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Coronavirus: Massa Carrara la zona toscana più colpita, segue la Versilia. «È per la fuga dal Nord»

Mario Neri
Coronavirus: Massa Carrara la zona toscana più colpita, segue la Versilia. «È per la fuga dal Nord»

I dati del contagio nella nostra regione: il territorio apuano risente degli arrivi da Parma e dalla Lombardia. In quel tratto di costa i casi sono il triplo della media regionale. La provincia di Prato ha la percentuale più bassa rispetto a numero di abitanti. Ecco la mappa  

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FIRENZE. C’è una tabella, aggiornata al 10 marzo, sulla scrivania dell’unità di crisi regionale incaricata di gestire l’emergenza che ha acceso una luce rossa su uno spicchio di Toscana. Disegna la progressione del contagio e soprattutto il tasso di incidenza con cui il virus si muove sul territorio.

IL CASO MASSA CARRARA

E i numeri che contiene parlano chiaro: la provincia di Massa Carrara è quella in cui il coronavirus ha colpito di più rispetto alle altre, finora procede al ritmo di un contagiato ogni 5.267 abitanti contro una media regionale di un’infezione ogni 14.127 persone. Un focolaio? «Tecnicamente no, o meglio non ancora – spiegano dai vertici dell’assessorato guidato da Stefania Saccardi – Ma certo la spia di un andamento anomalo rispetto al resto del territorio. Una diffusione che, seppure con cifre e percentuali più diluite, in qualche modo sembra collegata proprio all’area Nord ovest, quella più vicina geograficamente alle regioni a rischio, all’Emilia e alla Lombardia, ma anche quella in cui si è concentrato con maggior rilevanza il fenomeno dei “vacanzieri evasi” dalle zone arancioni».

L'ASL: "COLPA DELLA FUGA DAL NORD"

Insomma gli esperti della task force regionale credono che ad aver dato una spinta all’epidemia nel nord della Toscana possa essere stato anche l’esodo, la fuga dei lombardi, dei milanesi, dei parmensi e dei veneti dal focolai d'Italia che in questi ultimi giorni hanno ripopolato la costa fra Carrara e la Versilia in uno strano anticipo d’estate, a cominciare dalle prime fughe da Codogno, due settimane fa, quando alla Partaccia intervennero carabinieri e polizia per convincere i villeggianti fuori stagione arrivati dal lodigiano ad autodenunciarsi e a chiudersi in isolamento. Non è un caso che la dg dell’aslona Letizia Casani abbia sottolineato come il 20% di chi si rivolge ai servizi della nord ovest in questo periodo non sia residente in Toscana. Ma non tutti i “fuggiaschi” sarebbero finiti nella rete dei controlli e avrebbero comunicato la loro presenza in Toscana, soprattutto chi ha scelto Marina di Massa, il Cinquale e la Versilia con resort lontano dal coronavirus negli ultimi 14 giorni. Chi lo ha fatto, recita una ordinanza firmata da Enrico Rossi domenica, avrebbe dovuto comunicarlo all’Asl e mettersi in quarantena.

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Secondo le stime della Regione potrebbero essere 15-20 mila le persone arrivate dalle zone arancioni, molte proprio fra Carrara e la Versilia. Un fenomeno che ha convinto il governatore al pugno di ferro (vedi articolo sopra). Certo, per ora quella dell’esodo è un’ipotesi epidemiologica, non una certezza. Ma i dati sembrano supportarla. Così in Regione evidenziano come anche la Versilia rappresenti uno spicchio di questa anomalia nell’incidenza. Da sola conta 16 casi sui 37 della provincia di Lucca (1 ogni 6776 abitanti). È stato Rossi stesso due giorni fa a sottolineare i dati di diffusione del virus nella area nord ovest: «È impressionante che nell'area della Toscana nord ovest, quella della costa e dove ci sono le case delle vacanze, registriamo 55 casi, mentre nel centro 77». Il calcolo martedì 11 si è aggiornato: 119 i casi nell’area nord ovest, 89 nella centro, 56 nella sud est. Difficile stabilire quando la Toscana raggiungerà il picco. La task force non ha una previsione di scenario, se non quella teorica calcolata sulla base di un modello matematico sviluppato dall’Oms. Applicato alla Toscana potrebbe far arrivare il picco a fine aprile a quota 7.000 casi per poi cominciare la discesa. Ma la speranza è di poter affrontare un’onda più contenuta e che aver trasformato l’Italia in area protetta funzioni.

(VIDEO. I controlli di martedì 10 al casello di Carrara)

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PRATO, L'ESEMPIO "CINESE"

In quella tabella c’è il seme di quella speranza, una cifra che sovverte le previsioni: si riferisce a Prato. Un caso ogni 36mila abitanti, l’incidenza più bassa. La lezione di civiltà arriva da chi era temuto di più, la comunità cinese. Lì nessuno è fuggito, nessuno s’è gettato in una spericolata vacanza dalle regole.

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