Proteste
Coronavirus: il paziente mette ko l’ospedale di Pontremoli, era su un pullman di rientro da Codogno
Il presidio sanitario della Lunigiana finisce in quarantena. La scia di contatti crea allarme in molti paesi. L'uomo insieme ad una comitiva di circa venti persone, tra musicisti e appassionati di ballo liscio
PONTREMOLI. C’è un ospedale in quarantena, isolati il pronto soccorso e il reparto di medicina generale da trenta posti letto. In quarantena una ventina di pazienti e altrettanti infermieri (a casa). È in ansia da contagio un paese intero, più o meno 7.000 anime: Pontremoli, alta Lunigiana, provincia di Massa-Carrara. E il suo piccolo nosocomio, il “Sant’Antonio Abate”, è mezzo chiuso da lunedì sera. Deve essere sanificato. Oggi riapre il pronto soccorso, non la medicina generale.
Settemila individui contro uno, un uomo di 76 anni che domenica 16 febbraio era alla discoteca “Impero” di Codogno, al centro della zona rossa, primo focolaio del Covid-19 in Italia. L’anziano seguiva un’orchestra della zona che era lì a suonare, lo stesso complesso di cui fa parte il 70enne di Albiano Magra (Aulla, sempre Lunigiana) risultato positivo al tampone ormai diversi giorni fa, e adesso in buone condizioni di salute costretto all’isolamento domiciliare. Erano una comitiva di circa venti persone, tra musicisti e appassionati di ballo liscio, tutti andati e tornati da Codogno sullo stesso bus. Il bus del contagio, lo ha ribattezzato qualcuno.
L’anziano che lunedì nel tardo pomeriggio ha fatto scattare il protocollo sanitario e l’apprensione causa virus a Pontremoli adesso è stabile in buone condizioni nel reparto di malattie infettive dell’Ospedale delle Apuane di Massa. Ma quello che preoccupa tutti gli altri, pontremolesi e non solo, è come ci è arrivato all’ospedale a valle.
Questa la ricostruzione dei fatti. Il 76enne, che vive da solo, lunedì mattina è andato a farsi visitare dal medico di famiglia all’ambulatorio Cabrini della Casa della Salute di Pontremoli. L’uomo, residente nella zona della Santissima Annunziata, da tempo soffre di cuore, è corpulento e cardiopatico. Mentre si trovava nella sala di attesa, ha avuto un malore ed è svenuto, cadendo dalla sedia. È stato dunque allertato il 118: un’ambulanza lo ha portato al pronto soccorso e poi alla medicina generale del “Sant’Antonio Abate”. Non aveva alcun sintomo da coronavirus ma altre patologie pregresse e riconosciute. Dopo qualche ora di ricovero, una volta ripreso dallo svenimento, ha cominciato ad accusare altri malesseri: febbre, tosse, difficoltà respiratorie. L’ombra del Covid-19. Un infermiere lo riconosce e dice che il signore in questione fa parte di un’orchestra musicale. L’indizio, poi la prova: il tampone a cui è sottoposto risulta positivo.
Viene così attivato il protocollo sanitario: gli infettivologi del Noa di Massa lo prelevano da Pontremoli per trasferirlo nella struttura a un passo dall’autostrada, dove può ricevere le cure del caso. Da lì l’allarme in Lunigiana. Chiuso l’ospedale di Pontremoli, riunione fiume dei sindaci dell’Unione dei Comuni. Senza attendere il decreto del Governo che ieri ha deciso di chiudere le scuole italiane fino al 15 marzo, i primi cittadini di questo territorio al confine tra Toscana e Liguria si erano mossi per tempo e per conto loro.
A Pontremoli, Mulazzo, Villafranca, Filattiera e Tresana già ieri gli studenti non sono andati in classe, lucchetti ai cancelli anche alle palestre e agli impianti sportivi. Con una propria decisione - vanificata com’è ovvio dal provvedimento da Roma - le amministrazioni di Aulla, Casola, Fivizzano, Podenzana e Zeri in un atto ordinavano la “sospensione delle attività educative e didattiche in tutte le scuole di ordine e grado, sia pubbliche che private, per i giorni 5 (oggi, ndr) e 6 marzo (domani, ndr) per sanificazione degli ambienti”. Disposizione valida anche per le biblioteche comunali e i Centri di socializzazione, con “obbligo di sanificazione in tutte le palestre del territorio e nei campi sportivi”. E a proposito di sport: la Pontremolese calcio, campionato di Eccellenza, ha comunicato di aver sospeso tutte le attività, perché il 76enne contagiato nell’ultima settimana potrebbe aver frequentato le strutture e il bar dello stadio "Lunezia".
Poi ci sono le disposizioni dell’Asl Toscana Nord Ovest: la sospensione dell’attività del pronto soccorso e del reparto di medicina di Pontremoli nella sola giornata di ieri e l’attivazione della quarantena per il personale e i pazienti soggetti a potenziale contagio. Sospese anche le trasfusioni ed è stato attivato un punto di primo soccorso all’esterno del “Sant’Antonio Abate”. Da oggi chiuse le Botteghe della Salute in tutta La Lunigiana, e da domani la prenotazione per i prelievi del sangue si può fare solo via telefono nei presidi di Aulla, Pontremoli, Villafranca, Fivizzano e Caniparola.
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