il coronavirus nella regione più colpita.
  È il lavoro incessante della Cross di Pistoia, la "costola" della Protezione civile specializzata nei trasferimenti d'urgenza di pazienti gravi. Oggi due positivi al coronavirus da Bergamo sono stati trasferiti in provincia di Bari e a Grosseto. Così in viaggio da un capo all'altro dell'Italia con rianimatore e anestesista accanto, ma senza parenti. Man mano che le rianimazioni si riempiono, si va sempre più lontani da casa fino a Palermo. E sebbene i posti letto stiano crescendo, come ha ricordato il ministro per gli Affari regionali Boccia (prima della crisi erano 5300, ora 7200).
   Perciò, sono infinite e dense le giornate di Piero Paolini che guida la Cross toscana. L'acronimo sta per Centrale remota operazioni di soccorso sanitario. Nata nel giugno 2016 da una direttiva della presidenza del Consiglio, interviene - su richiesta - a ogni emergenza, dai terremoti alle alluvioni. Due le sedi, Torino e Pistoia. Mai al lavoro insieme. "Ci si alterna e stavolta  toccato a noi - spiega il responsabile - Torino era intervenuta sul terremoto in Albania. Adesso era il nostro turno". Attivata dalla Protezione civile, si  è messa all'opera da una palazzina a Pistoia, che divide con la sede del 118 (di cui Paolini  anche direttore). E' l che arrivano gli sos.
Finora tutti dalla Lombardia, essendo pi in difficoltà. A lanciarli è il referente sanitario di quella regione. È lui che chiama la Cross e chiede una mano per conto di un ospedale.
   Allora entrano in gioco i 'mr Wolf' della situazione - 16 in tutto, tra medici infermieri e tecnici - e si mettono al telefono. Bisogna trovare rapidamente un letto in terapia intensiva, tenendo conto delle condizioni di salute del malato e delle terapie che gli servono, magari in rianimazione cardio-chirurgica o neurochirurgia. E anche se un ospedale disponibile, bisogna valutare qual è il mezzo migliore per il viaggio. Quindi, altro giro di contatti per cercare chi può partire tra ambulanze di Croce rossa, Anpas, Misericordia o elicotteri del 118 e poi dove potranno atterrare. "Finora abbiamo usato per lo più elicotteri grazie al bel tempo. Ma c'è stata pure un'ambulanza che ha portato un malato da Varese a Trieste, oltre 5 ore. A volte non si può correre, le condizioni del paziente non lo permettono", racconta Paolini. I medici a bordo vengono dalle associazioni di volontariato, per non privarne altri dagli ospedali 'in trincea'. "Qualche volta ho temuto di non farcela - confessa - Sembrava che non si riuscisse a trovare un ospedale..All'ultimo, finora il s  sempre arrivato".

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