Il Tirreno

Toscana

il caso in un liceo di pisa 

Bullismo in cattedra, accuse ai professori

Danilo Renzullo
Bullismo in cattedra, accuse ai professori

Offese sessiste e discriminatorie. Gli studenti consegnano un dossier alla preside. Il sottosegretario: «Fatti gravissimi»

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PISA. «Se un ragazzo ubriaco ti baciasse, la mattina dopo penserebbe di aver baciato una ringhiera», l’insulto rivolto da un professore ad una studentessa con l’apparecchio ortodontico. «Sei stolta e stupida», la valutazione di una studentessa al termine di un’interrogazione. «Parlate peggio dei peggiori scaricatori di porto», il giudizio con il quale sarebbero stati bollati alcuni studenti di origini meridionali.

Le battute avrebbero in più occasioni travalicato i confini dell’umorismo sfociando in insulti sessisti e discriminatori. I metodi di valutazione avrebbero messo in discussione il percorso scolastico di molti alunni o, almeno, reso più complicata la scalata verso la maturità. È quanto denunciato dagli studenti del liceo classico Galilei di Pisa con un documento redatto al termine di un’assemblea studentesca straordinaria presentato nei giorni scorsi alla dirigente scolastica Gabriella Giuliano. Un elenco di dettagliati episodi che si sarebbero verificati nell’ultimo anno tra le mura scolastiche che ha portato alla luce atteggiamenti, comportamenti e metodi di almeno quattro docenti che, probabilmente, finiranno anche sotto la lente d’ingrandimento del ministero dell’Istruzione.

«Rincoglionita», il termine con cui una docente avrebbe bollato una studentessa straniera. «Forse rincoglionita al tuo paese non si dice», la risposta all’incredulità dell’alunna. «Hai solo due neuroni che però non si incontrano e quindi non ti permettono di ragionare», la frase rivolta da un’altra docente ad una studentessa. «Le donne devono stare a casa», il giudizio espresso da una professoressa alludendo probabilmente allo scarso rendimento delle studentesse rispetto ai colleghi maschi. E poi ancora «Non realizzerete mai nulla nella vita», «Siete più ignoranti di cellule procariote».

Nel documento inviato alla dirigente scolastica, che ha aperto un’istruttoria, gli studenti riportano anche gli sberleffi di un docente ad uno studente colpito da un attacco d’asma e l’ordine a rimanere in classe imposto ad un’alunna che chiedeva di utilizzare il bagno a causa del ciclo. Un abuso del ruolo che secondo gli studenti potrebbe avere ricadute negative sul percorso scolastico. Tra i professori finiti sotto accusa c’è chi rinuncia a discutere la Rivoluzione industriale perché «è solo un’invenzione, conseguenza della rivoluzione scientifica e non ha senso trattarla» e chi invece rifiuta di correggere tutte le verifiche concentrando l’attenzione sugli «studenti che considero i migliori della classe».

Il ministero dell’Istruzione sarebbe pronto ad accendere i riflettori sulla denuncia degli alunni, elogiati dal sottosegretario Giuseppe De Cristofaro. «Bisogna avere il coraggio di ammetterlo: in alcune, seppur rare occasioni, accade che il bullismo e il sessismo è agito dai docenti in classe. Ciò che denunciano gli studenti del liceo classico Galilei di Pisa è un fatto gravissimo – sottolinea il sottosegretario –. Bene ha fatto la dirigente scolastica ad aprire un’istruttoria, ma soprattutto hanno fatto bene i ragazzi che hanno usato le forme della partecipazione studentesca per esprimere il loro disagio. I diritti degli studenti, la loro partecipazione alla comunità scolastica e il loro protagonismo sono e devono restare il primo dei pilastri su cui basare il processo di miglioramento della scuola italiana». —
 

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