Finanza
Il Coronavirus e quel “solo” gli anziani
Riscoprendo la bellezza di un tempo che non conosce guerre mondiali da 75 anni troveremo la forza per affrontare la simil-guerra chiamata coronavirus
La stragrande maggioranza delle persone che stanno leggendo questo articolo non hanno conosciuto la guerra. Nemmeno io. Me ne parlava, spesso, mio nonno, e io bimbo ascoltavo il racconto dei tedeschi che razziavano la casa, portando via le bestie, mentre il bisnonno piangeva disperato: «Hanno preso anche il vitello, il vitello». Non sappiamo, dunque, cosa significhi non avere nelle mani la cloche della nostra vita, appesa a un’incipiente catastrofe, un bombardamento.
Non poterla determinare, manovrare. Non essere in grado di governare il destino, o almeno di presumerlo. E ogni giorno ci sconcertiamo di non poter fare quello che vorremmo: andare al teatro, fare una vacanza proprio adesso, entrare nel ristorante che però è un po’ troppo affollato per i tempi che corrono: alla larga! Siamo come foglie sugli alberi d’autunno, come lo sono stati i nostri avi per lunghissima parte della storia: se arriva un refolo di vento cadiamo e... puf, tutto finito. Allora potremmo provare a imparare. Come si sta sugli alberi. Come si resiste. come ci si comporta. A imparare da quegli anziani che abbiamo frettolosamente riposto nel cestino dell’emergenza coronavirus. «Muoiono solo gli anziani» si è detto e si è scritto troppe volte. Solo, come a descrivere un male minore, uno spiacevole effetto collaterale di un farmaco riservato agli under 65, o il sollievo per un pericolo meno minaccioso.
Ma, come dice un proverbio africano, «quando muore un anziano è come se bruciasse una biblioteca»: di saggezza, di esperienze.
Gli anziani possono aiutarci a guidare a fari spenti. Sanno dove sono le curve ed è meglio rallentare, dove i rettilinei che ci consentono di accelerare, quando è meglio non partire, perché quella strada l’hanno già percorsa. Parliamoci, in queste giornate di semi-isolamento in cui tante famiglie si ritrovano insieme a casa, dalla prima all’ultima generazione: riscoprendo la bellezza di un tempo che non conosce guerre mondiali da 75 anni troveremo la forza per affrontare la simil-guerra chiamata coronavirus.
post scriptum
(Giusto per rimarcare l’essenzialità degli anziani nella vita di tutti i giorni, in base alle raccomandazioni delle autorità sanitarie, come ha ricordato Adriano Sofri, un cosidetto “anziano”, possono uscire di casa sopra i 65 anni solo se non hanno patologie: Shinzo Abe, premier del Giappone, Angela Merkel, il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, tutti di 65 anni; Vladimir Putin, 67 anni, Xi Jinping, 66 anni, il presidente indiano Narendra Modi, 69 anni, quello israeliano Benjamin Netanyahu, 70 anni, Donald Trump, 73 anni. Mentre devono tassativamente restare a casa quelli oltre i 75 anni: Joe Biden, 77 anni, e il rivale Bernie Sanders, 78 anni, Sergio Mattarella, 78 anni, Papa Francesco, 83 anni, Silvio Berlusconi, 83 anni, la regina Elisabetta, 93 anni. Cosa faremmo, oggi, senza di loro?)
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