Il Tirreno

Toscana

Toscana salute

Apnee notturne, il pericolo nel respiro

Marco Sabia
Il dottor Bruno Brevi, dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale di Pisa, lo staff dell’unità operativa di Pisa e una macchina per respirare di notte, unica vera alternativa all’intervento chirurgico
◗
Il dottor Bruno Brevi, dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale di Pisa, lo staff dell’unità operativa di Pisa e una macchina per respirare di notte, unica vera alternativa all’intervento chirurgico

Una malattia di cui soffre un italiano su dieci, che può portare gravi conseguenze. A Pisa la squadra che, con un intervento alla mascella, può aiutare a risolvere il problema 

4 MINUTI DI LETTURA





Se i malati di Alzheimer in Italia sono 600.000 e i diabetici conclamati sono 3.200.000, i pazienti apnoici stimati sono potenzialmente 6 milioni, quindi un italiano su 10. Apnoico vuol dire soffrire di apnee ostruttive notturne (l’acronimo inglese è OSAS) e rischiare tutta una serie di conseguenze gravi, perfino mortali: infarti e ictus durante il sonno, incidenti stradali per colpo di sonno mentre si è svegli. Dietro il classico russare si possono nascondere problematiche ben più rilevanti del disturbare il sonno del partner: sottoporre il cuore a stress esagerato, addormentarsi alla guida senza nemmeno frenare prima dell’impatto. Per apnea notturna si intende l’arresto involontario completo (apnea) o parziale (ipopnea) del flusso d’aria nelle vie aeree, della durata di almeno 10 secondi. La persona che ne soffre non ne è tuttavia consapevole, motivo per cui viene anche definita “epidemia silente”.

Per questo a Pisa, all’interno dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale, vi è un team che si occupa di diagnosticare e risolvere questa problematica, prima che provochi danni irreparabili. Una delle soluzioni, in alternativa al respiratore notturno, è la chirurgia; qui interviene il dottor Bruno Brevi, uno dei chirurghi in Italia con maggiore esperienza nell’intervento di “Avanzamento dei mascellari”, che serve per dare al paziente un miglior apporto di aria. Brevi gira l’Italia per spiegare quanto sia fondamentale sensibilizzare sul tema delle Osas, che sono una vera e propria mina vagante.

Dottore, cosa accade con queste apnee notturne?

Si tratta di una problematica respiratoria, un’ostruzione delle vie aree alte (alla base della lingua). Questa ostruzione crea un disturbo del sonno, che vede il nostro cervello intervenire continuamente per ripristinare le condizioni normali. La persona dorme male, si sveglia continuamente, urina molto spesso; il giorno dopo è irritabile, poco concentrata e assonnata, con tutti i rischi del caso. Durante la notte, quando la persona va in apnea, il cuore viene sottoposto a stress pressori enormi, fino a 300-330 mmHg di pressione massima. Questo vuol dire esporsi a rischio elevato di infarti o ictus, che possono lasciare segni indelebili o uccidere. Il problema è serio, ma non è conosciuto.

Perché non se ne parla?

Si tenga conto che in Italia si stimano 6 milioni di pazienti apnoici; parlo di stima perché solo una piccola parte viene diagnosticata. L’incidenza nei maschi è dalle 2 alle 4 volte superiore alle donne, anche se dopo la menopausa la casistica più o meno si pareggia. Uno studio – fatto su 11mila camionisti – ha evidenziato che il 50% di loro è apnoico, quindi può essere spesso assonnato. Quando vediamo un incidente senza frenata, questo è praticamente sempre dovuto ad un colpo di sonno, spesso in pazienti apnoici.

A cosa dobbiamo fare attenzione?

Chi russa lo fa perché l’aria fa vibrare le pareti della gola, ma a volte il passaggio si interrompe, per due motivi: con l’età ci inflaccidiamo, le pareti della gola collassano; e poi ingrassiamo, accumulando grasso anche nel collo. Le apnee notturne nelle persone obese hanno un’incidenza ancora più importante. Nella quasi totalità dei casi è il partner ad accorgersi della problematica.

Si può spiegare meglio?

Certo, chi “russa” non se ne accorge e la mattina si sveglia senza avere particolari conseguenze. Chi gli dorme accanto, invece, spesso racconta di impaurirsi perché il partner sembra smettere di respirare, come se affogasse. Oggi, grazie ai telefoni, mi portano le registrazioni dei rumori emessi dal paziente potenzialmente apnoico. A quel punto, grazie ad un team multidisciplinare composto da pneumologi, neurologi, otorini, odontoiatri, lo prendiamo in carico.

Come?

C’è un esame specifico, che si chiama polisonnografia e che durante il sonno grazie ad un macchinario evidenzia tutta una serie di parametri vitali (attività cerebrale, livello di ossigeno, la respirazione). L’apnea, poi, può essere definita lieve, media o grave. In quest’ultimo caso le soluzioni sono fondamentalmente due: dormire con il cosiddetto Cpap, un respiratore notturno che compensa le anomalie; oppure sottoporsi ad un intervento chirurgico che si chiama “Avanzamento dei mascellari”. L’approccio chirurgico viene spesso scelto dai giovani, che non vogliono legarsi a vita ad un macchinario, perché psicologicamente è mal accettato sebbene sia un dispositivo salvavita. Per cui si va in sala operatoria, per risolvere la questione alla radice.

Come avviene questo intervento?

Si pratica un’anestesia generale, l’operazione dura circa 4 ore: mascella e mandibola vengono sezionate e spostate in avanti, in modo tale da dare al paziente un’apertura maggiore per il passaggio dell’aria. L’osso viene fissato con viti e placche, il paziente riacquista la masticazione precedente e dopo 3 mesi potrebbe anche fare… pugilato. È un intervento di lunga durata ma se ben gestito anche dal punto di vista anestesiologico, è ad altissimo livello di sicurezza e con complicanze veramente basse. C’è un discrimine, però, perché non tutti possono sottoporsi a questo intervento: mascella e mandibola devono essere iposviluppate, così da avere “margine di manovra” per praticare l’avanzamento. L’aspetto estetico cambia, ma in senso positivo, come se si facesse un lifting. Ma questo se l’intervento è praticabile, date le condizioni di cui parlavo prima». —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa