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Coronavirus, un fiore come antidoto alla paura: l’omaggio per chi va al mercato

Gabriele Noli
Coronavirus, un fiore come antidoto alla paura: l’omaggio per chi va al mercato

Iniziativa di Coldiretti-Viareggio tra i banchi di Campagna Amica Carmazzi: «Giusta la cautela ma smettiamola col catastrofismo» 

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Un uomo e una donna passano in rassegna il filare di banchi del mercato settimanale di Campagna Amica, a Viareggio. Osservano i prodotti, li annusano e cominciano a comprarli. Tanto che alla fine lui si ritrova a tenere in mano due sacchetti traboccanti di ogni ben di Dio: erbe aromatiche, frutta, pomodori, ortaggi vari. «Per tutta questa roba abbiamo spesso poco più di 8 euro», esclama lei - si chiama Giulia - che invece porta via un mazzetto di fiori rossi, l’omaggio di Coldiretti ai consumatori per testimoniare che #LaToscananonsiferma, nonostante il coronavirus.

«Veniamo qui ogni settimana - prosegue la donna - i prodotti costano poco, sono di qualità e sappiamo con certezza da dove vengono. Poi evitiamo di riempirci la casa di plastica. In questo modo sosteniamo pure l’ambiente». L’iniziativa è partita da Viareggio e toccherà altre città toscane in cui si tiene il mercato di Campagna Amica. «Vedremo di regalare qualcosa di diverso», sottolinea Maurizio Fantini, direttore delle federazioni di Coldiretti Lucca e Massa-Carrara. Nell’altra mano Giulia ha un foglio bianco dove sono scritte le motivazioni della campagna il cui hashtag riprende quello lanciato nei giorni scorsi dal Tirreno come esortazione a condurre la propria vita come abitualmente, con le dovute e opportune precauzioni, certo, ma senza lasciarsi condizionare dalla psicosi collettiva.

“Un fiore per combattere la paura. Sostieni le aziende floricole della Versilia. Acquista i tuoi prodotti dalle aziende agricole locali”: un appello la cui gittata temporale va ben oltre l’iniziativa di ieri mattina nel mercato di via Fratti. «È giusto che le persone si cautelino, però smettiamola col catastrofismo: il coronavirus non si trasmette con un fiore o un ortaggio», sostiene Giacomo Carmazzi dell’omonima azienda agricola di Torre del Lago nonché presidente di Coldiretti- Viareggio.

Il tono della sua voce, nell’analizzare il difficile presente, non è mai dimesso. «Si registra un calo sostanziale: di solito all'inizio del periodo primaverile si aggira sul 7-10%, stavolta siamo sul 30-35% - aggiunge - bisogna fare i conti con i blocchi del mercato, che penalizzano chi deve esportare, ad esempio, in Austria e in Germania». E il clima di generale incertezza non aiuta. «Noi la volontà di vendere i prodotti ce l’abbiamo, dobbiamo tener conto però che i nostri interlocutori si rapportano con una certa tipologia di consumatori, come la signora Maria che non esce di casa per timore del contagio. Le maniche ce le rimbocchiamo. I fiori non portano problemi». Quelli no, ma la speranza sì. E oggi ne serve tanta.

 

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