Sicurezza
Decreto coronavirus, cosa posso fare? Spostamenti, salute e spesa: le risposte a 25 domande dei lettori
Ecco come ci si deve comportare nella vita di tutti i giorni secondo le regole che dovrebbero contenere il contagio. Le nostre risposte alle vostre domande (LEGGERE BENE LE INFORMAZIONI SOTTOSTANTI)
Attenzione: il decreto dell'11 marzo aggiunge a queste nuove prescrizioni, che riguardano la chiusura fino al 25 marzo di negozi, bar e ristoranti, possibili riduzioni per bus, metro e taxi nelle città e anche treni, aerei e navi. Garantiti i servizi pubblici essenziali. In smart working la Pubblica amministrazione salvo i servizi indifferibili per il pubblico. Idraulici, meccanici, pompe di benzina resteranno aperti, come mense e autogrill garantendo la distanza tra i clienti, tabaccai e edicole. - CLICCA QUI PER LE DISPOSIZIONI AGGIORNATE
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Si fa presto a dire #iorestoacasa. L’indicazione - anzi l’ordine - del governo è chiaro. Ma come rispettarlo un po’ meno. L’esigenza di muoversi poco per contenere il contagio da coronavirus è incontestabile. In assenza di un vaccino o di una cura specifica per questa patologia diventa indispensabile prevenire l’infezione. Ma non sempre le regole stabilite su come rispettare divieti e restrizioni sono chiare.
Per questo Il Tirreno apre un filo diretto con i propri lettori. E inizia a rispondere alle domande che ci vengono poste via whatsapp al numero 342 193 2006. Di seguito le prime risposte: sono fornite dalla Regione Toscana (per lo più dal settore protezione civile) che ha il compito di tradurre in ordinanze regionali i decreti con i quali il governo introduce divieti e restrizioni a tutela della salute pubblica.
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1. Posso uscire dal Comune di residenza?
Da quando tutta l’Italia, Toscana compresa, è stata dichiarata “zona protetta” un cittadino può uscire dal Comune di residenza soltanto per: 1) motivi di lavoro; 2) motivi di salute e necessità; 3) rientrare al proprio domicilio, abitazione o residenza (secondo quanto previsto dall’articolo 1, lettera a del Dpcm dell’8 marzo 2020).
2. Posso uscire dalla provincia in cui si trova il Comune di residenza?
Anche in questo caso, da quando tutta l’Italia, Toscana compresa, è stata dichiarata “zona protetta” un cittadino può uscire dal Comune di residenza soltanto per: 1) motivi di lavoro; 2) motivi di salute e necessità; 3) rientrare al proprio domicilio, abitazione o residenza (secondo quanto previsto dall’articolo 1, lettera a del Dpcm dell’8 marzo 2020).
3. Per uscire dal territorio comunale o provinciale per lavoro devo essere dipendente di un’azienda?
Non necessariamente devo essere dipendente di un’azienda. Si deve specificare la propria professione, attività o ragione dello spostamento per lavoro nell’autocertificazione del ministero dell’Interno da scaricare da internet e compilare.
4. Se sono un libero professionista posso uscire dal Comune o provincia di residenza per lavoro?
Sì, se per motivi di lavoro. Tutti i lavoratori a partita Iva, tutti i liberi professionisti (ad esempio avvocati, commercialisti, ingegneri, geometri e così via) possono muoversi liberamente anche fuori dal territorio comunale per lavoro
5. Se sono un artigiano mi posso spostare fuori dal comune di residenza per lavoro?
Idraulici, elettricisti, muratori, imbianchini, operai e così via possono spostarsi per svolgere la propria attività, anche in proprio.
6. Sono una badante: posso andare ad assistere una persona in una zona al di fuori del comune dove risiedo?
Sì, facendo attenzione alla fragilità della salute della persona che viene assistita.
7. Nonni, parenti o baby sitter si possono spostare in un comune o in una provincia per andare a badare ai bimbi?
Lo spostamento è consentito solo se ci sono necessità o motivi di lavoro: ad esempio, se i genitori dei bambini non sanno a chi lasciare i figli, è ovvio che i nonni siano autorizzati ad andare a sorvegliarli; se la baby sitter va a casa di una famiglia per lavoro è ovvio che si può spostare. Avere l’autocertificazione che dimostra lo spostamento per motivi professionali serve (anche se all’interno dello stesso comune).
8. Ho i nipoti a Quarrata, io vivo a Montale: posso andare a prenderli e devo riportarli o possono poi venire i genitori all’uscita dal lavoro?
Se l’assistenza ai bambini è strettamente necessaria, lo spostamento è autorizzato. Altrimenti, no.
9. Visti li spostamenti limitati e vivendo sola, in caso di problemi materiali può il mio fidanzato venire a trovarmi?
Il fidanzato può recarsi a casa della fidanzata non convivente solo se strettamente necessario. Lo stato di necessità deve essere evidente.
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10. Una situazione complessa: il mio fidanzato è domiciliato durante la settimana a Terranuova Bracciolini (Arezzo) dove lavora; il venerdì vorrebbe tornare a Livorno dove ha la residenza: si può spostare?
