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Coronavirus, scuole e università chiuse in tutta Italia fino al 15 marzo
Il governo al lavoro per mettere a punto una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni
Scuole e università chiuse in tutta Italia fino al 15 marzo. "La decisione di chiudere le scuole non è stata semplice - conferma la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina - è stata una scelta d'impatto, spero che gli alunni tornino al più presto a scuola". La titolare di viale Trastevere ha anche garantito che si farà di tutto per garantire i servizi scolastici a distanza e il governo è già al lavoro per mettere a punto una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni.
Il motivo che ha spinto a sospendere l'attività didattica lo spiega invece il premier. "In questo momento - sottolinea Conte - siamo concentrati ad adottare tutte le misure di contenimento diretto del virus o di ritardo della sua diffusione perché il sistema sanitario, per quanto efficiente ed eccellente, rischia di andare in sovraccarico" in particolare "per la terapia intensiva e sub-intensiva".
LA SITUAZIONE IN TOSCANA
"Il dpcm emanato dal Governo con lo scopo di fronteggiare l'emergenza Coronavirus sospende su tutto il territorio nazionale da domani, 5 marzo, fino al 15 marzo i servizi educativi per l'infanzia e le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, nonchè le attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università, le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica ed i corsi degli istituti tecnici superiori. Sospesi anche tutti i corsi di formazione professionale, i master e le Università per anziani. Esclusi invece dalla sospensione i corsi post universitari connessi con l'esercizio di professioni sanitarie". A confermare la chiusura delle scuole anche in Toscana è l'assessore regionale ad istruzione, formazione e lavoro Cristina Grieco, che ha inoltre precisato che: "Il decreto nazionale ha valore su tutto il territorio italiano, non sono necessarie ulteriori ordinanze dei sindaci".
Grieco ha inoltre precisato che l'assessorato regionale all'istruzione è in costante contatto con l'Ufficio scolastico regionale, dove è stata attivata una task force per gestire la situazione. "Comprendo perfettamente il disagio ed il turbamento di studenti e famiglie - ha detto l'assessore - e le difficoltà che vengono create da questo provvedimento, che il Governo ha assunto per motivi precauzionali di tutela della salute pubblica, recependo il parere del competente comitato tecnico-scientifico. La Regione Toscana farà il proprio dovere e garantirà la massima collaborazione istituzionale per il buon esito della misura. Visto il momento e l'invito ad utilizzare sistemi di formazione a distanza, ricordo a tutti, insegnanti, dirigenti, studenti che la Toscana dispone della piattaforma di e-learning Trio, gratuita e fruibile da tutti, oltre che ricca di numerosissimi contenuti didattici e di supporto all'attività formativa. Assicuro la nostra ma ssima attenzione all'evolversi della situazione. L'assessorato e l'Ufficio scolastico regionale saranno a disposizione per fornire supporto e chiarimenti".
ALTRI DIVIETI NEL DECRETO
Tra le altre misure adottate anche la sospensione in tutto il Paese, come già accaduto per le zone rosse, di manifestazioni ed eventi "di qualsiasi natura" e "in qualsiasi luogo"; partite e competizioni sportive, compresa la serie A, a porte chiuse; non si ferma invece lo sport di base ma solo a condizione che vengano rispettate le raccomandazioni dell'Istituto superiore di Sanità.
Il governo vara quindi una nuova stretta per tentare di arginare la diffusione del coronavirus, con i malati che hanno ormai superato i 2.700 e l'intero paese, ad eccezione della Valle d'Aosta, chiamato a fronteggiare i nuovi casi. I dati aggiornati dicono che i morti sono arrivati a 107, il 3,47% del totale dei contagiati, e che ci sono 295 malati in terapia intensiva, 66 in più di ieri, martedì 3 marzo, pari al 28,8% in più. Ma è anche vero che sono poco più del 10% dei 2.706 malati totali.
Tra loro non c'è il ministro Patuanelli: il titolare del Mise, che la settimana scorsa aveva incontrato l'assessore lombardo Mattinzoli poi risultato positivo, si è sottoposto al tampone ed è risultato negativo. Ora è comunque in isolamento al ministero. 1.346 sono invece i malati ricoverati con sintomi e 1.065 quelli in isolamento domiciliare. L'obiettivo del governo è dunque quello di evitare che aumentino in maniera esponenziale i ricoverati più gravi, mandando in crisi tutto il sistema.
PIÙ POSTI IN OSPEDALE
Ed infatti, oltre al Dpcm, l'esecutivo ha messo in campo altre due misure. Da un lato il ministero della Salute ha disposto il potenziamento del 50% dei posti a disposizione nei reparti di terapia intensiva e del 100% in quelli di pneumologia e malattie infettive, oltre alla possibilità di reclutare medici e sanitari da altre parti d'Italia da dirottare negli ospedali delle zone rosse, che dall'inizio della crisi sono quelli più sotto pressione. Dall'altro il Dipartimento della Protezione Civile ha attivato la Centrale remota di soccorso sanitario (Cross), un meccanismo che consente, in caso di emergenza, di trasferire da una regione all'altra i malati se non ci sono posti disponibili.
COSA EVITARE
Il Dpcm firmato da Conte in serata contiene poi tutta un'altra serie di indicazioni. Raccomanda alle persone anziane di limitare le uscite da casa, ribadisce la necessità di evitare strette di mano, abbracci e baci, vieta la visita ai parenti dei ricoverati negli hospice e nelle residenze sanitarie assistite, così come l'attesa nei pronti soccorso per le persone che non devono essere visitate. Tutta l'attività dello sport di base in palestre, piscine e altri centri sportivi, invece, è "consentita esclusivamente nel rispetto delle raccomandazioni previste". Vale a dire mantenendo la distanza di un metro e usando tutte le precauzioni igienico sanitarie.
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