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Coronavirus, le 20 ore di buco dell’informatico: in contatto con lui 30-40 persone

Alessandro Gasperini
Coronavirus, le 20 ore di buco dell’informatico: in contatto con lui 30-40 persone

Pescia: rientrato da Codogno si è autoisolato il giorno dopo. Non riusciva a telefonare all’Asl, allora ha chiamato il sindaco

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Giovedì sera il tecnico informatico di 49 anni residente a Pescia torna a casa dopo una trasferta di lavoro di tre giorni a Codogno, nel Basso Lodigiano, Lombardia. Venerdì mattina si presenta puntuale al lavoro nell’azienda di cui è dipendente, nel Comune di Massa Cozzile. I suoi figli vanno regolarmente a scuola. Nel pomeriggio arrivano le prime notizie del coronavirus che ha colpito forte proprio a Codogno. Lui si preoccupa, chiama il medico di famiglia. E su sua indicazione si mette in autoisolamento volontario.

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Lunedì mattina il tecnico ha la febbre. Contatta il sindaco di Pescia, Oreste Giurlani. Chiede il suo aiuto per poter parlare con la Asl e avere indicazioni, perché finora non è riuscito a prendere la linea chiamando i numeri indicati per le informazioni sul coronavirus. Il sindaco riesce a sbloccare la situazione. L’Asl manda un’ambulanza del 118 attrezzata a casa dell’informatico per portarlo, in isolamento, all’ospedale di Pistoia per accertamenti.

Ieri mattina, quindici minuti prima di mezzogiorno, le agenzie battono la notizia: «In Toscana sono due i casi sospetti positivi che devono essere validati dall’Istituto superiore di sanità». Lo rende noto la Regione. Il primo caso è proprio quello in provincia di Pistoia.

Così Pescia e la Toscana entrano di prepotenza nella cronaca mondiale. Dopo i picchi di paura che lunedì hanno fatto crollare la Borsa, e svuotare gli scaffali dei supermercati (anche in Valdinievole, nonostante nessun caso, ancora, fosse registrato in Toscana), ecco che il temuto virus si palesa tra le dolci colline di Pescia.

La giornata a quel punto scorre su due binari. Il primo è quello ufficiale: a Pescia riunione dei sindaci della Valdinievole per fare il punto sul coronavirus e prendere eventuali provvedimenti riguardo al caso dell’informatico di 49 anni. Il secondo è quello della vita quotidiana, che si srotola normalmente anche a Pescia e nelle frazioni. Tutti sanno del caso del tecnico informatico, hanno appreso la notizia dai telefonini. Ma nessuno sa, o conferma di sapere, se l’uomo abiti proprio nella loro frazione. Baristi, negozianti, passanti alzano le spalle.

Nel primo pomeriggio andiamo a suonare il campanello nell’azienda informatica di Massa Cozzile. Fanno sapere nel frattempo dalla conferenza dei sindaci, che sarebbero tra 30 e 40 le persone venute a contatto con il 49enne. Non tutte, evidentemente, colleghi di lavoro. In questo numero sono compresi anche altri soggetti, a cominciare dai familiari. Una voce arriva gracchiante dal citofono dell’azienda, una delle più importanti della Valdinievole nel settore. Alla nostra richiesta di chiarimenti rispondono che non è il momento, non se la sentono di rilasciare dichiarazioni. Che hanno altro per la mente. Comprensibilmente.

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Si torna nelle frazioni indicate dal “tam tam” come luogo di residenza della famiglia. Dall’una all’altra c’è un “range” piuttosto ampio. Si percorrono strade tra le campagne, i vivai, i borghi antichi. In quella parte della provincia di Pistoia che profuma ancora di Lucchesia. Ci sono le vecchie “corti”, ristrutturate. Gruppi di case che si aprono quasi a ventaglio in fondo a qualche stretta stradina tra i campi. In una di queste abita il tecnico. Uno scenario da famiglia tranquilla, con le auto posteggiate davanti, qualche gioco da bambini sull’aia. Suoniamo anche qui il campanello. Ci qualifichiamo. Rumori dalla casa e una voce femminile, agitata, che ci dice di non voler contatti con nessuno. Di non aver nulla da dire. Si percepisce l’ansia per la situazione in cui sono piombati a causa di quel maledetto virus arrivato dall’altro capo del mondo fino là, tra i dolci saliscendi di Toscana.

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Le condizioni cliniche del paziente ricoverato sono «stazionarie e discrete», fa sapere intanto la Regione. Dopo le 20 il sindaco Giurlani proclama: «La situazione è sotto controllo». L’uomo sta «abbastanza bene e non presenterebbe particolari problemi».
Riccardo Franchi, presidente della conferenza dei sindaci della Valdinievole, spiega che per il momento non sarà preso sul territorio «nessun atto di restrizione al movimento delle persone e delle attività». Scuole aperte. Salvo che a Pescia, dove oggi termina il terzo giorno di festa per le celebrazioni del patrono cittadino. Giovedì, si vedrà.

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