Gioco
Coronavirus, per i casi di Pontremoli e Livorno va in quarantena il personale del pronto soccorso
Le misure adottate dopo che i due pazienti sono poi risultati postivi al tampone: il 55enne livornese è in rianimazione
LIVORNO. Bastano poche frasi. E Facebook esplode. «Sono positiva al coronavirus. Sono andata diretta al pronto soccorso. Nessuno mi rispondeva al numero speciale dell’Asl». La paziente ha 44 anni. Lunedì sera si presenta al pronto soccorso dell’ospedale di Prato. Segnala sintomi sospetti. Poche ore dopo risulta positiva al Covid-19, la sigla dietro la quale si nasconde l’infezione che atterrisce il Paese. Mentre aspettava di essere sottoposta ad altre analisi, impugna lo smartphone e condivide sulla piazza virtuale la propria esperienza. Benzina sul fuoco: viene travolta da una valanga di insulti.
A Pontremoli c’è un caso analogo. Un paziente si presenta al pronto soccorso. Viene ricoverato in medicina. I sintomi sono sospetti. In serata risulta positivo al tampone del coronavirus. Lui non posta la notizia su Facebook. In compenso, l’Asl decide di chiudere per un giorno (in via precauzionale) sia il pronto soccorso sia la medicina. Attività sospese per 24 ore, oggi, oltre a personale e pazienti e in quarantena «perché soggetti a potenziale contagio».
Caso simile a Livorno per un un uomo di 55 anni, che si è presentato autonomamente al pronto soccorso. Tutti gli operatori del reparto che sono entrati in contatto con lui sono stati posti in quarantena preventiva
Eccolo qui il picco del martedì nero del coronavirus in Toscana: 8 casi di contagio accertati (in attesa di validazione dall’Istituto superiore di sanità).
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IL CASO DI PRATO
Anche la 44enne con la passione per i social è il primo caso di tampone positivo a Prato, ma è un caso d’importazione perché la paziente risiede da almeno 4 anni con la madre a Firenze. Anziché rivolgersi a uno dei 5 ospedali del capoluogo, si è messa in auto e si è diretta all’ospedale pratese, malgrado le indicazioni della Regione: in caso di sintomi sospetti non presentarsi al pronto soccorso ma chiamare il 118 e farsi portare in ospedale con le dovute precauzioni. Su Facebook, però, la donna spiega - tra centinaia di insulti - di essersi diretta in ospedale dopo aver provato, senza ottenere risposte soddisfacenti, a chiamare i numeri istituiti dalla Regione per segnalare i casi sospetti.
LA POLEMICA
Insomma, dopo essere rientrata il 22 febbraio da un breve soggiorno a Bergamo e aver accusato febbre e difficoltà respiratorie, la pratese non è riuscita a farsi fare il tampone perché - sostiene - non sarebbe stata considerata un caso a rischio. E così ha deciso di andare al pronto soccorso. Dove è stata ricoverata, anche se oggi, ormai sfebbrata, sarà dimessa e rimandata a casa con la madre nell’abitazione di Firenze, dove dovranno rimanere in quarantena. Ma Renzo Berti, responsabile del Dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro, replica: «Il rifiuto a eseguire il tampone è stato corretto. In base alle indicazioni nazionali il test si esegue solo su persone provenienti da Paesi esteri ad alto rischio di pandemia o da uno degli 11 Comuni italiani inseriti nella zona rossa. Provenire dalla Lombardia non basta per ottenere il tampone. La paziente avrebbe dovuto consultarsi con il proprio medico di famiglia, invece di andare al pronto soccorso». Dove è stata, comunque, trattata con un percorso “isolato” dagli altri pazienti. Per evitare contagi.
PONTREMOLI E LIVORNO
Cosa, non accaduta, invece, a Pontremoli: qui, infatti, il caso ha determinato la chiusura per sanificazione di due reparti. A Livorno, invece, tutti gli operatori del reparto del pronto socorso entrati in contatto con il 55enne con sono stati posti in quarantena preventiva. L'ufficio di Igiene pubblica dell'Asl sta lavorando per individuare eventuali altri soggetti che nei giorni precedenti possano essere stati in contatto con l'uomo. A mezzanotte il sindaco ha convocato d'urgenza l'unità di crisi del Comune con l’obiettivo di capire tutti i contatti dell’uomo e dei suoi familiari e decidere eventuali azioni da fare sui luoghi di lavoro o scolastici frequentati dal paziente e dai suoi parenti.
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VERSILIA
L’altra misura precauzionale è stata adottata in Versilia, dove c’è il primo bimbo contagiato. È il figlio dell’uomo di Torre del Lago, rientrato con positività da una delle zone rosse del Nord e in isolamento domiciliare senza più febbre. I medici, considerando il bambino come caso sospetto per il contatto diretto con il padre contagiato, lo avevano già inserito in isolamento domiciliare: comunque sta bene ed è monitorato. Il sindaco di Camaiore ha previsto, su indicazione dell’Asl Nord Ovest, che i compagni di classe del bambino contagiato e le insegnanti osservino la quarantena domiciliare per 14 giorni. Un provvedimento preventivo anche perché il bambino, nell’unico giorno in cui è stato presente a scuola, era asintomatico e quindi, il rischio di trasmissione del virus risulta molto raro. Per questo gli altri alunni della scuola, non avendo avuto un “contatto stretto”, non possono essere obbligati alla quarantena.
LIVORNO E GLI ALTRI CASI
Risultato positivo al tampone anche un 60enne, che vive a Capannori (Lucca), familiare di un paziente ricoverato a Piacenza, risultato positivo al test. L’uomo aveva un po’ di febbre (ma non problemi respiratori particolari). Altro caso a Poppi, in provincia di Arezzo: è un 64enne residente a Poppi, con contatti da Bologna, ricoverato nel reparto di malattie infettive ad Arezzo. Sua moglie, ricoverata con problemi respiratori, è in attesa dell’esito del test. Positivo anche un 70enne con sintomi respiratori, arrivato al pronto soccorso di Careggi con l’ambulanza del 118: è ricoverato in malattie infettive in buone condizioni. Infine positivo al tampone un 39enne di Chiusi Valdichiana senese, che nei giorni scorsi è andato in Emilia Romagna. L'uomo è in isolamento domiciliare ed è in corso l'indagine epidemiologica sui contatti. Salgono quindi a 21 i casi sospetti positivi in Toscana.
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