Il Tirreno

Toscana

boato a LUCCA 

Ordigno misterioso esplode di notte in un parcheggio

Ordigno misterioso esplode di notte in un parcheggio

Rudimentale, ma azionato con un telecomando: qualcuno ha voluto testarlo in vista di azioni criminali? Non si esclude la pista politica

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. Impossibile non sentirlo, quel boato. Soprattutto nella tranquilla frazione di San Cassiano a Vico, a Lucca. Le luci sono spente, i più sono pronti per dormire. Manca una manciata di minuti alla mezzanotte. Poi lo sentono, il boato. E il sonno se ne va. Qualcuno, martedì sera, ha fatto scoppiare un ordigno rudimentale nel parcheggio di via Tognetti, poco distante dagli impianti sportivi frequentati, ogni giorno, da molte persone. Un ordigno rudimentale – dicevamo – ma neppure troppo. Perché – secondo quanto appreso – il congegno sarebbe stato fatto esplodere con l’ausilio di un telecomando.

E la Digos, ora, non esclude alcuna pista. Neppure quella politica.

Certo è che, in quel parcheggio defilato dal centro del paese, obiettivi sensibili da colpire non ce ne sono. Ma forse, proprio per la sua posizione isolata, lo spiazzo sarebbe stato scelto dai malintenzionati. Forse per fare una “prova tecnica” e “tarare” la potenza dell’ordigno, prima di usarlo per qualche azione criminale.

Ieri, a San Cassiano a Vico, è intervenuta la Digos e pure gli artificieri che hanno recuperato quanto rimasto dell’ordigno dopo l’esplosione. Altri episodi simili, secondo quanto raccontato da alcuni abitanti, si sarebbero già verificati in precedenza. Sempre in zona, all’ex Molino Pardini, una struttura in stato di abbandono dagli anni Novanta e ancora in attesa di essere recuperato.

«Sono stato chiamato dopo poco l’esplosione – commenta Giampiero Bandettini, presidente della società sportiva Acquacalda San Pietro a Vico che si allena nel vicino campo sportivo – Non so chi posa essere stato a compiere un gesto così grave, ma quel parcheggio è terra di nessuno. Ormai è diventato una discarica a cielo aperto, con rifiuti abbandonati ovunque, e manca pure l’illuminazione».

Intanto indaga la Digos per dare un volto ai colpevoli. —

Martina Trivigno

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