Gioco
Regionali, tre idee per il pd toscano, sbagliato allearsi con italia viva
Con l’avvicinarsi delle elezioni regionali sono a riproporre le tre questioni che ritengo rilevanti per l’intera economia regionale e che potrebbero rappresentare anche da soli un programma regionale per un’intera legislatura: la sanità, la viabilità e la burocrazia.
La sanità è il problema più rilevante per l’intera politica regionale, tant’è che assorbe gran parte dello stesso bilancio. In questo caso si tratta di mantenere l’alto livello attraverso investimenti importanti per produrre quell’innovazione costante e continua che la sanità richiede per mantenere il livello ottimale attualmente raggiunto. Un tema altrettanto rilevante, alquanto incomprensibile per chi non è addetto ai lavori, è quello delle file e delle attese. Possiamo sicuramente capire che ci siano delle contingenze per cui si formano file e attese indesiderate, ma se il problema è strutturale, allora c’è qualcosa che non va e che deve essere assolutamente rimosso.
Quanto alla viabilità, chi è costretto per lavoro a transitare per la superstrada Fi-Pi-Li ha chiaro che una Regione come la nostra, se vuole continuare a svilupparsi, non può permettersi una viabilità così incerta e imprevedibile. Quanto tempo viene sprecato inutilmente su quei 100 km di superstrada, quanto carburante inutile e altrettante nevrosi accumulate che contribuiscono a peggiorare la nostra qualità della vita? Un asse viario come questo ha assolutamente bisogno di una terza corsia e senza pedaggio. A mio avviso dovrebbe essere un investimento dalla priorità assoluta. Forse ci risparmieremo qualche polemica strumentale tra Firenze e Pisa sempre dietro l’angolo.
Infine la burocrazia. Quando uno Stato come il nostro ha raggiunto questo livello di complessità, il peso della burocrazia è sicuramente importante e non potrebbe essere diversamente; il suo ruolo è positivo e rappresenta un fattore di sviluppo e di equilibrio. Solo le società poco sviluppate e con meno garanzie possono avere poca burocrazia. È altrettanto chiaro che oggi il peso della burocrazia ha superato il suo ambito fisiologico ed è un freno alla crescita e allo sviluppo e rappresenta per tutti un costo aggiuntivo inutile. Questa tendenza va fermata e la Regione può fare moltissimo in questa direzione per sé e per i Comuni. Dovrebbe essere ridotto del 50% il peso della burocrazia, dei percorsi e processi amministrativi.
Ritengo inoltre fondamentale mantenere la distanza da Italia Viva. Trovo infatti preoccupante e contraddittorio dare per scontato, come sembra in Toscana, un’alleanza con questo partito. Per come Renzi ha gestito la scissione dal Pd, il Ghino di Tacco dei nostri tempi, non rappresenta un valore aggiunto né sul piano elettorale né sul piano delle idee e della capacità di governo, solo tatticismo spregiudicato! Un’alleanza in Toscana con Italia Viva indebolirebbe il Pd facendo passare il messaggio che il futuro governo della Toscana sarebbe condizionato e perennemente sotto scacco di Italia Viva. Per vincere ci vuole un messaggio forte e chiaro, questo non può essere dato con chi ha fatto scelte opache. Questa sensibilità dovrebbe essere presente in tutto il partito ma soprattutto in chi, in passato, ha sostenuto Matteo Renzi e oggi è rimasto nel Pd.
(*) sindaco di Peccioli
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