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L’intervista  

«Glaucoma e cataratta si presentano insieme soprattutto negli anziani»

Gian Ugo Berti
Andrea Balestrazzi, direttore di oculistica a Grosseto
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Andrea Balestrazzi, direttore di oculistica a Grosseto

Il dottor Balestrazzi, primario a Grosseto, illustra le diverse tecniche chirurgiche alle quali ricorrere a seconda dei casi

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Grosseto. È nella terza età, soprattutto, che si possono presentare insieme la cataratta (l’opacizzazione del cristallino) e il glaucoma (l’aumento della pressione oculare). Si tratta di percentuali elevate che rendono conto di come, spesso, sia necessario dover affrontarli contemporaneamente. Lo spiega Andrea Balestrazzi, direttore dell’Unità Operativa di Oculistica all’Azienda Sanitaria Locale di Grosseto.

Quanti tipi di glaucoma esistono?

«Esistono due tipi di glaucoma, quello ad angolo stretto, dove la pressione si alza per riduzione degli spazi da cui defluisce l’umore acqueo, il liquido che mantiene la pressione normale dell’occhio e quello ad angolo aperto, nel quale gli spazi sono normali, ma altri fattori possono determinare l’aumento della pressione»

Le scelte chirurgiche sono le stesse?

«La gestione di una cataratta che si sovrappone ai due differenti tipi di glaucoma è, però, sostanzialmente diversa. In caso di glaucoma ad angolo stretto può essere conveniente operare la cataratta molto precocemente, addirittura di operare il cristallino trasparente. La rimozione con facoemulsificazione del cristallino con l’impianto all’interno della capsula residua di un cristallino artificiale molto più sottile, contribuisce così ad aumentare gli spazi delle vie di deflusso, tanto da potere in alcuni casi anche risolvere del tutto i problemi del glaucoma».

E per il glaucoma ad angolo aperto?

«In caso di un glaucoma ad angolo aperto la gestione è, dal canto suo, molto più complessa. È necessario innanzitutto stabilire il grado di avanzamento della malattia prima di decidere quale terapia intraprendere e non sempre appare semplice trovare la situazione più adatta. Nell’eventualità di una cataratta avanzata con un glaucoma facilmente controllato dalla terapia con colliri, soprattutto se si utilizzano al massimo due farmaci senza che siano presenti fenomeni importanti di tolleranza locale, di solito si procede ad un semplice intervento di cataratta. La sostituzione del cristallino infatti di solito consente un modico abbassamento della pressione che può, in alcuni casi, anche portare alla riduzione o alla sospensione della terapia».

Ma se la situazione del glaucoma fosse molto impegnativa?

«Se siamo di fronte ad un glaucoma grave, con notevole compromissione del campo visivo, scarso controllo della progressione, numerosi farmaci utilizzati, soprattutto se mal tollerati, la compresenza di cataratta viene affrontata con interventi combinati, eseguendo contemporaneamente sia l’intervento per abbassare la pressione che quello per sostituire il cristallino. Numerosi studi clinici hanno infatti verificato l’efficacia degli interventi combinati, arrivando alla conclusione che è quasi pari a quella del solo intervento per glaucoma. L’intervento di solo glaucoma quindi è modestamente più efficace, ma è gravato da un numero maggiore di complicazioni, non ultima delle quali è lo sviluppo precoce di una cataratta che poi una volta eseguita in un tempo successivo può portare ad un fallimento dell’intervento per abbassare la pressione».

Esistono scelte individuali caso per caso?

«Nella coesistenza di cataratta e glaucoma, numerose sono le opzioni chirurgiche, in termini di tecniche utilizzabili e del modo di combinarle. Ricorrere alla consulenza di oculisti esperti del settore, che abbiano modo di poter scegliere quale trattamento applicare caso per caso, può risultare decisivo per risultati efficaci, sicuri e duraturi». —




 

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