Il dolore
Coronavirus, Salvini: "Salute dei toscani a rischio". Esposto a Rossi
Il ministero intanto vara una nuova circolare che impone la quarantena fiduciaria per tutte le persone che tornano dalla Cina e l'obbligo di comunicare la propria situazione alla Asl. La stessa misura che Burioni chiede da giorni alla Toscana
FIRENZE. "Presentiamo un esposto denuncia contro il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che non facendo tutti i controlli necessari su chi rientra dalla Cina, mette a rischio la salute dei cittadini toscani, e accusa chi lo critica, scienziati e medici compresi, di essere un "fascioleghista"". È quanto ha affermato Matteo Salvini.
L'annuncio del leader della Lega è arrivato nella mattinata di venerdì 21 febbraio, dopo la notizia del contagio di un trentottenne italiano ricoverato in gravi condizioni in terapia intensiva all'ospedale di Codogno, in provincia di Lodi. La moglie, insegnante e incinta di 8 mesi, è ricoverata all'ospedale Sacco di Milano. Oltre a loro ci sono altri quattreo casi sempre a Codogno. Al Sacco è ricoverato anche un conoscente della coppia.
E proprio dopo i contagi in Lombardia, il premier Giuseppe Conte e il ministro Roberto Speranza annunciano una nuova stretta. "La quarantena sarà predisposta anche per chi è stato nelle aree a rischio, e le aree a rischio le definisce con aggiornamento costante l'Organizzazione mondiale della Sanità. Quindi la quarantena non riguarda tutti quelli che vengono dalla Cina, ma solo chi è stato nelle aree a rischio", dice il premier. Di fatto una posizione che sconfessa proprio quella con cui ieri la task force nazionale guidata dal capo della protezione civile Angelo Borrelli con la consulenza degli esperti dell'istituto superiore di Sanità aveva stabilito di proseguire con le misure standard adottate finora anche dopo la polemica innescata dalle osservazioni del virologo Roberto Burioni sulla decisione della Toscana di non adottare la quarantena per i cinesi che sono tornati o stanno tornando a Prato e Firenze dal Paese di origine, in particolare dallo Zhejiang, la regione da cui proviene la gran parte della comunità di italo-cinesi toscani e considerata dall'Oms come la quarta più a rischio proprio a causa del numero di diffusioni di contagi.
Per questo, dopo i casi di Codogno, il ministero della Salute ha emanato una nuova ordinanza che dispone la quarantena obbligatoria per i contatti stretti di chi risulta infettoi ma anche un isolamento a casa fiduciario. In pratica una quarantena quasi obbligatoria che obbliga le persone a segnalare la propria situazione all'Asl. "Le ultime notizie mi portano a ripetere per l'ennesima volta l'unica cosa importamnte - aveva ribadito il virologo del San Raffaele prima della misura varata da Speranza - Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni. Spero che i politici lo capsicano perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili".
A Codogno intanto sono stati chiusi il pronto soccorso e tutti gli ambulatori e disposti una serie di accerta per chi rientra dalle zone a rischio. menti diagnostici su tutti i pazienti e il personale. Nei giorni scorsi, l'uomo aveva frequentato un corso di pronto soccorso e aveva giocato una partita a calcetto. A quanto risulta, già una sessantina di persone che hanno avuto contatti sono stati individuati e sono partiti gli accertamenti attraverso i tamponi, e le quarantene.
Il premier Giuseppe Conte annuncia che è stata disposta una quarantena per tutti quelli che sono entrati in contatto con i contagiati (che secondo quanto si è appreso sarebbero circa una sessantina), ma invita a "mantenere la calma". La linea di massima precauzione adottata dall'Italia sul Coronavirus, assicura, "ci consente di scacciare via qualsiasi allarmismo sociale e qualsiasi panico".
Dopo la riunione del Comitato tecnico scientifico, che ha vagliato le segnalazioni di nuovi casi di Coronavirus, il Ministro della Salute Speranza ha emanato un'ordinanza che prevede una quarantena obbligatoria per chi sia entrato in contatto stretto con un caso risultato positivo e dispone la sorveglianza attiva con "permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato in aree a rischio negli ultimi 14 giorni con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali".
L'assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Giulio Gallera, spiega che "sono stati già effettuati tutti gli accertamenti diagnostici necessari" sull'intero staff medico e sanitario dell'ospedale di Codogno. Gli ingressi dell'ospedale sono stati completamente sbarrati al pubblico. Roberto Speranza, il viceministro Pierpaolo Sileri e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini annunciano che andranno in Lombardia per seguire più da vicino la vicenda.
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