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Coronavirus, ci sono 3 nuovi casi ma sono “lombardi”: in Toscana non c’è focolaio di infezione
Due pazienti hanno legami stretti con Codogno, zona rossa. Una si trova a Carrara nella sua seconda casa, da giorni
FIRENZE. Il focolaio non è in Toscana. Continua a essere in Lombardia, a Codogno. I tre pazienti toscani che in 24 ore sono risultati positivi al coronavirus con tutta probabilità hanno contratto l’infezione al Nord. Anche se poi i sintomi si sono manifestati in Toscana. A distanza di qualche giorno, come prevede il decorso della malattia, secondo quanto spiegato dal prof. Pier Luigi Lopalco, ordinario di Igiene all’università di Pisa nella diretta del Tirreno: «Una persona diventa contagiosa non subito dopo che viene contagiata da un altro. Di solito diventa contagiosa alla fine dell’incubazione o alla prima comparsa dei sintomi lievi. Può accadere, che venuta a contatto con una persona contagiata, e sottoponendosi a tampone faringeo, il test risulti negativo. Gli operatori sanitari, tuttavia, inviteranno la persona a sottoporsi a isolamento volontario e ad avvertire l’Asl alla prima comparsa di sintomi per esami».
I NUOVI CASI
Questo è quanto accaduto a uno dei nuovi casi, un musicista 70nne di Albiano Magra (in Lunigiana) che, rintrato da Codogno dopo un concerto, si è messo in autoisolamento domiciliare. Dopo alcuni giorni il tampone è risultato positivo (ora è in attesa di conferma dall’Istituto superiore di sanità) ma a parte un po’ di febbre le sue «condizioni sono buone». Ha febbre e arriva da Codogno anche la 65enne trovata positiva a Carrara dove risiede temporaneamente nella seconda casa.
I RICOVERATI
Invece è stata ricoverata in ospedale, nel reparto di malattie infettive, la terza nuova paziente: una giovane fiorentina che quattro giorni fa era andata a Milano. Ha segnalato il suo viaggio e il tampone è risultato positivo. Per lei sono previsti ulteriori accertamenti e anche una radiografia. È anche «scattata l’indagine per individuare tutti i contatti avuti in questi giorni» assicura la Regione. Con questa paziente, in tutto sono 7 le persone ricoverate in Toscana per infezione da coronavirus su 11 contagiati: ma il paziente di Pescia è considerato guarito. Nessuno al momento si trova in condizioni preoccupanti.
SEGNALARE I VIAGGI NELLE ZONE ROSSE
Fra le misure adottare dalla Regione per contenere il contagioc’è l’obblig, per chi entra o abita o soggiorna in Toscana di segnalare se: 1) negli ultimi 14 giorni abbia soggiornato nelle zone definite a rischio coronavirus dall’Organizzazione mondiale della Sanità o negli 11 Comuni italiani inseriti nelle zone rosse; 2) la comunicazione deve essere inoltrata dal diretto interessato all’Asl competente per territorio (al numero speciale attivato per l’emergenza); 3) l’Asl deciderà se procedere con l’isolamento volontario, la quarantena, il tampone o il ricovero.
VALUTAZIONE DEI RISCHI
In particolare -ricorda la Regione - spetta al servizio di Igiene Pubblica acquisire informazioni telefoniche dal paziente su «zone di soggiorno, percorso di viaggio nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Toscana per un’adeguata valutazione del rischio di esposizione al virus».
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