Il Tirreno

Toscana

Toscana salute

Un ospedale a pieni polmoni

Marco Sabia
Nella foto grande parte dell’equipe medica e del personale del dipartimento di pneumologia dell’azienda ospedaliero-universitaria di Cisanello a Pisa la professoressa Laura Carrozzi
◗
Nella foto grande parte dell’equipe medica e del personale del dipartimento di pneumologia dell’azienda ospedaliero-universitaria di Cisanello a Pisa la professoressa Laura Carrozzi

Dall’asma all’embolia a che punto è la scienza. La minaccia della Bpco, quarta causa di decesso nel mondo, e l’importanza della prevenzione: a colloquio con la primaria di pneumologia a Cisanello

4 MINUTI DI LETTURA





Dici pneumologia e pensi al respiro, alla funzione più vitale dell’organismo umano. Ma il respiro è quanto di più essenziale e complesso possa esistere e le patologie respiratorie sono le più disparate: dall’asma che esordisce in età giovanile, alle fibrosi polmonari, dall’embolia polmonare, alle broncopneumopatie croniche ostruttive, ai tumori del polmone. L’unità operativa di Pneumologia dell’azienda ospedaliero universitaria di Pisa si occupa di tutti questi aspetti della patologia polmonare. A guidare l’unità è la professoressa Laura Carrozzi, che ha raccolto l’eredità dei professori Antonio Palla e Pierluigi Paggiaro subentrati al professor Carlo Giuntini (primo direttore dell’unità, recentemente scomparso). È proprio Laura Carrozzi a spiegare quali siano le ultime frontiere della diagnosi e cura (laddove possibile), oltre a sottolineare quanto sia fondamentale prevenire e intervenire su quegli agenti e “vizi” che possono creare danni irreparabili all’organismo umano.

Professoressa, per quali patologie mettete a disposizione ambulatori specialistici?

«Faccio riferimento a quelli dedicati alle seguenti problematiche: interstiziopatie (come le fibrosi polmonari e la sarcoidosi polmonare), patologie pleuriche, embolie polmonari, malattie neuromuscolari (si pensi all’effetto della Sla sulla respirazione), asma e asma grave, bronchiectasie (l’albero bronchiale si dilata in maniera anomala) e patologie oncologiche, oltre al centro antifumo, agli ambulatori di primo accesso (in cui i pazienti ricevono il primo inquadramento) e a quelli dedicati al monitoraggio della patologia ostruttiva cronica. Tutte queste patologie sono di complessa gestione; il reparto dispone di 15 letti di gestione ordinaria (1 dedicato a casi di embolia polmonare) e 7 di terapia sub-intensiva respiratoria intermedia».

Partiamo dall’asma. Come intervenite?

«L’asma è una malattia cronica di natura infiammatoria che solitamente è ben controllabile ma che può essere potenzialmente grave. I sintomi più conosciuti sono il respiro col sibilo, la sensazione di peso sul torace e la tosse secca. L’asma ha anche una componente genetica e per questo dico sempre agli studenti di indagare sulla storia familiare del paziente. Si tratta di una patologia che può essere dovuta o scatenata dall’esposizione ad allergeni, da infezioni virali, all’inquinamento atmosferico e anche da farmaci. Il fumo, la presenza di reflusso gastro-esofageo, l’esercizio fisico, l’obesità possono aggravare o configurare quadri specifici di asma».

Quando l’asma diventa grave?

«Le forme gravi sono quelle in cui il paziente non riesce a non ripresentare episodi acuti e ricadute (con ripercussioni sulle sue attività giornaliere) nonostante segua il trattamento “massimale” che prevede l’uso di farmaci broncodilatatori e cortisone. La buona notizia è che adesso ci sono a disposizione farmaci “biologici” (e altri sono allo studio o in sperimentazione) , i quali vanno ad agire selettivamente su alcuni meccanismi dell’infiammazione che caratterizzano la malattia. L’uso di questi farmaci è stato in grado di cambiare radicalmente la vita di molti pazienti».

L’unità da lei diretta è anche centro di riferimento regionale per l’embolia polmonare: si riesce a gestirla? «L’embolia è una patologia del circolo polmonare che si verifica quando un trombo si “stacca” dalla periferia (per esempio dalle vene degli arti) e raggiunge le arterie polmonari: qui crea un “tappo”, impedendo di fatto l’irrorazione di alcune aree del polmone, con danni più o meno gravi (anche fatali nel giro di poche ore). Dopo la diagnosi (con una Tac del torace) il trattamento è affidato all’eparina e agli anticoagulanti orali con i quali il trattamento viene proseguito per tempi anche molto lunghi. Oggi prescriviamo, nella maggior parte dei casi, nuovi farmaci orali che a differenza dei classici dicumarolici (anticoagulanti) sono più maneggevoli in quanto non è necessario cambiare continuamente il dosaggio in base ai valori del sangue; hanno anche minori effetti collaterali, sebbene il rischio di sanguinamento sia sempre presente. C’è poi una condizione molto frequente ed anche grave, che è sottostimata : la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco)».

Ci sono spiragli nella cura?

«Si tratta di un quadro patologico che sopraggiunge in età adulta ed è dovuto a varie condizioni quali l’enfisema polmonare, la bronchite cronica, la stessa asma bronchiale. Bpco significa che si è verificata nell’albero bronchiale un’ostruzione “fissa”, non completamente reversibile nonostante i trattamenti. È dovuta a una risposta infiammatoria da parte del polmone all’inalazione di particelle, prodotte dal fumo di sigaretta così come dall’inquinamento atmosferico esterno ma anche interno (indoor, degli ambienti confinati)».

Che impatto ha sulla popolazione?

«La Bpco è la quarta causa di morte al mondo e si stima che diventerà la terza entro il 2030. Anche dati epidemiologici raccolti su una campione di popolazione dal CNR dimostrano che la patologia è aumentata negli ultimi 20 anni nell’area pisana. Quello che noi cerchiamo di fare è aggiungere la definizione “trattabile” a questa patologia, con l’ausilio di broncodilatatori; la migliore terapia tuttavia è assolutamente smettere di fumare (per chi è ancora fumatore), perché così facendo se ne rallenta anche il decorso». —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa