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manuela roncella, direttrice centro senologico pisa 

«L’intervento è decisivo ma non serve fretta, va seguito un percorso»

Maria Antonietta Schiavina
Manuela Roncella
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Manuela Roncella

«Ogni tappa necessita di specialisti multidisciplinari. Non il medico fai da te, ma un team che lavori coordinato»

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PISA. La professoressa Manuela Roncella è direttrice del Centro Senologico dell’AOU Azienda ospedaliera universitaria pisana.

Professoressa quanto è diffuso il tumore al seno nei Paesi della Unione Europea?

«Molto, dall’alto verso il basso. In Nord Europa più che nel Sud una donna su otto si ammala di questo tipo di tumore, mentre scendendo, e anche nell’Italia stessa, la frequenza è meno presente. Sembra infatti che il tumore al seno abbia a che fare anche con l’industrializzazione. In pratica, nei Paesi in via di sviluppo l’incremento è molto più alto».

Il dolore al seno è sintomo di tumore?

«Normalmente no. Anche se, non mi stanco di ripetere, che ogni sintomo, non va mai sottovalutato, e questo è il messaggio che vorrei far passare sempre. Il dolore può riguardare il ciclo e, a seconda del tipo di seno, può essere anche molto sviluppato. Un dolore che compare acutamente a volte può essere causato da una ciste che sta ingrandendosi o da un piccolo trauma in un punto molto delicato. Cosa non grave ma che, per precauzione, va accertata».

Che cosa ci dobbiamo aspettare per il futuro?

«Bella domanda. Non possiamo certo pensare che il tumore al seno, come del resto altre malattie oncologiche, sparisca o si riduca velocemente. Ci aspettiamo certamente che cresca la sensibilità delle donne che si sottopongano il più possibile ai controlli; un miglioramento delle tecniche per scoprire il tumore in fase iniziale e assolutamente, questa è una cosa che voglio sottolineare, un miglioramento continuo dei farmaci per le terapie adiuvanti: prevenzione, screening e terapie sono i tre artefici della riduzione della mortalità. Quindi, consci che l’epidemiologia aumenterà, ci auguriamo che la mortalità vada sempre diminuendo, tanto più che oggi è molto più alto il numero delle pazienti operate e guarite, ma anche quello delle pazienti metastatiche e in trattamento, con una buona qualità di vita».

Dal punto di vista dei tempi, una volta diagnosticato il tumore al seno quanto passa per poter poi sottoporsi all’intervento?

«Il trattamento e la cura del tumore al seno fanno parte di un percorso che va dalla diagnosi, alla cura e al trattamento. Un percorso cioè che dura molti anni. Ogni tappa necessita di specialisti e perciò di un’equipe multidisciplinare. Non esiste più il medico fai da te, ma un team che deve lavorare coordinato e a tempo, perché l’attesa è uno dei fattori più sconvolgenti nelle persone, anche dal punto di vista medico oltre che da quello psicologico. Vorrei però specificare che non è aspettando qualche giorno in più che si mette a rischio la vita delle persone, anche se è ovvio che, un volta diagnosticato, il tumore bisogna operarlo nel più breve tempo possibile e, nel controllo di qualità, questo tempo è di trenta giorni».

Per arrivare nella maniera migliore all’intervento dunque è necessario scegliere il percorso giusto?

«Sì. E la fretta in questo caso è una cattiva consigliera. Alcuni tumori infatti vengono trattati prima dell’intervento con una terapia, per ridurre la massa, ma anche per evitare che la malattia si espanda: ci sono forme biologicamente più aggressive per le quali c’è bisogno di uno studio accurato. E il paziente non deve entrare nel panico pensando che togliere il tumore sia la prima cosa da fare. Per questo è importante la presenza attiva di un team multidisciplinare, di cui farà parte anche il chirurgo plastico che dovrà decidere la ricostruzione della mammella, indispensabile per la serenità di ogni donna, a tutte le età. Qualche giorno in più insomma, certe volte è necessario, anzi indispensabile. E non deve farci sentire trascurati, perché lo scopo di ogni oncologo è il risultato finale, che deve essere il migliore possibile». —

A Pisa la UO di Senologia fa parte della BreastUnit o Unità Multidisc.Senologia, nella quale le donne con malattia mammaria, specialmente da carcinoma, trovano un percorso diagnostico-terapeutico e riabilitativo integrato che consente loro di ricevere le migliori cure con massime possibilità di guarigione. Fulcro dell'UMS è rappresentato dalla Senologia, dove vengono effettuati circa 1000 interventi/anno, per patologia mammaria, in gran parte maligna. L’attività chirurgica è distribuita dal lun. al ven. su due sale operatorie ove si alternano i chirurghi senologi e il chirurgo plastico. La corsia dispone di 9 letti . I medici si dedicano inoltre all’attività ambulatoriale che comprende innanzi tutto i primi accessi nell’ambito del percorso prioritario per le pazienti con patologia accertata o sospetta: l’accesso è garantito dal servizio CORD senologico- Accoglienza dell’Istituto toscano tumori (ITT) e prevede sia un front office aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 , sia un servizio telefonico nello stesso orario: 050993576. cord.senologia@ao-pisa.toscana.it.

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