Il fidanzato può lasciare il comune dove lavora per recarsi a casa della fidanzata e viceversa (anche perché Livorno è il suo comune di residenza). A Livorno, però, deve restare fino al lunedì quando tornerà a Terranuova Bracciolini dove, per motivi di lavoro, ha il domicilio. Il principio cardine degli spostamenti è e resta quello della «stretta necessità» che ogni cittadino declina con un minimo di margine discrezionale (che viene valutato da chi effettua i controlli).
11. Posso andare dal parrucchiere? E dall’estetista?
Le attività commerciali, come è noto, non sono (al momento chiuse). Se uindi l’esigenza non è rinviabile si può andare. Per quanto possibile, però, è meglio rimandare, limitando i contatti non necessari.
12. Si deve fare la spesa solo nel comune di residenza? E solo nel proprio quartiere?
Si può andare ovunque a fare la spesa, ma la logica vorrebbe che si andasse vicino a casao, ancora meglio, nel posto che limita al massimo l’esposizione e il contatto con le altre persone.
13. Si deve andare da soli a fare la spesa?
Sì: un solo membro per famiglia.
14. E se una persona è anziana e sola?
Qualcuno (un familiare, amico, conoscente) può andare a fare la spesa per suo conto. Oppure la persona anziana, sola, può farsi portare la spesa a domicilio: in questo momento ci sono molti volontari che si prestano per questo servizio. Comunque in due nonsi può andare.
15. Se una personasi sente male (al di là del coronavirus) come si deve comportare?
Come al solito chiama il medico di famiglia o chiama il 118 a seconda della gravità del malessere. In primo luogo è meglio chiamare il medico di famiglia o il pediatra, a meno che da subito non si capisca la gravità del caso.
Con l’ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Toscana, chi si trova in Toscana in questo periodo e non è residente - e quindi non ha il medico di famiglia o il pediatra qui - se non sospetta un contagio da coronavirus può solo andare al pronto soccorso. Dove verrà invitato, se non è in gravi condizioni, a rivolgersi al suo medico di famiglia, nella sua regione di residenza.
16. Se entro in un negozio e ci sono altri clienti che non rispettano la distanza di sicureza di 1 metro, come mi devo comportare?
Se si verifica questa circostanza, non deve entrare fino a quando non c’è almeno la distanza di un metro dall’altro cliente: questa, secondo gli esperti, è la distanza di sicurezza fra persone, in questo momento, di alta circolazione del virsu. Comunque, il commerciante dovrebbe essere il primo a far rispettare le distanze di sicurezza fra clienti.
17. E se in un negozio non c’è lo spazio sufficiente per ospitare più clienti rispettando la distanza di sicurezza?
Se si verifica quella circostanza, il cliente non deve entrare. E deve restare fuori fino a quando non c’è la distanza di almeno un metro con gli altri clienti, meglio ancora se la distanza è superiore. Deve essere l’esercente a vigilare che questa distanza sia rispettata.
18. Oltre ai viaggi di lavoro, sono consentiti viaggi per vacanza, almeno all’estero?
No.Al momento non sono consentiti viaggi per vacanza né in Italia né all’estero: come stabilito per decreto ci si può spostare solo per lavoro, motivi di necessità o di salute. Ogni altro spostamento non è consentito per legge, per arginare il contagio.
19. I bambini possono frequentare i parchi-gioco?
I bambini possono andare al parco giochi rispettando le regole degli adulti: devono stare almeno a distanza di un metro dalle altre persone. Inoltre, non possono frequentare parchi gioco o altri luoghi di svago affollati.
20. Posso andare a correre (fare jogging)?
È possibile andare a correre ma da soli, non in luoghi affollati e sempre mantenendo le distanze di sicurezza dalle altre persone (minimo un metro).
21. Ho desiderio per svagarmi di andare a fare delle passeggiate, magari al mare o in campagna. Oppure in montagna. Mi è consentito?
Le passeggiate non sono vietate di per sé. Ma possono essere effettuate ad alcune condizioni: si deve andare soli; può andare a passeggiare sulla spiaggia chi abita al mare; in campagna chi vive in campagna e in montagna chi vive in montagna. Non è consentito spostarsi da un territorio all’altro per andare a fare una passeggiata: ci si può muovere solo per lavoro, per esigenze di salute o per necessità.
22. Posso prendere il treno?
Può prendere il treno solo se deve spostarsi per motivi di lavoro, salute o necessità. Motivi che devono esserecomprovati. Altrimenti no.
23. Devo partire per un viaggio: posso prendere l’aereo?
Il lettore non ha specificato per quale tipo di viaggio deve partire. Tuttavia la regola in vigore al momento è molto chiara: può prendere l’aereo solo se il suo spostamento è legato a motivi di lavoro, salute o necessità. Per altre ragioni, non è possibile prendere l’aereo.
24. Si può continuare a circolare in autobus?
Al momento è possibile spostarsi in autobus per le solite ragioni previste dal decreto della presidenza del consiglio dei ministri: lavoro, salute e ragioni di necessità. Bisogna fare attenzione anche sui mezzi pubblici a mantenere le distanze di sicurezza dalle altre persone.
25. Se vengo fermato a un controllo come posso dimostrare che mi sto spostando per lavoro o per un’altra ragione consentita per legge?
In modo molto semplice: esibendo l’autocertificazione del ministero dell’Interno (da scaricare da Internet e compilare) che deve sempre accompagnarci nei nostri spostamenti durante questo periodo.
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