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Diabete, rischi ridotti con le cure costanti

Maria Antonietta Schiavina
La misurazione della glicemia
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La misurazione della glicemia

Se la patologia viene trascurata si va incontro a danni agli occhi, ai reni, al rischio di infarto, ictus e anche di amputazioni. Attenzione agli alimenti con fruttosio che facilita l’aumento di acido urico, di trigliceridi e accumulo di grasso nel fegato

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Ci sono vari tipi di diabete ma la stragrande maggioranza (almeno il 90%) è rappresentato da due forme principali. Il diabete tipo 1 e il diabete tipo 2. Entrambe le forme sono caratterizzate da iperglicemia ma i meccanismi che portano all’innalzamento della glicemia sono diversi. Lo spiega in questa guida Stefano Del Prato, professore di Endocrinologia all’università di Pisa, già presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) e attuale presidente dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD).

Qual è la causa del diabete di tipo 1?

Nel diabete tipo 1, la forma che interessa soprattutto l’età infanto-giovanile, la causa è dovuta alla distruzione delle cellule che producono insulina. Queste cellule sono presenti nel pancreas, riunite in piccoli agglomerati (isole pancreatiche). Il nostro organismo ha un’incredibile capacità di proteggerci da innumerevoli attacchi (microbi, virus, cellule alterate….) grazie al sistema immunitario. Un sistema molto sofisticato che deve essere capace di riconoscere potenziali agenti “nemici”, attaccarli e schedarli, per poter rispondere prontamente nel caso il pericolo si ripresentasse. In alcuni soggetti questo meccanismo perde di specificità e considera come “nemiche” strutture del nostro stesso organismo. Perciò le attacca e distrugge, così come avviene nel caso del diabete tipo 1, dove a essere distrutte sono le cellule che producono insulina. Da qui la necessità, per la terapia, di somministrare insulina dall’esterno.

E le cause de diabete di tipo 2?

In questo caso le cellule che producono insulina sono ancora presenti e producono l’ormone, ma in modo lento, “svogliato”. Inoltre, l'insulina non è così efficace nel favorire l’ingresso dello zucchero nelle cellule dell’organismo, un fenomeno noto come insulino-resistenza. Il difetto d’azione dell’insulina è aggravato da alcune condizioni concomitanti: obesità, poca attività fisica. E favorisce lo svilupparsi di altre alterazioni oltre all’iperglicemia, come l’ipertensione arteriosa, l’aumento dell’acido urico e le alterazioni dei grassi nel sangue (colesterolo e trigliceridi). Tra i due, il diabete tipo 2 è molto più frequente: si calcola che su 10 persone con diabete, 9 abbiano il tipo 2 e una il tipo 1.

Esistono anche altre forme di diabete?

Sì ma sono più rare, a parte una che ha caratteristiche molto particolari e cioè il “diabete gestazionale”. Una forma di diabete che insorge in gravidanza e che può avere conseguenze sul feto e sulla madre anche se, almeno dopo le prime gravidanze, l’iperglicemia può regredire. Per questo è prevista una verifica della glicemia in tutte le donne gravide, così da intervenire precocemente, a garanzia di madre e figlio. Questa forma di diabete, dopo il parto spesso scompare, ma chi ha sofferto di diabete gestazionale deve porre particolare attenzione poiché, col passare degli anni, è a rischio maggiore di andare incontro a diabete manifesto e persistente.

Qual è la forma più pericolosa di diabete?

Il diabete è sempre pericoloso, se misconosciuto e non propriamente curato. Il diabete tipo 1, infatti, se non corretto con adeguate dosi di insulina esogena (dall’esterno), può portare al coma chetoacidosico, una condizione sicuramente grave ma, per l’appunto, prevenibile. Il diabete tipo 2 può invece sfociare, nei casi estremi, nel coma iper-osmolare (da prolungata iperglicemia), ma, anche questo può essere prevenuto con adeguate misure terapeutiche.

Quali sono le malattie a cui va incontro un diabetico?

Tutte le forme di diabete, se non sono tenute sotto controllo, possono portare allo sviluppo di complicanze a carico dell’occhio, del rene e dei nervi; aumentare il rischio di infarto, ictus, ostruzione delle arterie degli arti inferiori, con possibile sviluppo di gangrena (piede diabetico) e rischio di amputazioni.

Conseguenze molto gravi.

Sì ma per la maggior parte sono il risultato di una cura insufficiente, mentre ci sono chiare evidenze che, mantenendo un ottimale controllo della glicemia, si possono ridurre in modo drastico i rischi.

Il diabete interessa di più le donne o gli uomini?

Non vi sono particolari differenze tra i due sessi, a parte il fatto che, globalmente, il diabete tipo 2 a insorgenza giovanile, tende a essere più frequente nella donna, mentre nell’età matura pare essere l’uomo a pagare uno scotto maggiore. Peraltro, nelle donne sembra essere più difficile raggiungere gli obiettivi terapeutici e persiste un profilo di rischio cardiovascolare, anche in Italia, più sfavorevole rispetto all’uomo. Questo forse per un trattamento che non è così intensivo, come invece sembra accadere nel sesso maschile.

È vero che il diabete può insorgere dopo un incidente o un trauma anche psicologico?

Lo stress di qualsiasi natura - infezione grave, trauma, intervento chirurgico, ma anche quello emotivo o ambientale - porta l’organismo a reagire con la produzione di ormoni che hanno un effetto contrario a quello dell’insulina, favorendo l’aumento della glicemia. In questa situazione di aumentata richiesta di produzione di insulina, se la riserva di cellule produttrici è insufficiente, si può manifestare una chiara iperglicemia e la comparsa del diabete. In altre parole, lo stress fa da evento scatenante in soggetti che sono comunque predisposti.

Sono utili gli alimenti per diabetici?

Spesso questi alimenti sono ricchi di fruttosio che, oltre a costituire una fonte di calorie, può facilitare l’aumento di acido urico, di trigliceridi e accumulo di grasso nel fegato. Anche l'uso delle bevande gassate con dolcificanti o a “zero” calorie dovrebbe essere il più limitato possibile. Tra l’altro, tutti questi alimenti sono più costosi, mentre una dieta attenta e varia può ben coniugare piacere nell’alimentazione e rispetto della salute. —


 

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