Sicurezza
Virus, la miglior difesa è la vaccinazione
Ancora molto diffuse le malattie infettive nei Paesi meta di vacanze: dalla febbre gialla, all’encefalite da zecca. Non sono debellati neppure tifo, colera, rabbia e poliomelite. Ecco una guida dettagliata su come tutelarsi, rispettando i tempi corretti
Chi parte per un viaggio all'estero lo fa sempre con grande entusiasmo. Eppure, purtroppo, può capitare che qualche turista tornando al proprio Paese, si ritrovi a dover affrontare postumi di malattie contratte durante la vacanza, per non essersi sottoposto alla profilassi e alle vaccinazioni del caso. Al momento, l'unica vaccinazione richiesta da quasi tutti i Paesi stranieri è quella contro la febbre gialla, detta anche vaccinazione anti-amarillica e in alcuni Stati è richiesta anche la vaccinazione contro il colera. Per quanto riguarda le altre vaccinazioni, non sono obbligatorie, ma sono raccomandate per la salvaguardia della salute. Le elenchiamo grazie all'aiuto di Mauro Pistello, professore ordinario di microbiologia e microbiologia clinica, direttore del Centro Retrovirus dell’università di Pisa e direttore della unità operativa complessa “Virologia Universitaria” dell’azienda ospedaliero universitaria pisana.
Vaccinazione anti-febbre gialla.
La febbre gialla è endemica nelle aree tropicali dell’Africa, del Centro e del Sud America. La trasmissione può avvenire ad altitudini fino a 2300 metri nelle Americhe e ad altitudini ancora maggiori in Africa. I paesi o le aree dove il virus è presente eccedono di gran lunga quelle riportate ufficialmente. Non esiste un trattamento specifico per questa malattia e la vaccinazione è altamente raccomandata come misura preventiva per i viaggiatori e per chi vive in paesi endemici.
Vaccinazione anticolerica
A parte i Paesi in cui è obbligatoria, l'OMS (Organizzazione mondiale della sanità) la sconsiglia per la scarsa efficacia e la breve durata (6 mesi) nel proteggere chi la assume. Per prevenire la malattia (il colera) in ogni caso bisogna rispettare le normali norme igieniche: lavarsi le mani spesso, bere solo bibite imbottigliate e senza ghiaccio, non mangiare frutta, verdure o altri alimenti crudi.
Vaccinazione antitifo
La febbre tifoide è endemica in Africa, nell'America Latina e in diversi Paesi orientali. Perciò chi si reca in questi Paese dovrebbe vaccinarsi. Il vaccino viene somministrato in compresse a giorni alterni, garantisce un'immunità per tre anni e protegge nel 90% dei casi. Fermo restando che è consigliabile scegliere con cura alimenti e bevande e rispettare le norme igieniche.
Vaccinazione anti- encefalite giapponese.
L'encefalite virale è causata da un virus del genere flavivirus, al quale appartengono anche i virus responsabili della febbre dengue (malattia tropicale), della febbre gialla e della malattia West Nile. La malattia si manifesta soprattutto in aree rurali coltivate a risaie e in ambienti periurbani. Costituisce la principale causa di encefalite virale in Asia: nelle aree temperate ha un andamento stagionale, con picchi d’infezione nei mesi estivi e autunnali, mentre nelle aree tropicali e subtropicali si manifesta tutto l’anno, principalmente nella stagione delle piogge e colpisce prevalentemente i bambini. Il vaccino è somministrato per via intramuscolare in due dosi a 4 settimane l’una dall’altra.
Vaccinazione anti-encefalite da zecca.
L’encefalite da zecche (tick-borne encephalitis- TBE) è diventata un problema di sanità pubblica in Europa e in altre parti del mondo. Il numero di casi umani nelle regioni endemiche europee è, infatti, aumentato di circa il 400% negli ultimi 30 anni e sono, inoltre, aumentate le aree a rischio.
Questa vaccinazione è raccomandata per i viaggiatori ad alto rischio (che vivono o soggiornano in aree rurali o forestali fino ad altitudini di circa 1400 metri: contadini, escursionisti, campeggiatori etc.) che si recano in aree endemiche.
Vaccinazione anti-poliomielite
Questa vaccinazione è raccomandata ai viaggiatori internazionali che prevedono una lunga permanenza (4 settimane o più) in aree interessate da circolazione di poliovirus (Afghanistan, DR Congo, Indonesia, Mozambico, Niger, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Nigeria, Somalia) e che devono essere in possesso di certificato di vaccinazione, redatto sul modello di certificato internazionale. Si deve effettuare una dose vaccinale di richiamo nel periodo compreso tra 4 settimane e 12 mesi precedenti al viaggio.
Vaccinazione anti-rabbia
La rabbia è una zoonosi, causata da un virus appartenente alla famiglia dei rabdovirus, genere Lyssavirus. Colpisce animali selvatici e domestici e si può trasmettere all’uomo e ad altri animali attraverso il contatto con saliva di animali malati, quindi attraverso morsi, ferite, graffi.
La rabbia viene elencata dall’Oie (Organizzazione mondiale di sanità animale) ed è raccomandata per tutti i viaggiatori diretti in aree endemiche di Asia, Africa e America Latina che presentino un significativo e prevedibile rischio di esposizione alla zoonosi (viaggiatori coinvolti in attività che potrebbero portarli a diretto contatto con cani, pipistrelli e animali selvatici). —
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